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Settima discesa del Po, il
fiume e la sua importanza.
Venerdì e domenica le iniziative

“Un’iniziativa - ha spiegato il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni - diventata col tempo una bellissima tradizione. Merito principalmente di Damiano Chiarini e di Persona Ambiente che riesce a coinvolgere sempre più comuni ed associazioni"

CASALMAGGIORE – Lo spirito è sempre quello. Quello dei pionieri. Non solo della discesa del Po, giunta ormai alla sua settima edizione, ma i pionieri del fiume e della difesa dell’ambiente. E ancora meglio quando, in una terra rivierasca di confine come la nostra i due concetti viaggiano all’unisono. Lo spirito è quello di Umberto perché, come ha ricordato il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio “An pom al fa mia an per”, da un albero di mele non nascono pere.

Damiano Chiarini, il motore di quella che è diventata negli anni un’iniziativa che raggruppa 35 enti diversi e che unisce – prima in assoluto – i due GAL Terre del Po e Oglio Po in un’unica iniziativa, é quello spirito. Stamattina, in una gremita conferenza stampa nella sala consiliare del comune di Casalmaggiore, è stata presentata la settima discesa del Po.

“Un’iniziativa – ha spiegato il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni – diventata col tempo una bellissima tradizione. Merito principalmente di Damiano Chiarini e di Persona Ambiente che riesce a coinvolgere sempre più comuni ed associazioni con un coinvolgimento sempre maggiore. Iniziativa che vedrà il patrocinio, il primo concesso dal Gal Terre del Po oltre che quello del Gal Oglio Po. Peraltro viene nel periodo in cui si sta lavorando a quel grandissimo progetto MAB Unesco che porterà il nostro territorio alla candidatura MAB”.

Un lavoro che vede numerosi comuni coinvolti e di cui avremo modo di parlare in altra occasione. Dopo i saluti del sindaco è stato il turno di Damiano Chiarini. “Grazie a chi continua a rendere vivo il fiume – ha spiegato – e al recupero di una cultura dell’acqua fondamentale. Il fiume è una risorsa che va difesa e promossa. Grazie alle Canottieri per il loro lavoro di tenere vivo il fiume. La discesa del Po nasce proprio per far scoprire il Po. Se vado in acqua capisco cos’è il fiume. Se percorro gli argini, in bici o a piedi, scopro cos’è il fiume, qual’è l’ambiente in cui viviamo, la sua ricchezza. E’ obbligatorio parlare di difesa del fiume, anche quando si parla di sport perché i due concetti viaggiano insieme. Il nostro è un impegno su più fronti”.

Qualche ombra, in mezzo alle luci. La Carta del Po, al momento, resta un insieme di parole o poco più. Su 17 questionari che le amministrazioni avevano preso l’impegno di consegnare (tre semplici questioni, quanto si è fatto nell’anno per il fiume come amministrazione locale, quanto si farà nell’anno prossimo e quanto si vorrebbe fare ma per una qualche ragione – soprattutto di tipo economico – non si riesce a fare) pochissimi riscontri. Un documento compilabile in un’ora anche da il più scalcinato degli uffici. Ebbene, ad oggi, ad una settimana dalle iniziative, un solo comune dei 17 coinvolti ha risposto ed un altro, Casalmaggiore, invierà il modulo compilato lunedì. A firmare carte si fa alla svelta, serve solo una penna. E’ a fare poi che si fa un po’ più fatica.

