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Migranti, Acli per l'accoglienza
in famiglia a Casalmaggiore:
alcune famiglie già ci sono

Non è stato avanzato alcun discorso economico, questo va precisato, ma entrando un attimo nel dettaglio si sa che a settembre, appunto, partirà la fase preliminare, quella cioè che dovrà insegnare i dettami dell’accoglienza alle stesse famiglie che parteciperanno al progetto.
Foto di repertorio (Foto Sessa)

CASALMAGGIORE – Una nuova forma di accoglienza: nuova, soprattutto, a Casalmaggiore e probabilmente anche in tutta la provincia di Cremona. E’ una proposta lanciata da Acli, presieduta a livello locale nel comune casalese da Francesco Caffelli, in collaborazione con la Caritas cremonese ed è molto più di una semplice idea embrionale. La riprova? Il via alla fase preliminare del progetto partirà addirittura già a settembre, dunque subito dopo l’estate.

Si parla di profughi, o migranti, come qualcuno preferisce chiamarli, di tutte quelle persone cioè che, fuggendo da guerre o situazioni drammatiche nel paese d’origine, sbarcano in Europa, e nella fattispecie in Italia, e vengono poi ripartiti nei vari comuni d’Italia dalle Prefetture di riferimento: dato che l’ondata non si ferma, ecco che Acli, da sempre favorevole all’accoglienza, ha voluto offrire una soluzione in più, diversa da quelle proposte sin qui. Si parla cioè di accoglienza in famiglia. Tutto è partito da una idea preliminare di Caritas, che aveva proposto all’Acli Casalmaggiore di gestire un numero ridotto di migranti, 4-5 in tutto, che sarebbero stati alloggiati presso la ex Don Bosco, la struttura che sorge di fianco alla chiesa di San Francesco che ha sempre ospitato famiglie extracomunitarie in difficoltà economica, prendendo spunto da un’idea di don Paolo Antonini, storico parroco di Casalmaggiore.

L’Acli non ha respinto tale proposta, ma ha di fatto rilanciato: proponendo appunto l’accoglienza in famiglia. Ebbene, come lo stesso presidente Caffelli ha spiegato, le famiglie disposte ad accogliere migranti ci sono e già si sono fatte avanti. Non è stato avanzato alcun discorso economico, questo va precisato, ma entrando un attimo nel dettaglio si sa che a settembre, appunto, partirà la fase preliminare, quella cioè che dovrà insegnare i dettami dell’accoglienza alle stesse famiglie che parteciperanno al progetto. Come? Con un corso organizzato dalla stessa Caritas nazionale a Cremona e dunque anche a Casalmaggiore, in cui verranno toccati vari aspetti della convivenza, dei suoi aspetti critici e naturalmente anche di tutte le positività che potrà portare con sé. Ancora pochi mesi, dunque, e poi con Acli partirà a Casalmaggiore una nuova forma di accoglienza, diversa da ostelli, alloggi e cooperative.

Giovanni Gardani

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