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Addio a Claudio Bianchi:
nativo di Motta, gestì il radar
e lanciò la "Cremona da bere"

Molto particolare il necrologio voluta dallo stesso Bianchi con una precisa richiesta a famigliari e amici: “All’ambaradan finale solo abiti colorati”. E anche qualche bicchiere di vino, come fosse una festa o una delle tante serate che Claudio, assieme al fratello Dante, era così bravo a organizzare.

MOTTA BALUFFI/TORRICELLA DEL PIZZO – Ha colpito anche la comunità Casalasca, in particolare tra Motta Baluffi e Torricella del Pizzo, la notizia della scomparsa a causa di una lunga malattia del 62enne Claudio Bianchi. Prima di essere fondatore del Nelson Pub, una sorta di istituzione a Cremona, Bianchi, nativo di Motta Baluffi, aveva infatti gestito il famoso ristorante “Radar”, conosciuto anche come “Don Chisciotte”, che sorge a Torricella del Pizzo, sulla strada di accesso al paese.

Molto particolare il necrologio voluta dallo stesso Bianchi con una precisa richiesta a famigliari e amici: “All’ambaradan finale solo abiti colorati”. E anche qualche bicchiere di vino, come fosse una festa o una delle tante serate che Claudio, assieme al fratello Dante, era così bravo a organizzare, nel Casalasco così come a Cremona, dove fu come detto fondatore del Nelson nel 1988 (dieci anni prima, al rientro dalla Svizzera doveva aveva vissuto e si era sposato, e dove vivono tuttora le sue figlie, aveva invece iniziato a lavorare al “Radar”). La rimpatriata finale, o ambaradan come aveva voluto chiamarlo Claudio, si terrà a Cremona, venerdì alle ore 10 presso il Sales Lido Ariston: non mancheranno sicuramente anche molti casalaschi.

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