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Spiaggione, bella la festa ma catamarano troppo piccolo. Attese lunghissime

“Se la riproporremo - promette infatti Miran Golos, uno degli ideatori già della prima edizione del 2010 - lo faremo in modo diverso e sicuramente con due barche. Gli errori ci sono stati, e mi prendo tutta la responsabilità, scusandomi per i disagi”.

CASALMAGGIORE – Per chi sullo spiaggione è arrivato, la festa è stata all’altezza delle aspettative: i messaggi di congratulazioni che sono arrivati sui cellulari degli organizzatori dei marchi Fura e Temporock, al di là di qualche (non poca, va detto) discrepanza di gusto tra amanti del punk e del rock più duro, legati al brand Temporock, e di chi magari invece apprezza di più la musica dance o commerciale, beh, sono la testimonianza che Paradise Beach è stata una festa diversa dal solito. Se non altro per il luogo scelto, su questo pochi dubbi.

Il punto è che non tutti, appunto, su quello spiaggione sono riusciti ad arrivare: il problema principale, infatti, imputato agli stessi organizzatori, per i quali non sono mancati anche messaggi di lamentela, riguarda il trasporto. Come noto, alla ribattezzata Paradise Beach, nella serata organizzata sabato dopo il primo rinvio del 1° luglio legato all’innalzamento del livello del Po, si poteva giungere soltanto mediante un catamarano, previo pagamento del biglietto di accesso alla festa. Un catamarano che, nelle premesse, avrebbe dovuto trasportare 50 persone per ogni tratta, facendo la spola da una sponda all’altra ed effettuando un passaggio ogni dieci minuti.

Purtroppo non è andata così, con calcoli da rivedere dato che sul catamarano stavano al massimo 35 utenze e la tratta, tra andata e ritorno, durava mezzora: e se 6-700 persone sono il calcolo stimato delle presenze effettive sullo spiaggione (numero assai credibile, anche perché si basa sugli accessi al catamarano, appunto), ecco che almeno 300 (forse anche qualcuna in più) sono quelle che hanno preferito rimanere a terra, per così dire, a causa delle lunghe code formatesi. C’è chi è partito da Casalmaggiore alle 23 per arrivare allo spiaggione dopo l’1 di notte. Idem per il ritorno, con persone partite alle 3.30 e arrivati a riva dopo le 5. Insomma, tempi davvero troppo lunghi che hanno scoraggiato i partecipanti e probabilmente non hanno neppure reso onore al lavoro di preparazione, decisamente importante, da parte di chi ha pensato l’evento.

Anche la gestione da parte di buttafuori è piaciuta poco, ma questo forse fa parte delle cosiddette regole d’ingaggio. Pochi due soli bagni chimici, mentre un’altra problematica è stata sollevata per la zona cibo, in pendenza e non facilissima da raggiungere, oltre che per quanto concerne l’assenza di transenne nelle zone di imbarco e sbarco: sarebbero state necessarie, come si legge su alcuni post Facebook legati alla festa, per rendere meglio gestibili le operazioni. Però, va detto, dal punto di vista della sicurezza tutto ha funzionato con Vigili del Fuoco, Croce Rossa e Carabinieri a pattugliare la costa. Festa rimandata, insomma, quanto meno per il contorno.

L’idea però c’è ed è valida: segnandosi magari cosa non ha funzionato e migliorando nella prossima circostanza. A parte le questioni di natura tecnico/organizzativa lo spettacolo è stato davvero degno delle attese. Fura e Temporock non hanno deluso. “Se la riproporremo – promette infatti Miran Golos, uno degli ideatori già della prima edizione del 2010 – lo faremo in modo diverso e sicuramente con due barche. Spiace perché è stato un lavoro importante e pesante, perché abbiamo ricostruito un locale all’aria aperta. Gli errori ci sono stati, e mi prendo tutta la responsabilità, scusandomi per i disagi”. A volte, ammettere il problema è il modo migliore per provare a risolverlo…

Giovanni Gardani

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