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Viadana, Cavatorta e le opere
pubbliche. E sulla Gronda:
"Ci siamo, ma è opera monca"

"Comunque ci sarà la consegna provvisoria e si potrà aprire. Mi unisco anch'io ai ringraziamenti agli enti e a chi ha promosso e portato avanti l'opera. Si tenga però presente che non ci si devono aspettare grandi cose da questa arteria monca e incompleta precisa il sindaco di Viadana.

VIADANA – Sul secondo lotto della Gronda Nord ci siamo, e non ci sarà stavolta nessun bluff: lo spiega il sindaco di Viadana Giovanni Cavatorta in una nota stampa. “Vorrei dire al sindaco di Casalmaggiore e a tutti quelli che aspettano l’apertura del secondo lotto della cosiddetta Gronda nord, la quale doveva aprire anni fa ma che è slittata fino ad ora per problemi legati al patto di stabilità e esigenze di bilancio provinciale e alle ditte che parteciparono alla gara, che dovremmo esserci davvero, presto ci sarà l’apertura”.

Poi Cavatorta precisa. “Vanno fatti alcuni lavori marginali, la Provincia di Mantova deve fornire alcune documentazioni e fare passaggi burocratici con quella di Cremona per il tratto su suolo cremonese come richiesto da quest’ultimo ente con nota del 25 settembre. Comunque ci sarà la consegna provvisoria e si potrà aprire. Mi unisco anch’io ai ringraziamenti agli enti e a chi ha promosso e portato avanti l’opera. Si tenga però presente che non ci si devono aspettare grandi cose da questa arteria monca e incompleta dell’ultimo tratto che dovrebbe arrivare in zona Gerbolina: infatti terminerà nella piccola zona artigianale Fenilrosso che ha una conformazione delle strade difficilmente modificabile e che si allacciano al secondo lotto tipica di una zona industriale minore di inizio anni Novanta, non certo quella di uno svincolo, con tutti i problemi viabilistici che ne deriveranno”.

“La Regione è già stata informata – aggiunge Cavatorta, rispondendo anche al Partito Democratico viadanese – della necessità del terzo lotto, chiaro che non dispone di risorse infinite dato che i lombardi versano 54 miliardi di euro in più di quelli che ricevono indietro dallo Stato. La rotatoria di via Kennedy che tanto viene citata dal Pd era prevista nell’accordo di programma del rugby del 2010 con Regione Lombardia al quale il comune contribuiva con alienazioni per 700.000 euro. In sede di revisione dell’accordo di programma poiché Viadana non ha contribuito alla sua quota parte dato che non ha alienato nulla, inevitabilmente Regione ha ridefinito il suo contributo e la commissaria, succeduta alla giunta Penazzi, ha aderito con 300.000 euro da avanzo, quindi soldi certi, garantendo che almeno parte dei lavori venissero fatti. Lavori che abbiamo terminato noi. Quindi non scaricherei troppo la responsabilità su Regione, commissario prefettizio o attuale amministrazione se oggi non abbiamo la rotatoria”.

“In merito alla mozione Pd sulle manutenzioni stradali – spiega il sindaco – va detto che quest’anno abbiamo potuto fare 150.000 euro impiegando l’avanzo perché il resto è dirottato tutto sul palazzetto (Casalmaggiore non ha un palazzetto crollato) e per usare quelli abbiamo chiesto di poter usufruire di ulteriori spazi di avanzo oltre Il saldo di finanza pubblica chiedendoli alla stato che ce li ha concessi e presentando un progetto redatto a tempo di record dall’ufficio tecnico per fare richiesta quando si è aperta la finestra, altrimenti neanche quelli. Poi nell’ultima settimana regione Lombardia ha riaperto spazi verticali per poter utilizzare avanzo e abbiamo presentato richiesta per altri 90.000 così da non dover modificare il piano opere pubbliche e fare un altro progetto che l’ufficio tecnico riesca a portare a termine in tempi brevi. Un altro impegno che dimostra la nostra volontà di affrontare il tema. Intanto facciamo questi, meglio di niente, direi che è un piccolo successo”.

“La rotatoria sulla Kennedy ha costi molto alti, vedremo cosa si può fare – conclude Cavatorta – . L’anno prossimo vogliamo fare un piano asfalti molto più corposo, non dimenticando che in questi primi due anni andremo a fare asfalti per quasi 700.000 euro senza poter usufruire come le passate amministrazioni di oneri di urbanizzazione né di mutui perché ci è precluso. A chi non piacerebbe fare milioni di asfalti tutti gli anni? Serve però serietà: un conto è scrivere dei numeri sul piano opere pubbliche, un altro reperire risorse non virtuali onde evitare quanto detto prima già successo in passato e trovare il modo di spenderle nonostante il patto di stabilità che ha cambiato nome ma nella sostanza rimane se non peggiora. Inoltre prima di sparare cifre vogliamo capire bene di quanto avanzo potremo disporre e gli uffici stanno raccogliendo i dati, a priori non possiamo sbilanciarci e in più prima dobbiamo approvare il piano opere pubbliche nella sua interezza”.

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