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'Bombardamento' mediatico
a 'Le Iene': i cittadini per
ponte si mobilitano anche così

Ora si attende la risposta della redazione de Le Iene: l’emergenza c’è e va oltre l’orizzonte locale. Resta da capire se la grande mole di mail, spedita nel giro di poche ore potrà fare la differenza

CASALMAGGIORE – Sarà anche stato venerdì 17, ma la speranza dei cittadini è che la cabala – e la sfortuna nel caso specifico – vengano messa da parte. Perché il territorio casalasco e quello parmense hanno già pagato un dazio grande, dopo soli due mesi e mezzo, alla chiusura del ponte sul Po e ora provano a reagire. Lo fanno con i mezzi a sua disposizione: che non possono essere quelli dei tecnici o dei politici, capaci volendo di spostare i fondi necessari, ma quelli della sensibilizzazione soprattutto mediatica.

Da qui la campagna di bombardamento mail, è il caso di dirlo, che nell’intera giornata di venerdì ha portato i cittadini di Casalmaggiore e, in generale, dell’intero territorio interessato dalla chiusura del ponte, ad alzare la voce, contattando la redazione del programma Mediaset “Le Iene”. Si parlava da un po’ di questa sorta di extrema ratio, messa in atto proprio all’indomani del consiglio comunale di Casalmaggiore dove si è parlato di ponte e dove sono stati confermati i tempi purtroppo lunghissimi di sistemazione del manufatto ormai danneggiato.

Non è la prima volta in cui si assiste ad una manifestazione spontanea: si ricorderà infatti il ritrovo, un paio di domeniche fa sotto la pioggia torrenziale, proprio all’inizio del ponte, sulla sponda casalese, con 55 persone che manifestarono pacificamente, chiedendo di poter sfilare sull’infrastruttura malata per dare un segnale e mandare un messaggio. Qualcuno parlò di partecipazione scarna, in realtà considerando il maltempo non andò così male. Certo è che la chiamata alle armi mediatiche è più facile da perfezionare e così all’invito, partito via Facebook dal gruppo che aggiorna proprio sulle vicende del ponte di Casalmaggiore, hanno risposto centinaia di casalaschi: cittadini, pendolari, commercianti, professionisti, insomma qualsiasi categoria interessata da una chiusura che, non a caso, riguarda tutti.

Ora si attende la risposta della redazione de Le Iene: l’emergenza c’è e va oltre l’orizzonte locale. Resta da capire se la grande mole di mail, spedita nel giro di poche ore proprio per sottolineare la grande compattezza della richiesta da più parti, fissando la data del 17 come giorno “x”, scelta già prima della convocazione del consiglio comunale, potrà fare la differenza qualitativamente, oltre che dal punto di vista della quantità.

Giovanni Gardani

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