“Il nostro è un impegno su più fronti – ha proseguito Chiarini – e quello relativo al Po è un impegno concreto. Con la discesa del Po vogliamo vivere il fiume in modo gioioso. Un gruppo musicale su una zattera accompagnerà la discesa”. La partenza del gruppo canoe è fissata a polesine parmense alle 8. Via via si uniranno gli altri comuni. 8.30 Isola Pescaroli, 9.00 Stagno di Roccabianca, ).15 Torricella Parmense, 9.45 Sacca, 10.00 Casalmaggiore, 11.00 Mezzani, arrivo previsto a Viadana 12.30. Per le bici il ritrovo è alle 9 a Gussola (versante cremonese), 9.30 Martignana, 10 Casalmaggiore, 11 Fossacaprara. Per il parmense partenza alle 9.45 da Sacca e alle 11 da Mezzani. Sull’altro versante oltre Viadana, partenza in bici da Dosolo alle 10, 10.30 Pomponesco e Guastalla, 11.30 Boretto. Dalle 12 a Viadana Local Food, Ambiente e Musica.

“Ci sarà un pomeriggio di pensieri e riflessioni – ha concluso Damiano Chiarini – dopo il pasto, a cui ha pensato il distretto del biologico Oglio Po con prodotti della nostra terra”.

La discesa sarà preceduta venerdì, alle 18, da un Convegno dal titolo “Il Po Bene comune”. Si parlerà del Manifesto per il Po, della bacinizzazione del fiume “Di cui sentiamo parlare solo in positivo – ha spiegato Cesare Vacchelli – ma che avrà un impatto ambientale devastante” e della pesca di frodo.

Gli amministratori di Martignana e Gussola hanno insistito sull’esigenza, per le piccole realtà, di fare fronte comune per il fiume: “Dobbiamo spogliarci dell’egoismo e del campanilismo – ha detto il sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini – e lavorare insieme. Magari con un progetto che parta da VenTo. Abbiamo una golena ampia e bellissima, a Gussola come a Martignana. Ho avuto modo ultimamente di andare in barca da Stagno a Cremona. La visuale dal fiume regala un’emozione unica”. Sono poi intervenute le due canottieri. Fabrizio Vappina ha ricordato che “Trattare bene il fiume è un affare, non un costo. La vecchia mentalità che tutelare l’ambiente costa è da superare, non dico che un territorio come il nostro può campare sul turismo, ma un territorio protetto aiuta tutti, anche le amministrazioni. E’ un ambientalismo molto concreto, come lo era quello di Umberto. Abbiamo avuto un gruppo di Bergamo in camper qualche tempo fa. Sono restati qui e alla fine erano entusiasti di quanto il nostro ambiente sia meraviglioso. E’ un turismo che è in aumento”.

Gilbertoni ha parlato del rapporto con l’università di Parma per il campionamento delle acque e dell’importanza di un cammino, quello del MAB, che ha unito comuni, e tanti soggetti ad un unico scopo. Poi è intervenuta Silvana Erasmi (Un Po di Sport), ricordando che sport e ambiente vanno daccordo, Gino Ferri (FIAB Parma) che ha ricordato quanto questa forma di vicinanza al fiume sia sempre più diffusa e coinvolga tante persone. Quindi è stato il turno di Giuseppe Torchio. Un discorso incentrato sul trasporto il suo, che ha messo a nudo il sistema Italia in cui “Mentre ci sono queste iniziative e si parla di fiume, abbiamo due enti che pur avendo sede nello stesso edificio non riescono neppure ad andare daccordo, il 90% del trasporto commerciale viaggia su ruote, gli altri dati sono crollati e la legge aumenta da 1050 a 1100 tonnellate il trasporto su gomma, poi ci ritroviamo con strade e ponti fuori uso. Dobbiamo ristabilire un equilibrio”.

Infine l’intervento di Valerio Gardoni, canoista e giornalista. Ha raccontato di una sua recente esperienza all’estero, dove quel che hanno è valorizzato: “In altri paesi un ambiente come questo ce lo invidierebbero, riescono a fare di più con molto meno”. Damiano Chiarini ha poi ricordato che ci sono ancora posti disponibili sulle imbarcazioni, per chi volesse partecipare. 100 posti quelli messi a disposizione per un’esperienza davvero unica.

Nazzareno Condina

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