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Associazioni ambientaliste
del territorio, serie di quesiti
"contro l'immobilismo politico"

"Ribadiamo che persistono inerzia e silenzio da parte di alcuni enti - si conclude lo scritto - rispetto a richieste lecite di associazioni di cittadini che non si sentono tutelati, e che necessitano di doverose risposte concrete e non di promesse o risposte molto vaghe".

VIADANA – “Essendo passata la metà di novembre, data prevista per la pubblica presentazione della fase 3 dell’indagine ambientale epidemiologica nel Viadanese, come promesso da Direttore Generale dell’ATS Val Padana Salvatore Mannino durante l’incontro con le nostre associazioni del 27 settembre scorso, siamo a chiedere a che punto siamo? E’ dal dicembre 2015 che siamo in ballo con questa indagine”.

Inizia così il comunicato delle associazioni ambientaliste Noi, Ambiente, Salute di Viadana, Comitato Intercomunale per la qualità della vita di Dosolo e Collettivo non violento Uomo e Ambiente. “Chiediamo anche al Sindaco del comune di Pomponesco – si legge – cosa intende fare visti i continui solleciti nostri, ma ultimamente anche del Prefetto di Mantova per l’attuazione del Piano di Emergenza Esterno per l’azienda Chimica Pomponesco a distanza più di un anno dalla sua approvazione, chiediamo alla magistratura che intervenga per porre rimedio. Chiediamo al Sindaco di Viadana che fine ha fatto il Piano di Emergenza Esterno della azienda Sadepan Chimica presentato in data 9 maggio 2017, a che punto siamo con l’ attuazione e divulgazione? Oltre ai termini che ci ha rivolto: quali ci piacerebbe, auspichiamo… vorremmo sapere qualcosa di concreto e di riscontrabile nei fatti”.

“Chiediamo ad ARPA di Mantova – prosegue il documento – spiegazioni chiare e concrete rispetto all’ultimo preoccupante incidente accaduto in data 20/07/2017 presso l’azienda Chimica Pomponesco che ha provocato non solo danni rilevanti ad impianti ed edifici ma anche lavoratori feriti. Chiediamo al sindaco di Viadana e ad ARPA di Mantova che gli impegni presi dal Comune di Viadana (mozione per installazione della centralina) e dalla Regione Lombardia (stanziamento di 80.000 euro) per un progetto sistematico di monitoraggio degli inquinanti in continuo vengano illustrati attraverso un incontro pubblico e vengano adeguatamente presentati i primi risultati ottenuti per capire se ci sono stati miglioramenti dopo le prime due fasi dell’indagine ambientale-epidemiologica o se persiste la situazione preoccupante che causa effetti allarmanti della incidenza di patologie e danni al DNA nella popolazione pediatrica. Chiediamo inoltre una rilevazione sistematica delle ricadute degli inquinanti anche sui terreni e nelle acque superficiali e di falda. Condividiamo la posizione del vice sindaco di Viadana che ribadisce la necessità di un campionatore automatico di rilevazione in continuo del PM10 presso la centralina di Viadana, siccome è stata votata una mozione vorremmo capire che fine ha fatto. Sollecitiamo inoltre un controllo non soltanto a Viadana, ma anche nei comuni limitrofi sedi di aziende con le stesse caratteristiche”.

“Ribadiamo che persistono inerzia e silenzio da parte di alcuni enti – si conclude lo scritto – rispetto a richieste lecite di associazioni di cittadini che non si sentono tutelati, e che necessitano di doverose risposte concrete e non di promesse o risposte molto vaghe. Invitiamo i parlamentari eletti nel territorio a farsi promotori di iniziative efficaci a livello di Governo e Parlamento dello Stato Italiano, la magistratura a verificare cosa sta succedendo ed a valutare un eventuale intervento al fine di scongiurare problematiche più rilevanti in futuro a seguito di tali comportamenti”.

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