Cronaca
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Vicenda Siderimpex, Pasotto (CNC): "Non me ne lavai mani Brindo a successo operai"

"So che i curriculum furono tutti inoltrati alle aziende limitrofe, presentando la situazione della fabbrica per quegli operai che non avevano accettato il concordato. So di aver fatto tutto il possibile, poi le assunzioni non potevo certo farle io. Abbiamo fatto quel che si poteva fare".

CASALMAGGIORE – Vicenda Siderimpex, qualche precisazione va fatta. I sindacati (CGIL e CISL) si sono riservati di emanare un comunicato congiunto la prossima settimana. La vittoria degli ex operai in Cassazione, con le dichiarazioni di Simone Storti (RSU) hanno lasciato un po’ di amaro in bocca. A farsene portavoce (sul versante politico, perché su quello sindacale ci penseranno i sindacati), Pierluigi Pasotto. Non ci sta a passare per ‘quello che non ha fatto nulla’ perché la vicenda non andò proprio così.

“Posso avere tanti altri difetti ed altri limiti, ma sulle questioni legate all’occupazione ci ho sempre messo la faccia. Non lasciammo soli gli operai. Nel caso Siderimpex come in altre crisi. Non sono stupito, visto che lo stesso rappresentante RSU fans dell’attuale amministrazione ne fa una questione politica. Intendiamoci, ognuno è libero di essere fans di chi vuole, ci mancherebbe. Intanto CNC non esisteva. C’ero io e c’era il sindaco Claudio Silla“.

Il racconto va avanti: “Gli operai vennero da me, come per altre vertenze, non fosse altro perché il partito mio di riferimento è da sempre vicino ai lavoratori. Ricordo ancora che il primo incontro con un gruppo di operai dell’azienda in crisi fu nella sede di Rive Gauche. Fui poi io a portare la questione a Claudio Silla. L’amministrazione si fece da tramite nell’incontro tra il commissario e gli operai in sala consiliare”.

Ci furono allora promesse non mantenute, secondo Storti, in primis quella dell’ex sindaco ricollocamento di quel gruppo (circa un sesto degli ex operai Siderimpex) che non avevano accettato il licenziamento. “Non ricordo le precise parole di Silla, ma comunque io rispondo per me stesso. So che i curriculum furono tutti inoltrati alle aziende limitrofe, presentando la situazione della fabbrica per quegli operai che non avevano accettato il concordato. So di aver fatto tutto il possibile, poi le assunzioni non potevo certo farle io. Abbiamo fatto quel che si poteva fare. Anche i sindacati fecero la loro parte, e non ebbero un ruolo secondario in tutta la vicenda. L’avvocato Galmozzi, tanto per dirne una, é l’avvocato che segue le questioni della CISL. Insieme ai sindacati si cercò di sensibilizzare le altre aziende per ricollocare il più alto numero possibile di operai, tenendo conto che quella fu una vera e propria emergenza socio-occupazionale con 150 persone coinvolte. Qualche risultato fu ottenuto, e non è giusto dire che allora ce ne lavammo tutti le mani”.

Nessuna polemica, e una mano tesa: “Ho ricordi positivi di quella lotta portata avanti da lavoratori coraggiosi, Simone Storti compreso, che avrebbero potuto arrendersi e invece non lo hanno fatto. E quella lotta non merita di essere trascinata in una polemica di tipo politico. Io ringrazio quei lavoratori per l’esempio che hanno dato e sono contento che la sentenza abbia dato loro ragione. Brindo idealmente al loro successo. A Simone Storti dico solo che se vorrà, e quando vorrà, ne potremo parlare con calma e magari brindare assieme. Senza rancore”.

Nazzareno Condina

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