Un commento

'Io vado in bottega!': il 4
novembre commercio
di prossimità protagonista

Appuntamento dunque al 4 novembre prossimo. In tutti i negozi di prossimità, quelli dove ancora si respira un’aria di casa, di famiglia.E ci si può guardare negli occhi, prima di riprendere la strada.

CASALMAGGIORE – Ore 12.40, forneria del Borgo a Vicobellignano. Si entra per comprare qualcosa all’ultimo minuto, si incontra un’amica. Quattro chiacchiere con lei e la panettiera su Casalmaggiore e il suo lento declino, su quel che si respirava un tempo, sulle frazioni senza più negozi.

La focaccia è finita, poco male, c’è il pane. Tra poco il forno chiude, è il cliente ad essere in ritardo. Tre panini. Era entrato per la focaccia, poi aveva virato sul pane, la moneta scarseggia ed opta per prendere un po’ di quel polipo. E’ quasi orario di chidere, la panettiera pesa il polipo, supera la cifra richiesta dal cliente ma alla fine, ci si viene incontro.

Un sorriso, un po’ di roba buona e pure quattro biscotti “Te li dò da assaggiare, quelli all’amaretto sono nuovi”. E’ solo un esempio, una storia tra le tante che si potrebbero raccontare del rapporto spesso unico che si viene a creare nei negozi di prossimità, laddove il commercio ha ancora un’anima e non sei un numero o un cliente disperso nella moltitudine.

Rilancio ed incentivi alle botteghe di prossimità, una politica che favorisca le piccole attività dell’area urbana e delle frazioni che sono la parte pulsante e viva di una comunità a fronte di un proliferare e di un allargarsi sempre più marcato di centri commerciali che di fatto ‘fanno morire’ il piccolo commercio.

La proposta era stata lanciata nel 2014 dal Comitato Slow Town e viene ripresa in questi giorni puntando sulla rete dei negozi amici, 120 attività che hanno legato il loro nome alla Città dei bambini e sull’iniziativa ‘Io vado in bottega’, iniziativa di sensibilizzazione ed incentivo a prendersi l’impegno, per il 4 novembre prossimo, di entrare e fare acquisti nei negozi di Casalmaggiore e frazioni.

Già nel 2014 era stata redatta un’analisi puntuale e proposte da parte del Comitato. Un’analisi ancora attuale, aggravata semmai dalla crisi: “La Città di Casalmaggiore – spiega il documento – ha visto negli ultimi 20 anni un proliferare di aperture di supermercati e centri commerciali enorme rispetto alle reali esigenze della popolazione residente. Ciò ha comportato la totale chiusura delle botteghe di prossimità non solo nel settore alimentare, ma anche in molti altri settori merceologici.

Senza Botteghe di prossimità una città muore perché tali piccole strutture da sempre hanno rappresentato i luoghi della socializzazione e dell’incontro dei Cittadini. La popolazione residente è costretta a spostarsi con l’automobile con un aggravio di costi, e rischi per l’utenza debole quali gli anziani costretti a chiedere aiuto a familiari più giovani muniti di auto e patente oppure deve fare lunghi tragitti a piedi o in bici nella totale insicurezza dalle ciclabili e attraversamenti pedonali verso l’asolana ed il centro commerciale.

I flussi di traffico causati da questa delocalizzazione dei centri di acquisto e dei servizi sono enormi sulle strade cittadine, causando il collasso dell’asolana nelle ore di punta e una maggiore incidentalità con aggravio di costi per i privati e per la collettività. Il blocco del traffico sull’asola è responsabile del “traffico da attraversamento” di tutte quelle auto che per evitare la coda decidono di entrare nel centro del paese senza avere alcuna necessità di fermata.

