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S. Maria dell'Argine, illuminazione
e affreschi da recuperare. E
l'amministrazione dà una mano

L'ulteriore step, raggiunti questi obiettivi, è un vecchio pallino di don Franco per il quale servirà reperire una cifra più consistente. L'intento sarebbe quello di proseguire con i lavori di scavo attorno alla Chiesa per riportare alla luce quello che resta sepolto dalla terra

VICOBELLIGNANO – Prosegue il lento ma costante programma di recupero per portare la Chiesa di Santa Maria dell’Argine al massimo della fruibilità. D’altro canto è un compito di cui don Franco Vecchini, da sempre, si sente investito. Ormai in pensione, non ha perso lo spirito di quando era parroco della frazione più grande di Casalmaggiore ed è proprio grazie a quel suo spirito di profondo cultore della struttura che sorge ai piedi dell’argine maestro, che si continua a lavorare.

Il nucleo più antico della chiesa attuale è costituito dalla torre campanaria. Il piano terreno della torre stessa era collegato alla chiesa originaria tramite due archi aperti. Tali archi conservano ancora le ghiere romaniche del XII sec. La datazione della torre campanaria è del XII secolo, mentre la parte superiore è un rifacimento forse del XV secolo. La Chiesa era probabilmente il centro del paese di secoli in cui fu edificata. Paese che poi – probabilmente a seguito delle piene del Po – fu spostato all’interno. Una delle più belle chiese, insieme alla parrocchiale di Fossacaprara, del casalasco.

Ora il nuovo step è quello di dotare l’edificio di una nuova illuminazione e di proseguire con la messa in sicurezza degli affreschi. Come spiegato dal sacerdote, i lavori – grazie alla collaborazione degli ‘Amici di Santa Maria dell’Argine’ potrebbero trovare compimento già con l’anno prossimo. L’intento è di trovare i fondi  senza gravare sulla parrocchia. Un grosso contributo è stato promesso dall’amministrazione cittadina. Serviranno circa 20 mila euro.

L’ulteriore step, raggiunti questi obiettivi, è un vecchio pallino di don Franco per il quale servirà reperire una cifra più consistente. L’intento sarebbe quello di proseguire con i lavori di scavo attorno alla Chiesa per riportare alla luce quello che resta sepolto dalla terra: la parte più antica della struttura. Don Franco è convinto – per la sua vasta conoscenza dell’area maturata in anni di profondi studi e confronti con gli esperti – che ancora vi sia qualcosa da riportare alla luce. Una speranza ancora lontana. Intanto però gli Amici di Santa Maria dell’Argine sono già al lavoro per questa fase dei lavori.

Col tempo poi – risorse permettendo – si penserà anche al resto.

Nazzareno Condina

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