Un commento

Comitato TrenoPonte, richieste
per alleviare la situazione di
emergenza nell'aperitivo a Cappella

Alla fine del dibattito sono state raccolte le domande di adesione al comitato TrenoPonteTangenziale, richieste già sottoscritte da un numero significativo di persone e che potranno essere sottoscritte anche nei prossimi giorni.

CAPPELLA (CASALMAGGIORE) – Mercoledì 22 novembre, presso il “Circolaccio” di Cappella di Casalmaggiore a partire dalle 19,30 si è tenuto un aperitivo organizzato dal comitato TrenoPonteTangenziale ed aperto alla cittadinanza con l’obiettivo di raccogliere le proposte, i sentimenti, le lamentele che vengono “dal basso” e non solo dalle istituzioni rispetto alle problematiche della viabilità su entrambe le sponde del Po resa drammatica dalla chiusura del ponte tra Casalmaggiore e Colorno. Era presente un numero ragguardevole di persone (una cinquantina all’incirca) con una presenza significativa di cittadini della sponda parmense. Non essendo stata invitata la stampa, quello che segue è il resoconto dello stesso Comitato.

In apertura ha preso la parola il presidente del comitato, Paolo Antonini, per fare il punto della situazione rispetto alla questione-ponte ma anche per illustrare le iniziative che il comitato ha intrapreso per un miglioramento dei servizi, assolutamente inadeguati, della ferrovia Brescia-Parma; ha inoltre spiegato il significato e i termini dell’esposto alla magistratura nei confronti di Trenord per le gravi inadempienze della stessa rispetto agli standard minimi di confort, igiene ed efficienza sia della linea ferroviaria sia della stazione di Casalmaggiore. Tale esposto è stato fatto circolare fra i presenti e numerose persone lo hanno sottoscritto.

Poi Antonini ha fornito ragguagli, anche su sollecitazione dei presenti, circa la posizione del comitato rispetto alle diverse soluzioni che in questi mesi si sono prospettate riguardo alla questione del ponte, precisando che il comitato:
– vuole ed esige che venga trovata una soluzione che ripristini in fretta il collegamento tra le due sponde del Po, senza alcuna preferenza preconcetta tra la soluzione “tampone” di riparare il ponte esistente e la soluzione della costruzione di un ponte provvisorio, nell’unico interesse che venga adottata la soluzione fattibile in tempi brevi e che si disponga delle risorse atte a compierla;
– che si proceda subito alla progettazione di un nuovo ponte che, per svolgere la sua funzione, non può che essere collocato nelle vicinanze di quello esistente e non a chilometri di distanza;
– che si proceda nel più breve tempo possibile all’individuazione di un soggetto unico che sia proprietario e gestore del nuovo ponte e della strada relativa che, realisticamente, tenuto conto delle disponibilità finanziarie, ad oggi sembra poter essere solo ANAS.

Sulle comunicazioni di Antonini si è aperto un ampio dibattito che è durato un paio d’ore e nel corso del quale sono emersi in particolare questi temi ed istanze:
– un disagio fortissimo da parte dei pendolari e delle categorie produttive per la situazione creatasi: da stime dei commercianti, in questi due mesi e mezzo di chiusura del ponte si è riscontrato un calo del volume medio di affari stimabile intorno al 20%; a medio termine è chiaro che questa situazione avrà una pesante ricaduta anche sul piano occupazionale; anche l’utenza dell’ospedale Oglio-Po ha riscontrato peraltro un decremento stimabile intorno al 30%;
– la richiesta di incrementare le corse della Brescia-Parma con un servizio navetta ogni mezz’ora sulla tratta Casalmaggiore-Colorno combinata con un servizio bus che porti i lavoratori dalla stazione al posto di lavoro non solo sulla sponda parmense (dove il servizio è stato avviato) ma anche su quella cremonese; la richiesta del ripristino di servizi minimi (riscaldamento, bagni, biglietteria automatica) nella stazione di Casalmaggiore;
– la richiesta di verificare possibilità alternative ed integrative rispetto al budget degli enti pubblici per l’edificazione del nuovo ponte, attingendo a risorse offerte dai privati e a fondi accantonati dai partiti a tale fine;
– la richiesta di dare vita a manifestazioni pubbliche che mostrino il disagio delle popolazioni davanti ai luoghi dove si devono prendere le decisioni rispetto ai problemi della viabilità della nostra zona (sedi di Regioni, Province, sede di Trenord e di fronte al luogo-simbolo del ponte);
– la disponibilità di avviare un servizio di car-pooling per alleviare i disagi dei pendolari.

Alla fine del dibattito sono state raccolte le domande di adesione al comitato TrenoPonteTangenziale, richieste già sottoscritte da un numero significativo di persone e che potranno essere sottoscritte anche nei prossimi giorni.

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Commenti
  • Stefano Pellegrini

    Forse sarebbe giunta l’ora di spingere di più per un ponte provvisorio come era stato fatto a Piacenza per permettere la realizzazione di uno nuovo .p.s.certe idee vanno anche valutate discutendone con chi si è interessato interpellando ingenieri ,che forse qualcosa sanno più dei politici .
    Di questo passo non lo riapriranno neanche nel 2025 .proviamo a chiedere quanti vorrebbero un ponte provvisorio ,la gente è stanca basta con questi cerotti al vecchio ponte ,si pensi un po’ ai disagi provocati alle famiglie e all’indotto del territorio !!!!