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Boni, l'appoggio a Fava
(pur nei rapporti non idilliaci)
porta alla sfiducia di Salvini

Boni è segretario metropolitano: un ruolo importante, che però potrebbe essergli ora sottratto dato che la mozione ha già trovato la firma di altri otto salviniani. Una prova di forza contro la minoranza che proprio Fava è chiamato a guidare o semplice, si fa per dire, volontà di imbandire la tavolata con una tovaglia nuova?

MILANO/SABBIONETA – Il clima è pesante, da resa dei conti, in seno al Carroccio. E la mossa di Matteo Salvini, riconfermato segretario della Lega Nord, non serve certo a rasserenare le acque. Anzi. Il punto è che ancora una volta la notizia che ha il cuore a Milano, rischia di trovare una concausa (e una spiegazione) nel comprensorio Oglio Po.

Chi sfidò infatti Matteo Salvini, nella missione impossibile di scalzarlo dalla segreteria federale del partito? Gianni Fava, originario di Pomponesco e consigliere comunale di Viadana, oltre che ovviamente assessore regionale all’Agricoltura. E chi è l’oggetto dell’epurazione che, secondo quanto riporta Affaritaliani.it, Salvini sarebbe in procinto di compiere? Davide Boni. Che è nato, sia chiaro, a Milano, ma ha legami forti con il comprensorio. Con Sabbioneta in particolare: Davide Boni è stato presidente della Provincia di Mantova, mentre suo padre Cesare Boni fu addirittura sindaco della Piccola Atene. Non solo: Boni ha confermato nel corso della carriera politica un certo legame con i nostri territori, divenendo anche presidente di Aipo e prima ancora, a metà anni ’90, membro del cda dell’azienda Porti Mantova e Cremona.

Il punto più curioso è che Davide Boni e Gianni Fava si sono guardati in cagnesco per un pezzo, o quanto meno non sono andati molto d’accordo. Tuttavia proprio Boni ha sostenuto la causa di Gianni Fava, quella che ha portato l’assessore a sfidare Salvini per mantenere vivo l’intento originario, anche in minoranza, della Lega Nord, ossia lo spirito delle prime battaglie. Ecco allora la decisione, forte, di Salvini, che ha promosso una mozione di sfiducia proprio conto Boni che, dopo le esperienze mantovane (e in parte cremonesi), è ora segretario metropolitano. Un ruolo importante dunque, che però potrebbe essergli ora sottratto dato che la mozione ha già trovato la firma di altri otto salviniani di ferro. Una prova di forza contro la minoranza che Fava è chiamato a guidare o semplice, si fa per dire, volontà di imbandire la tavolata con una tovaglia nuova?

Giovanni Gardani

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