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Licenziamenti alla
Pennelli Cinghiale:
'perchè nessuno dice niente?'

Lettera scritta da Erik Pedron

Gentile Direttore,

scrivo in quanto ho visto che spesso su questo sito seguite quello che succede nel mondo del lavoro del nostro territorio, come per esempio il caso Viadana Facchini. Sto però notando che c’è una situazione grave che sta passando completamente inosservata, e di cui nessuno sa niente. Mi riferisco alla situazione che si è venuta a creare nella Pennelli Cinghiale. La storica ditta di pennelli, di cui tutti ricordano la pubblicità, nel corso degli ultimi anni, dopo la morte del fondatore, e l’allontanamento dell’ ex direttore, sta facendo un importante e grave cambiamento di politica aziendale. Infatti dopo anni in cui l’azienda utilizzava la cassa integrazione, ordinaria prima e straordinaria poi, facendo lavorare i propri dipendenti 4 o anche solo 3 giorni a settimana, farà scattare dal prossimo 16 Ottobre un licenziamento collettivo per circa metà del personale, infatti la ditta intende cessare quasi completamente la produzione in loco, prendendo all’estero i prodotti già fatti, per venderli poi applicando sopra il proprio nome. Questa decisione causerà gravi problemi a molte famiglie, in quanto circa metà del personale (20 persone circa) perderà il posto di lavoro (e inutile sbandierare i risultati del job act, anche i politici dovrebbero vergognarsi). E cosa ancora più grave e strana, viene fatto tutto di nascosto, tenendo all’oscuro l’opinione pubblica, e senza alcuna mediazione da parte di sindaco e prefetto, e col tacito accordo dei sindacati CGIL-CISL-UIL, senza alcuna protesta o sciopero, la colpa dei lavoratori della Pennelli cinghiale e forse quella di non essere iscritti ai Cobas e soprattutto di essere italiani (vedi caso Viadana facchini, dove per gli extra-comunitari si sino mosse anche le forze politiche) e venire ormai sempre per ultimi a casa propria? Spero che almeno qui questo dramma che sta per colpire tante famiglie venga portato all’attenzione dell’opinione pubblica.

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