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Distretti lombardi: nell'export
primato a carni e salumi,
conferma per il legno Oglio Po

Nel complesso del primo semestre, l’incremento dell’export è stato del 5,9%. I buoni risultati derivano da un forte traino dei mercati maturi, dove le vendite lombarde sono cresciute del 7,5% nel secondo trimestre dell’anno.

Ancora una performance positiva per le esportazioni dei distretti tradizionali lombardi nel report di Intesa San Paolo: la crescita tendenziale, misurata a valori correnti, ammonta al 4,4% tra aprile e giugno 2017 (contro un +4,3% di crescita media dell’aggregato distrettuale a livello nazionale). Nel complesso del primo semestre, l’incremento dell’export è stato del 5,9%. I buoni risultati derivano da un forte traino dei mercati maturi, dove le vendite lombarde sono cresciute del 7,5% nel secondo trimestre dell’anno. In cima alla lista dei mercati maturi più trainanti, si annoverano Germania (+11,1%), Francia (+4,4%), Stati Uniti (+11,6%) e Spagna (+6,2%). In lieve contrazione, nel trimestre aprile-giugno, le esportazioni dirette verso i nuovi mercati (-0,7%), dove si è assistito ad un’alternanza di risultati positivi e negativi. Buone le performance dei distretti lombardi in Cina (+12,4%), Polonia (+14,3%) e Federazione russa (+13,6%). Contrazione pronunciata delle vendite in Turchia (-11,9%).

La performance positiva si presenta diffusa a livello territoriale e di specializzazione settoriale, andando a toccare 17 distretti fra i 23 di matrice tradizionale qui analizzati. Nella parte positiva della classifica trimestrale rientrano i quattro distretti dell’alimentare (nell’ordine, Carni e salumi di Cremona e Mantova +32,1%, Vini del Bresciano +14,1%, Riso di Pavia +14%, Lattierocaseario lombardo +4%), sette distretti della metalmeccanica (Macchine per la concia della pelle di Vigevano +22,8%, Metalmeccanico del Basso Mantovano +17,7%, Metalmeccanica di Lecco +9,1%, Metalli di Brescia +8,4%, Rubinetti, valvole e pentolame di Lumezzane +4,8%, Meccanica strumentale del Bresciano +3,9%, Lavorazione metalli Valle dell’Arno +0,7%), un distretto della gomma (Gomma del Sebino Bergamasco, +10,4%), tre distretti del tessileabbigliamento (abbigliamento-tessile gallaratese +5,6%, Tessile e abbigliamento della Val Seriana +5,3%, Abbigliamento e calzature della Bassa Bresciana +1,3%) e due distretti del legno (Legno di Casalasco Viadanese +16,8%, Legno e arredamento della Brianza +1,8%).

Il secondo trimestre 2017 è stato positivo anche per le esportazioni dei poli tecnologici lombardi, sempre misurate a valori correnti. L’incremento è stato del 21,5%, di gran lunga superiore al dato medio del resto dell’aggregato dei poli tecnologici nazionali (+9,4%). L’evoluzione positiva delle vendite estere ha riguardato tutti i poli monitorati, sebbene con intensità diverse. In testa il Polo farmaceutico lombardo (+43,9% nel trimestre aprilegiugno), seguito dal Polo aeronautico di Varese (+8,4%) e dal Biomedicale di Milano (+5,7%). Solo in lieve crescita l’export del Polo Ict di Milano (+0,5%).

Guardando alla nostra zona in testa alla classifica, realizzata sulla base delle variazioni tendenziali percentuali, si conferma il distretto delle Carni e salumi di Cremona e Mantova. Si tratta di una realtà di dimensioni ridotte, se misurate in termini di controvalore delle merci esportate (188,4 milioni di euro nel 2016, per un peso sulle esportazioni distrettuali lombarde inferiore all’1%) ma che sta dando prova di buon dinamismo: +32,1% l’incremento dell’export nel secondo trimestre e +32,9% su base cumulata. A fare da traino sono state le vendite realizzate in Giappone, divenuto da tempo il primo mercato di sbocco del distretto. In forte crescita anche l’export destinato ai mercati dell’Europa continentale, in primis Francia (dopo la contrazione a due cifre del 2016), Germania, Spagna, Belgio, Austria, Regno Unito e Svizzera. La classifica distrettuale include altri tre distretti che hanno registrato una crescita a due cifre dell’export tra aprile e giugno 2017: tra questi quello Legno di Casalasco-Viadanese (+16,8%, per un +16% in termini cumulati). In questo caso da segnalare il forte traino esercitato dal mercato di Taiwan. Particolarmente dinamiche anche le vendite in Germania, Stati Uniti e Austria.

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