Cronaca
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Scandolara, costano caro quei primi velox degli anni '90: il comune pagherà 100mila euro

Il comune scandolarese mediante l’avvocato Renato Piseri ha trovato con il curatore fallimentare della ItalServizi Giorgio Motta un accordo transattivo per versare 100mila euro, risparmiando qualcosa e dividendo in due quote la cifra da versare.

SCANDOLARA RAVARA – Tornano a fare parlare a distanza di oltre vent’anni. Era il quinquennio dal 1995 al 2000 quando Martignana di Po e Scandolara Ravara precorsero i tempi e furono di fatto tra i primi comuni in provincia di Cremona a installare lungo le proprie strade comunali i famigerati velox.

Non tutto però andò come nei piani delle amministrazioni, all’epoca rette da Fazzi per Martignana e Borghesi per Scandolara: il velox, infatti, nei primi anni in cui venne adottato, necessitava della presenza di un agente pronto a rilevare la veridicità e la correttezza degli eccessi di velocità riportati dal macchinario. Cosa che però a Martignana e Scandolara non avvenne. Il problema peraltro fu anche tecnico: quei velox erano cioè tarati male. Da qui la decisione di un avvocato casalasco di rivolgersi alle due amministrazioni segnalando il problema, da qui l’annullamento di tutte le contravvenzioni emesse e, nel giro di pochissimi giorni circa, la presa di posizione forte che portò a disinstallare tutti i velox.

Chiaramente facendo torto alla ditta, la Italservizi Srl di Desenzano del Garda, ora dichiarata fallita e che però all’epoca chiese ai due comuni di essere risarcita con una percentuale, il 50 per cento circa, dell’introito totale delle multe preventivate per gli anni di contratto inizialmente stipulati. Richiesta molto strana, certo, che però la stessa ditta ha avanzato con diversi comuni della Lombardia, del bergamasco e del bresciano in particolare: fate una piccola ricerca su internet e troverete parecchio materiale in proposito.

Tornando però ai due casi casalaschi, e a quello di Scandolara Ravara in particolare, ecco che la vicenda è tornata d’attualità. Perché quando i due comuni, naturalmente, si opposero alla richiesta di ItalServizi Srl, la vicenda passò in Tribunale a Brescia e la ditta di Desenzano ebbe la meglio nel 2003: tre anni dopo giunse la notifica del pagamento di 68.462 euro, nel 2007 l’Appello e nel 2016 la Corte di Cassazione, con altre due sconfitte, e ricorso rigettato, sempre per il comune di Scandolara. In totale la somma da pagare è salita, con interessi e spese legali, a 142.671 euro.

Dopo di che il comune scandolarese mediante l’avvocato Renato Piseri ha trovato con il curatore fallimentare della ItalServizi Giorgio Motta un accordo transattivo per versare 100mila euro, risparmiando qualcosa e dividendo in due quote la cifra da versare: 48mila euro subito e i restanti 52mila a inizio 2018. Bello sconto sì, ma la sentenza, anche a distanza di 20 anni dai fatti, non può non far discutere…

Giovanni Gardani

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