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Comitati Ambientalisti con
Ats: "In partenza nuovo studio
epidemiologico Viadana 3"

I comitati hanno invitato i vertici dell'ATS e i responsabili dello studio ad illustrare il progetto di indagine epidemiologica in un incontro a Viadana aperto a tutti entro metà novembre. Proposta quest'ultima accolta dal direttore dell'ATS Mannino che si è reso disponibile per un incontro pubblico.

CREMONA/MANTOVA – Nei giorni scorsi presso il Distretto Socio Sanitario di Viadana i vertici dell’ATS Val Padana, dimostrando particolare disponibilità e apertura al confronto, hanno incontrato i rappresentanti delle associazioni e comitati ambientalisti e gli amministratori locali.

Scopo dell’incontro è stato quello di illustrare il nuovo piano di studio epidemiologico denominato “Viadana 3”. Hanno partecipato alla riunione il Direttore Generale dell’ATS Dott. Mannino, il Direttore Sanitario Dott. Cammelli, il responsabile dei sistemi informativi Dott. Villa, il responsabile dell’osservatorio epidemiologico Dott. Ricci, la responsabile del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria Dott.ssa Silocchi. Tra gli amministratori hanno presenziato il Sindaco di Viadana Cavatorta, il Sindaco di Pomponesco Baruffaldi, il Sindaco di Sabbioneta Vincenzi, quest’ultimo rappresentante anche della Amministrazione Provinciale; preoccupante, secondo i comitati, l’assenza del Direttore ARPA di Mantova benché invitato. Inoltre hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni Noi, Ambiente, Salute – Viadana, del Comitato Intercomunale per la Qualità della Vita – Dosolo e del Collettivo Nonviolento Uomo e Ambiente – Guastalla.

I dirigenti hanno spiegato che questo terzo studio è in continuità coi precedenti studi condotti nel Viadanese e vuole valutare gli sviluppi sulla salute a distanza di circa sette anni dalla pubblicazione dei precedenti studi. L’indagine Viadana 2 infatti aveva riscontrato una maggior incidenza di danni genotossici reversibili nei bambini maggiormente esposti alle emissioni di alcune aziende ed in particolare alla formaldeide. Il dott. Mannino ha spiegato che lo scopo di questa indagine epidemiologica è quello di verificare se persistono le correlazioni tra esiti di salute ed esposizione alle emissioni di formaldeide nel modo più rigoroso e imparziale possibile al fine di produrre un lavoro di altissimo valore scientifico nel rispetto di tutti i portatori di interesse.

Per questo ha coinvolto nel tavolo di lavoro oltre al precedente gruppo, che comprende direttamente l’Ats Val Padana e l’Università di Verona, epidemiologi esperti ed autorevoli di fama internazionale tra cui il dott. Pietro Comba, il dott. Francesco Forastiere ed altri ancora provenienti dalla Svizzera. Ha spiegato che, grazie alla nuova conformazione dell’ATS che unisce le province di Cremona e Mantova, oltre ai comuni del Viadanese, lo studio sarà esteso al comune di Casalmaggiore e sarà chiesta la collaborazione dell’Ausl di Reggio Emilia per coinvolgere anche il territorio di Guastalla al fine di considerare in modo più completo l’area esposta alle emissioni oggetto di studio.

Successivamente il Dott. Ricci ha spiegato che l’indagine epidemiologica coinvolgerà sia una parte degli stessi individui che furono indagati circa 7 anni fa, sia una coorte di soggetti omogenei per età a quelli degli studi Viadana 1 e 2 presi tra la popolazione pediatrica. Verranno considerati, oltre agli indicatori di salute già studiati, nuovi indicatori come come gli accessi al pronto soccorso e le ospedalizzazioni. Inoltre verranno intrapresi uno studio caso controllo sull’incidenza delle leucemie, esito tipico dell’esposizione da formaldeide, e uno studio caso controllo sull’incidenza di tumori delle vie respiratorie, orofaringei e altri tumori correlati con le produzioni delle sostanze in esame.

I rappresentanti delle associazioni dopo aver espresso grande apprezzamento per la disponibilità al confronto dimostrata dall’ATS e per la serietà del progetto di studio, hanno chiesto agli amministratori e ai responsabili della prevenzione sanitaria di tenere in dovuta considerazione nei processi decisionali le conclusioni e le raccomandazioni dei precedenti studi e di quello futuro e di applicare il principio di precauzione in un ottica che ponga la tutela della salute prima di ogni altro interesse particolare, soprattutto di quello economico, perplessità sono state espresse per quanto riguarda il passato. Hanno chiesto che venga maggiormente dettagliato e aggiornato il registro tumori per la provincia di Mantova. Hanno suggerito di considerare altri possibili esiti di salute correlabili all’inquinamento come l’incidenza di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e i disturbi dell’apprendimento. Hanno suggerito di collaborare assolutamente con ARPA per i controlli sulla qualità dell’aria e sulle ricadute, necessari al fine dello studio.

Va ricordato infatti che da tempo diverse forze politiche e associazioni hanno richiesto un monitoraggio più completo e costante dell’aria nel Viadanese, in particolare del particolato sottile e delle ricadute di formaldeide, che attualmente è molto lacunoso, nonostante le criticità atmosferiche e lo stanziamento da parte della Regione Lombardia di fondi per l’acquisto di una centralina adibita a questo scopo in questa zona. Infine hanno invitato i vertici dell’ATS e i responsabili dello studio ad illustrare il progetto di indagine epidemiologica in un incontro a Viadana aperto a tutti entro metà novembre al fine di procedere con la pubblicazione dei primi risultati dello studio entro il primo semestre 2018. Proposta quest’ultima accolta dal direttore dell’ATS Mannino che si è reso disponibile per un incontro pubblico a metà novembre quando il progetto sarà delineato definitivamente.

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