Cronaca
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Facchini giù dal tetto: incontro con Prefetto sblocca situazione Gli scioperanti tornano a terra

Carla Cincarilli ha promesso che si muoverà in prima persona per accelerare le pratiche per arrivare al Tfr per gli operai Viadana Facchini e pure le pratiche per il sussidio di disoccupazione. Due punti ritenuti imprescindibili dagli stessi Cobas, assieme al pagamento del mese di maggio da parte delle cooperative.

VIADANA – Il presidio sul tetto si è ufficialmente concluso: lo ha fatto attorno alle ore 20 di martedì, dopo oltre una settimana di protesta. I sei operai della Viadana Facchini di origine indiana che erano saliti lunedì scorso sono dunque stati scortati a terra dai Vigili del Fuoco con un apposito mezzo. Il presidio, è stato spiegato, continuerà comunque davanti ai cancelli della Composad.

Il pomeriggio non era iniziato nel migliore dei modi, e l’episodio non è ancora del tutto chiaro: alcuni uomini, forse della security infatti, sarebbero saliti sul tetto e questo avrebbe agitato non poco i sei della Viadana Facchini. Le versioni sono discordanti: l’azienda Composad spiega che un uomo della Security – all’oscuro di polizia e carabinieri intenti a presidiare l’area – è salito perché ha sentito rumori provenire dal tetto, con gli operai intenti a scuotere la lamiera di ferro, facendo baccano; gli operai della Viadana Facchini, invece, dicono di avere iniziato ad alzare i decibel solo dopo che gli uomini (alcuni raccontano di quattro, forse provenienti dall’esterno, altri di uomini della Security stessa) provenienti da sotto si sono affacciati sul tetto e che da lì sarebbe nato un parapiglia. Fatto sta che uno degli occupanti ha riportato una escoriazione ad un braccio. Nulla di grave comunque anche se l’episodio ha rischiato di agitare le acque. Le forze dell’Ordine hanno intimato immediatamente agli uomini che erano saliti sul tetto di tornare giù, e così è stato. Gli stessi sono poi stati identificati dalle forze dell’Ordine.

In ogni caso, la soluzione del problema è giunta attorno alle 18.30. Già, cosa è successo nel mentre? Da Mantova sono arrivate rassicurazioni al sindacato Cobas, i cui vertici provinciali hanno incontrato il Prefetto Carla Cincarilli: quest’ultima ha promesso che si muoverà in prima persona per accelerare le pratiche per arrivare al Tfr per gli operai Viadana Facchini e pure le pratiche per il sussidio di disoccupazione. Due punti ritenuti imprescindibili dagli stessi Cobas, assieme al pagamento del mese di maggio da parte delle cooperative. Una questione non da poco quella dell’accelerazione delle pratiche. La cooperativa avrebbe potuto attendere 120 giorni prima del licenziamento ed i tempi per ottenere tfr e poi sussidio di disoccupazione si sarebbero ulteriormente dilatati.

Una volta ottenuto lo scopo, i Cobas insieme agli ex dipendenti del presidio riuniti in assemblea hanno detto agli operai sul tetto di terminare questa estrema forma di protesta. Nella discesa sono stati accolti dagli applausi e da cori di giubilo degli altri operai della cooperativa. Poco prima, a terra, vicino al cancello, Stefano Saviola ha colloquiato a lungo con alcuni operai della Facchini, cercando di spingere gli scioperanti a più miti consigli e di rasserenare le acque, con gli uomini della Celere a presidiare gli ingressi.

Insomma, la fabbrica non è più occupata, anche se la protesta all’esterno dell’edificio dovrebbe proseguire. Il presidio esterno, come conferma il sindacato, proseguirà. Resta da risolvere il problema dei 140 disoccupati che rischiano di ricadere tutti sulla comunità Viadanese.

Nazzareno Condina

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