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Nessuno deve morire solo. Rapanello, due mesi di coccole prima di spegnersi

Ciao Rapanello, scusaci per la bestialitá di chi ti ha abbandonato, ma siamo felici che tu abbia potuto assaporare, sebbene per poco tempo, l'amore e il calore di una vera famiglia. Perché nessuno deve morire solo

CALVATONE – “Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! Ed è forse poco seppure nell’intera vita di un cane?”. Ci perdonerà dall’al di là Dostoevskij (lui parlava di uomini e metteva in bocca queste parole al termine de ‘Le Notti Bianche’ al protagonista, appena lasciato dalla sua amata – seppur per pochissimo tempo – Nasten’ka) se parafrasiamo le sue parole. Ma quell’attimo di beatitudine, dopo una vita di sofferenza, quell’attimo di rivincita Rapanello ce lo ha probabilmente avuto.

E’ durato poco, due mesi solamente. Ma in due mesi ha conosciuto l’amore intenso, quello che solo chi adotta un cane, e adotta un cane anziano consapevole che il tempo maggiore è già trascorso e restano davanti i giorni da vivere intensamente, sa dare. Rapanello si è spento nelle scorse ore. Era stato adottato il primo maggio e – dopo le ’sfortune’ di una vita era pure stato fortunato. Un mese solo è durata la sua permanenza in canile. Un mese prima che una coppia si innamorasse di lui e decidesse di prenderlo con se.

Il tempo – per chi ama un cane anziano – è un concetto estremamente relativo. E così è stato per i due giovani. “Molti anzianotti ospiti del Canile vivono gli ultimi anni della loro vita amati e accuditi dai volontari fino alla fine. Altri più fortunati invece, riescono a trovare una famiglia in cui passare in tranquillità gli ultimi istanti della vita. Rapanello, adottato il 1° di maggio, è stato uno di questi. Nonostante l’età avanzata, ha trovato casa nel giro di un solo mese dall’ingresso in Canile grazie ad una meravigliosa coppia giovane, due ragazzi dal cuore d’oro che si sono innamorati di quel musetto con gli occhi velati. Ma chi ha abbandonato Rapanello non lo aveva mai curato e, dopo due mesi questi due ragazzi speciali hanno dovuto salutarlo per sempre. Ci vuole del coraggio per abbandonare un cane indifeso, ci vuole una grande crudeltà per lasciarlo su una strada così malato. Ma Silvia e Fabio non hanno voltato le spalle a Rapanello e lo hanno amato con un amore incondizionato”.

Lo hanno adottato – Silvia e Fabio – consapevoli che il tempo con lui avrebbe potuto essere breve, ma ugualmente hanno voluto sfidarlo. L’amore non vince mai sul tempo, può solo aiutare ad affrontarlo con un sorriso e con maggior forza. Così è stato. Rapanello ha vissuto amato e al caldo di una casa i giorni che gli restavano.

“I volontari e gli operatori Anpana Onlus si stringono al dolore degli adottanti e li ringraziano enormemente per aver dato una possibilità al nostro Rapanello. Non è mai troppo tardi per vivere anche solo un giorno felice e amato. Ciao Rapanello, scusaci per la bestialitá di chi ti ha abbandonato, ma siamo felici che tu abbia potuto assaporare, sebbene per poco tempo, l’amore e il calore di una vera famiglia. Perché nessuno deve morire solo”.

Rapanello non è morto solo. E’ morto tra le coccole di chi gli ha voluto bene sul serio. Vivrà nel ricordo, ed in ogni altra adozione fatta da persone speciali per cani speciali. Sono ancora un buon numero i nonni presenti in canile che attendono casa. Che attendono quell’attimo di beatitudine, sia esso un giorno, un mese, un anno o cinque, che a prescindere, vale davvero una vita.

Nazzareno Condina

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