Cronaca
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Ponte, 55 sfidano il maltempo e manifestano: senza permessi passeggiata diventa simbolica

Cinquantacinque persone in tutto, un numero più che dignitoso occorre dirlo, tenendo conto del tempo da tregenda, che dalle 9 di domenica mattina ha funestato la giornata. Per rendere l’idea, dalla parte colornese, pare che a manifestare fossero pronti soltanto in cinque.

CASALMAGGIORE – Hanno realizzato una passeggiata simbolica fino alle transenne e ai new jersey che bloccano il ponte. Oltre non sono andati, né in massa né con una delegazione simbolica. In modo molto pacifico i cittadini che hanno realizzato una manifestazione spontanea al grido di “Vogliamo il ponte!” hanno provato a convincere le forze dell’ordine – due agenti della Polizia Locale e due pattuglie dei carabinieri, di Rivarolo del Re e di Casalmaggiore – a lasciare passare, per raggiungere l’altra sponda o incontrarsi a metà strada con altri cittadini che, in zona Colorno, organizzavano la stessa identica manifestazione, almeno un rappresentante, ma nulla da fare.

A parlare con le forze dell’ordine anche Pierluigi Pasotto e Calogero Tascarella, i due consiglieri comunali (di Casalmaggiore la Nostra Casa) presenti assieme ai rappresentanti del Comitato TrenoPonte, con il segretario Stefano Prandini, ad alcuni sostenitori del Movimento 5 Stelle e del Listone, a sindacati, cittadini e commercianti. Senza colore politico, comunque, come più volte è stato precisato. Alla fine è stata ottenuta la possibilità di sfilare per una cinquantina di metri, dalla rampa di accesso dalla rotonda fino ai new jersey appunto, per una foto di gruppo proprio all’ingresso del ponte chiuso.

Cinquantacinque persone in tutto, un numero più che dignitoso occorre dirlo, tenendo conto del tempo da tregenda, che dalle 9 di domenica mattina ha funestato la giornata. Per rendere l’idea, dalla parte colornese, pare che a manifestare fossero pronti soltanto in cinque, salvo poi rimandare la questione con un evento stavolta autorizzato nei prossimi tempi. “E’ una manifestazione pacifica e tale è rimasta – ha rimarcato Prandini – per evidenziare l’esigenza della gente di questo territorio: noi, oltre a lanciare un messaggio alle istituzioni, chiediamo come Comitato che il ponte venga aperto a pedoni e ciclisti, laddove sia possibile. Abbiamo espresso un solo slogan “Vogliamo il ponte” e su questa esigenza assoluta e imprescindibile tutti convergono, senza colore politico”.

Pure il meteo, con due tuoni, sembrava poeticamente ed evocativamente protestare. Hanno parlato i commercianti, con Patrizio Sartori in testa, sottolineando il dramma vissuto da molti ogni giorno, con difficoltà ad ogni livello, viabilistico in primis. Monica Vangi per Cgil ha spiegato che presto i sindacati si incontreranno con il presidente della Provincia di Cremona Davide Viola, rimarcando l’emergenza occupazionale che questa situazione sta creando e potrebbe acuire a breve, a causa proprio delle chiusure o dei ridotti introiti economici alle aziende in particolare medio-piccole.

Due gli striscioni esposti: “Stato di emergenza” e “Fare, non solo dire”, un invito in particolare al mondo della politica e delle istituzioni. I manifestanti, accompagnati da un fischietto e da qualche slogan, dopo la simbolica passeggiata di una cinquantina di metri sono tornati poi alle rispettive abitazioni, restando all’ingresso del ponte all’incirca un’ora, dalle 10 alle 11 di domenica. Poi, al bar della rotonda, l’incontro improvvisato con il consigliere (di Casalmaggiore per la Libertà) Orlando Ferroni, oggetto di qualche polemica più o meno scherzosa: “Ecco il manifestante pantofolaio che sta al caldo, mentre noi prendiamo la pioggia”. Non si esclude nei prossimi tempi una manifestazione non spontanea ma più organica, chiedendo eventualmente anche permessi, per continuare a sensibilizzare chi di dovere sull’emergenza ponte.

Giovanni Gardani

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