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Pot Viadana, soddisfazione
di Cavatorta, preoccupazione
di Filippo Bongiovanni

Il sindaco di Casalmaggiore Bongiovanni ha manifestato timori per ciò che potrà accadere all’Oglio Po e le conseguenze per due Pot cosi ravvicinati come Bozzolo e Viadana

VIADANA – Uno degli slogan che le donne del Comitato in difesa della lungodegenza a Viadana, diffondono in questi giorni attraverso i volantini annuncia che i servizi di riabilitazione ospedaliera dal 2018 dovranno essere pagati di tasca propria. A meno che non ci si metta in macchina e percorrere trenta chilometri per poterne beneficiare gratuitamente.

Il direttore generale di Asst Mantova Stucchi invitato dal sindaco di Viadana per fugare i dubbi sollevati dalla gente e dai rappresentanti delle minoranze (Anzola, Federici, Perteghella e Teveri) ha cercato di spiegare il valore del cambiamento riprendendosi una struttura ancora per pochi giorni gestita da un soggetto privato che sarà trasformata dal 1 gennaio in un Presidio Ospedaliero territoriale con 30 posti letto al posto degli attuali 21.

Sulla mancanza di un progetto definitivo e dei fondi che non sono stati individuati, Stucchi ha risposto che il piano è in fase di costruzione e solo successivamente si potrà avere un quadro definitivo sui vantaggi ottenuti. L’altro scoglio riguardante la resistenza dei medici di base ad aderire al progetto, pare sia stata superato nel secondo incontro che i vertici Asst giunti a Viadana (con Stucchi c’era Renzo Boscaini e Simonetta Bertellini) con le garanzie preannunciate da Stucchi per quanto riguarda l’assunzione di responsabilità medico legale da parte dell’Azienda e il corrispettivo ad ogni ingresso nella struttura che i medici riceveranno.

Soddisfatto il sindaco Cavatorta mentre il sindaco di Casalmaggiore Bongiovanni ha manifestato timori per ciò che potrà accadere all’Oglio Po e le conseguenze per due Pot cosi ravvicinati come Bozzolo e Viadana.

Rosario Pisani

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