Cronaca

Le motivazioni della sentenza strage di Viareggio, per giudici "fatto non imprevedibile"

Tra i condannati al processo conclusosi lo scorso 31 gennaio, anche i mantovani Giuseppe Pacchioni, condannato a 7 anni in quanto amministratore della Cima Riparazioni di Bozzolo, e Daniele Gobbi Frattini e Paolo Pizzadini, a 6 anni e 6 mesi sempre della Cima Riparazioni.

LUCCA – S0no state rese note le motivazioni della sentenza del processo di primo grado per la strage alla stazione di Viareggio del 29 giugno 2009, allorchè una cisterna carica di gpl deragliò e si squarciò: il liquido fuoriuscito provocò una «nube esplosiva» e 32 persone morirono investite dal fuoco. “Il grave disastro di Viareggio non è stato un fatto imprevedibile” – scrivono i giudici del Tribunale di Lucca –  ma costituisce un “evento” derivato da una concatenazione di accadimenti strettamente consequenziali tra loro che sarebbe stato possibile evitare attraverso il rispetto di consolidate regole tecniche create proprio al fine di garantire la sicurezza del trasporto ferroviario, e soprattutto, prestando massima attenzione ai diversi segnali di allarme che si erano manifestati già prima del fatto e che preludevano al disastro. Il Tribunale cita incidenti verificatisi in Europa e in America. E se la rottura dell’assile del carro cisterna fu il «fattore originario» da cui si è sviluppata la sequenza di accadimenti, causando il deragliamento con successivo ribaltamento e poi squarciamento della cisterna a causa dell’ impatto del carro «con un elemento dell’infrastruttura», la «causa originaria ed il verificarsi dei fattori successivi debbono essere considerati concause tutte riferibili al medesimo contesto di gestione del rischio che è quello connesso al trasporto ferroviario». I giudici rilevano anche, riguardo a società coinvolte nel processo, che le stesse hanno «ottenuto vantaggi consistenti nel risparmio economico derivato dalla omissione di interventi di carattere tecnico».»

Tra i condannati al processo conclusosi lo scorso 31 gennaio Mauro Moretti, che ha avuto 7 anni come ex ad di Rfi, e Michele Mario Elia, 7 anni e mezzo, che in quell’incarico subentrò quando Moretti passò a Fs, e anche i mantovani Giuseppe Pacchioni, condannato a 7 anni in quanto amministratore della Cima Riparazioni di Bozzolo, e Daniele Gobbi Frattini e Paolo Pizzadini, sempre della Cima Riparazioni, 6 anni e 6 mesi.

In totale gli imputati erano 33: dieci gli assolti, le pene più pesanti per l’ad e il responsabile sistema manutenzioni di Gatx Rail, la società tedesca che aveva affittato i carri cisterna: 9 anni e mezzo.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...