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Dario Ricci racconta i migranti
italiani campionissimi dello
sport a Rivarolo Mantovano

I migranti italiani, che all’inizio del secolo scorso lasciarono lo stivale per cercare fortuna nelle terre d’oltreoceano, contribuirono anonimamente alla crescita della società ospiti; alcuni di loro balzarono agli onori della cronaca per i successi ottenuti nelle discipline sportive che praticarono.

RIVAROLO MANTOVANO – Giovedì 15 giugno alle 21 in Fondazione Sanguanini, si parlerà di Emigrazione e Sport, cogliendo la disponibilità di Dario Ricci, redattore della pagina sportiva del Sole 24ore, a Rivarolo Mantovano, su invito dell’Amministrazione comunale, per presentare la sua ultima fatica letteraria: Oro Azzurro.

Un evento collegato alla mostra “Solo Bagaglio a mano, quando i nostri nonni partivano con la valigia”, allestita a Palazzo del BUE. Introdurrà Mariella Gorla, vicesindaco ed assessore alla Cultura. I migranti italiani, che all’inizio del secolo scorso lasciarono lo stivale per cercare fortuna nelle terre d’oltreoceano, contribuirono anonimamente alla crescita della società ospiti; alcuni di loro balzarono agli onori della cronaca per i successi ottenuti nelle discipline sportive che praticarono.

In particolare molti italoamericani, sia di prima che di seconda generazione, divennero vere e proprie icone, miti e leggende dello sport: da Primo Carnera a Rocky Marciano a Giacobbe (Jake) la Motta nella Box, da Joe di Maggio nel Baseball a Vince Lombardi (Vincent Thomas Lombardi), storico allenatore dei Green Bay Packers nel 1960, squadra con cui vinse cinque campionati nel Football americano stutunitense e due Super Bowl. Altro nome (italico) di spicco del mondo della palla ovale è quello della leggenda dei quarterback, ovvero Joe Montana, nipote di Teresa Maria Bavuso, una migrante Siciliana. Montana vinse ben quattro Superbowl con i suoi San Francisco 49ers, ed è entrato a pieno titolo nell’olimpo del NFL.

Anche l’automobilismo annovera un supercampionissimo di origine italiana, Mario Andretti, nato in Istria, la cui famiglia è stata anche costretta al soggiorno in un campo profughi a Lucca, prima di emigrare in Sud America. Andretti è uno dei due piloti che nella storia sono stati capaci di vincere gare in Formula Uno, Nascar, Indycar e World Sportscar Championship, oltre alle 500 miglia di Indianapolis e Daytona. Nominato nel 2000 come “Pilota del secolo” dalla Associated Press è stato anche insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana (soltanto Enzo Ferrari ha avuto lo stesso onore nel mondo delle auto).

Si prosegue martedì 20, stesso luogo e stessa ora, con l’incontro dibattito titolato La doppia Assenza, illusioni e sofferenze dell’Emigrante. Obiettivo del dibattito è riflettere sulle “due facce della stessa medaglia, l’emigrazione e l’immigrazione”, storica e contemporanea. Se infatti l’emigrazione storica italiana registra un esodo di oltre 27 milioni di persone nei cento anni che intercorrono tra l’Unità d’Italia e gli anni ’70 del Novecento, bisogna pur fare i conti con l’attualità che documenta (dati ISTAT) una ripresa dell’emigrazione, soprattutto giovanile: nel solo 2015 sono stati quasi centomila gli Italiani che hanno lasciato il Belpaese, tra i quali 27mila diplomati e 24mila laureati, con un “trend” in aumento.

La serata è l’occasione per affrontare anche il tema dei flussi migratori recenti, che hanno visto l’Italia mutarsi da “Terra di emigranti” a “Paese di prima accoglienza” per migliaia di persone provenienti dal Sud e dall’Est del mondo. Introdurrà Massimiliano Galli con interventi di Don Luigi Pisani ed Enrico Guarneri.

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