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Il Geriatra Bruno Bartolucci:
"Il paradosso della
sanità a Viadana"

La riabilitazione generale e geriatrica di Viadana dal nuovo anno passerà a una gestione pubblica interna con la regionalizzazione dei posti letto che dagli attuali 21/30 passeranno a 30/30 , senza possibilità di utenza extraregionale

VIADANA – La riorganizzazione del servizio geriatrico e il Pot non cessano di far discutere. Un’intervento di una persona competente, nella materia quello registrato ieri. E’ del dottor Bruno Bartolucci, specialista in Geriatria, medico al San Nicola.

“Non è un paradosso – scrive il medico – credere più alla sanità pubblica che alla privata , come non lo è che la privata abbia comunque un ruolo ben definito e importante in Lombardia. Se la crisi economica del paese induce sempre più a ragionare in termini di risparmio, di corretto rapporto costo/beneficio, di appropriatezza in tutti i settori del governo della cosa pubblica, se l’ invecchiamento della popolazione unito alla trasformazione della struttura stessa della famiglia porta all’emersione di nuovi problemi e bisogni, è altresì vero e non paradossale pensare che, in ambito socio-sanitario, tutto non si possa ricondurre a una scelta politica di parte (qualunque essa sia) e tantomeno a un mero resoconto economico-finanziario. Si tratta infatti dell’ “uomo” nella sua complessità psico-fisica, del malato, dell’anziano, del fragile, del cronico, di chi ha bisogni e necessità vere. Queste scelte non sempre sono standardizzabili ed uniformabili nè tantomeno riconducibili completamente a rigidi schemi precostituiti di politica sanitaria ed economicistica pura e semplice. La riabilitazione generale e geriatrica di Viadana dal nuovo anno passerà a una gestione pubblica interna con la regionalizzazione dei posti letto che dagli attuali 21/30 passeranno a 30/30 , senza possibilità di utenza extraregionale. Questo comporterà provvedimenti analoghi nelle regioni vicine con un’ottica non conforme ai crismi della universalità del servizio sanitario nazionale e alla stessa costituzione in termini di tutela della salute. Si garantirebbe lo stesso servizio, l’assistenza medica 24 ore e specialistica, aumentando la componente infermieristica e le o.s.s. In appena un mese, comprese le festività, si pensa davvero di mettere in opera di fatto tutto ciò? Partendo dai dati del 2016 e del 2017 si afferma inoltre che gran parte dei ricoveri in riabilitazione generale e geriatrica sono per prestazioni di tipo estensivo e di mantenimento erogabili anche sul territorio. E’ un giudizio quantitativo o qualitativo e su quali parametri è rapportato ai bisogni del territorio e ai servizi esistenti? Non è sottostimato rispetto ai reali bisogni e alla offerta attuale? Nel mentre i servizi di fisiokinesiterapia ospedalieri o distrettuali attuali attendono da anni una integrazione funzionale mai attuata, nonostante la riunificazione delle asl di MN e CR, mi chiedo infine: il paziente tipo, ottantenne, cronico, con polipatologia, ipocinetico per una caduta accidentale o per una degenza medica ospedaliera o un intervento chirurgico, non ha bisogno forse di fkt di base (rinforzo muscolare, ripristino dei cambi posturali, della stazione eretta e della deambulazione) volta al recupero delle capacità residue e di un minimo grado di autosufficienza? Non è questo funzionale ai bisogni del cronico e della sua famiglia? E’, come qualcuno afferma, incongruo e non in linea con l’annunciata riforma lombarda sulla cronicità? E’ questo il paradossale paradosso in sanità che viene proposto a Viadana per l’anno che verrà”.

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