Cronaca
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Magliette gialle per le ragioni di Composad: auditorium stipato per l'assemblea

Oggi pomeriggio (giovedì) in Regione ultimo tavolo per ottenere quelle garanzie necessarie a salvaguardare il futuro occupazionale di tutti, sia dei mille diretti di Saviola sia di quelli attualmente a rischio esubero.

VIADANA – Se prima era uno scontro tra Forze dell’ordine e i manifestanti davanti all’ingresso di Composad, adesso è guerra conclamata tra ex lavoratori Viadana Facchini e i dipendenti diretti delle aziende del Gruppo Saviola. Dopo gli scontri di lunedì con il lancio di gas lacrimogeni se ne è avuta conferma mercoledì sera quando l’Auditorium di Viadana si è letteralmente riempito di magliette gialle con la scritta “Io sto con Composad”, indossate da quasi cinquecento persone accorse all’assemblea organizzata dal sindaco Giovanni Cavatorta assieme ai dirigenti della holding Saviola, anch’essi con addosso le magliette colorate distribuite, ancora calde di confezionamento, all’ingresso della sala.

Ha aperto gli interventi l’assessore regionale Gianni Fava sostenendo che giovedì mattina in Regione ci sarebbe stato l’ultimo incontro per tentare di dirimere la questione, dopo di che non sarebbe stato più permesso che Viadana vivesse tensioni e momenti d’illegalità come quelli degli ultimi giorni. Dall’intervento di Marzio Uberti della Cigl si è avuta la conferma che l’accordo sottoscritto e poi non  più accettato da Cobas era il migliore possibile, dato che avrebbe portato ad assumere 223 lavoratori con la prospettiva di salvaguardia, attraverso gli ammortizzatori previsti per legge, degli altri esclusi e con la riserva di tenerne conto in caso di nuove necessità di mano d’opera. Nel corso della serata con insistenza è stato riferito di minacce e intimidazioni nei confronti di chi aveva accettato di riprendere il lavoro, al punto da far desistere una cinquantina di loro che avevano anche rifiutato per paura la scorta della Polizia. Verso la fine, dopo che tutti avevano parlato, è stato concesso un minuto all’intervento di un rappresentante di Facchini.

Ma il senegalese Ibrahim è stato stoppato dal sindaco, perché nel frattempo il clima si era fatto incandescente con l’arrivo di Polizia e Carabinieri per evitare possibili scontri. Alcuni lavoratori diretti di Composad alla fine dell’assemblea si sono avvicinati agli ex soci della Facchini manifestando loro la curiosità di comprendere le reali ragioni della loro protesta, che ha spinto addirittura a portare otto manifestanti, uno dei quali mercoledì sera ricoverato in Ospedale, sopra il tetto della fabbrica al sole e al vento aspettando delle garanzie vere prima di scendere. Oggi pomeriggio (giovedì) in Regione ultimo tavolo per ottenere quelle garanzie necessarie a salvaguardare il futuro occupazionale di tutti, sia dei mille diretti di Saviola sia di quelli attualmente a rischio esubero.

Ros Pis

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