La totale mancanza di tecniche di moderazione della velocità fa si che questo traffico di attraversamento, oltre ad apportare rumore ed inquinamento inutili, sia con velocità a 50 km/h, limite incompatibile in vie residenziali/commerciali dove affacciano botteghe e porte di casa. Questo traffico innaturale concausa dell’usura del manto stradale cittadino e del porfido in particolare, che non viene più mantenuto in piena efficienza. Parecchi studi dimostrano che il saldo netto tra assunzioni e perdite di posti di lavoro apportato dalla GDO è negativo, non creando occupazione come qualcuno pensa, ma nella ricerca dell’ottimizzazione dei costi provoca una perdita netta di occupazione. La Città di Casalmaggiore ha interi palazzi e vie spopolate in centro.

Da una recente statistica rilasciata dallo stesso Comune si evince che oltre 1500 sono gli appartamenti vuoti. L’insediamento dei nuovi villaggi di Vicobellignano, Fiammetta e Baslenga, nonché il grande ampliamento di Martignana di Po, hanno delocalizzato le famiglie in lottizzazioni prive di servizi e contribuito a ulteriore traffico veicolare per i tragitti casa-scuola-lavoro-supermercato.

La desertificazione del centro sia di popolazione residente che di botteghe di prossimità provoca degrado, le case non abitate vanno in deperimento, le vetrine vuote si riempiono di sporco e rifiuti, la mancanza dei manutentori principali che sono i Cittadini e i Commercianti provoca anche insicurezza nell’ordine pubblico. Il degrado chiama degrado e delinquenza, zone della Città non più frequentate, diventano fattori di rischio per le famiglie e per i Bambini nei parchi cittadini dove i giochi sono inutilizzabili o pericolosi”.

Sino a qui le analisi, poi le richieste: “Il comitato Slow Town chiede che si inverta la tendenza nelle politiche di insediamento commerciale favorendo il Centro Storico e le frazioni, rilanciando Casalmaggiore come Centro Commerciale Naturale, senso della Comunità, luogo di incontro e socializzazione. E così pure nelle frazioni dove sorgono le attività che vanno tutelate ed incentivate a mantenere viva una comunità.

Si favorisca l’insediamento in centro e nelle frazioni di strutture leggere, frequentabili quotidianamente dalla popolazione, volano soprattutto in città per altre attività commerciali presenti. Ipotizzare l’obbligatorietà di doppia apertura per quelle catene che si insediano nel territorio: un punto vendita esterno su ampie dimensioni (in sostituzione di quelle già presenti) e un punto interno di dimensioni più ridotte.

Prevedere sgravi fiscali per chi apre in centro o in frazione all’interno delle aree urbane e si impegna a vendere prodotti locali. Si punti a ridurre il traffico veicolare incentivando una mobilità sostenibile dando la possibilità ai residenti di avere i servizi comodi, senza dover obbligatoriamente prendere l’auto per soddisfare le principali esigenze.

Sia data priorità alle esigenze dei Residenti e dei Commercianti locali, visto che sono loro che pagano le tasse e sostengono le spese di manutenzione delle strade e della viabilità. Si attuino politiche di Governo del traffico dato che la posizione strategica e di passaggio di Casalmaggiore comporta flussi sull’asolana elevatissimi di 16/18 mila veicoli e nel centro di 3/5 mila veicoli nelle singole vie.

Non si cerchi di risolvere il blocco sull’asolana aprendo nuovi supermercati, permettendo il traffico veicolare sugli argini, mettendo doppi sensi di marcia nel vie del centro. Qualora le nuove attività fossero responsabili di flussi di traffico consistenti, dovrebbero preventivamente assumersi costi ed oneri, avere piani di mobilità da presentare preventivamente all’apertura”.

Appuntamento dunque al 4 novembre prossimo. In tutti i negozi di prossimità, quelli dove ancora si respira un’aria di casa, di famiglia.E ci si può guardare negli occhi, prima di riprendere la strada.

Nazzareno Condina

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Commenti
  • Emilio Dell’Asta

    Sono perfettamente d’accordo. Ma prima vengono i privilegi rispetto ai servizi da garantire ai cittadini. E’ inspiegabile come a parità di cittadinanza tutti questi supermercati possano sopravvivere. Con il problema del ponte poi d’ora in avanti sarà davvero dura per loro!!!