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PUT, Damiano Chiarini (Persona
Ambiente): "No a un piano
che porta più auto in città"

“Se qualche consigliere vuole ascoltare la voce degli oltre 1500 per lo meno si astenga. Una cosa è certa: mancano completamente riferimenti e cultura legata alla viabilità, città sostenibile, cura dell'ambiente. Proporremo qualche visita in città a noi vicine per fare vedere che cambiare è possibile"

FOSSACAPRARA – Ancora Piano Urbano del Traffico. Ad intervenire questa volta Damiano Chiarini (Persona Ambiente). Un giudizio pesante anche il suo, dopo quelli durissimi di Andrea Visioli, Gian Carlo Simoni e Pierluigi Pasotto e l’invito più pacato al ripensamento del professor Carlo Stassano.

“Non ho cambiato idea rispetto a nove mesi fa, quando quello che pensavamo su questo PUT e sulla soluzione del parco era stato detto come gruppo”. In Auditorium, il 19 novembre scorso, l’intervento di Damiano Chiarini era stato molto approfondito ed accorato. “I parcheggi servono? – aveva ribadito in uno dei passaggi – Se servono dove li facciamo, come fare in modo di ridurne il numero? Un parcheggio nell’unico polmone verde al centro della città. Ad oggi senz’altro è un’area degradata, perché non viene curata. Se fosse illuminata, venisse tenuta pulita, ci fosse un po di attenzione per il senso civico tutto sarebbe diverso”.

Il no alle modifiche al Parco era stato netto anche allora, e non è cambiato. “Pare che – ha proseguito Damiano Chiarini ieri – le osservazioni recepite siano un compromesso tra quel che era il progetto originario e quel che veniva chiesto. Un parcheggio più piccolo al parco, insomma. Un’idea che non comprendo e la mia è una provocazione: se serve lo fai grande e te ne assumi la responsabilità, se non serve non lo fai”.

Un invito ai consiglieri a ragionare con la loro testa: “Se qualche consigliere vuole ascoltare la voce degli oltre 1500 per lo meno si astenga. Una cosa è certa: mancano completamente riferimenti e cultura legata alla viabilità, città sostenibile, cura dell’ambiente. Proporremo qualche visita in città a noi vicine per fare vedere che cambiare è possibile. Avremmo preferito sicuramente una progettazione partecipata con i cittadini, commercianti, studenti, portatori di interesse. Un consiglio comunale aperto”.

Il giudizio resta categorico: “Se il PUT è solo un atto di indirizzo – aggiunge – non è l’indirizzo che vogliamo. Se poi tutto è modificabile dopo, fermate tutto e ripartiamo da zero. Noi siamo disponibili a collaborare. Un invito a tutti i firmatari e non solo: martedì sera usciamo di casa e andiamo in consiglio comunale. Dopo, una birretta in piazza vecchia, prima che venga riaperta al traffico, possiamo anche berla. Ricordo che questo PUT non è in linea con le direttive ministeriali, difficilmente arriveranno finanziamenti per togliere zone pedonali o parchi. Casalmaggiore 2.0 avrebbe dovuto insegnare qualcosa. E comunque non possiamo accettare un PUT il cui obiettivo è fare circolare più auto in centro”.

Nazzareno Condina

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