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Mario Aroldi, ritorno a casa dieci
anni dopo: "Per l'emozione ho
scordato lo spazzolino a teatro"

"Ricordo tanti teatri, in tutta Italia, in cui ho avuto il piacere di recitare: i più belli? Ricordo Caltanissetta, Pavia e anche un teatro piemontese, non ricordo bene la città, perché la memoria, come vi ho detto, mi inganna, ma ricordo invece con chiarezza che recitammo davanti a mille persone. Però Casalmaggiore è il luogo del cuore".
Nella foto Aroldi al termine dello spettacolo salutato dai bambini. Le foto all'interno del testo sono di Gabriella Carrozza

CASALMAGGIORE – Talmente emozionato da avere lasciato nel camerino il dentifricio e lo spazzolino da denti. “Ma è un po’ come se avessi lasciato un pezzo di me, a casa mia”. L’ultima volta sul palco del Teatro Comunale, per Mario Aroldi, era stata nel 2007: a dirigerlo il compianto Umberto Fabi che, lavorando nella vicina Parma, aveva dato vita, prima della prematura scomparsa nel 2016, a una collaborazione proficua proprio con Casalmaggiore.

Pochi giorni fa però Mario, classe 1981, un passato anche da portiere della Casalese in Eccellenza, è tornato in quel Teatro. Un paese dei balocchi per lui che ammette: “Non volevo più andarmene”. Il paragone con il luogo di fantasia creato da Collodi per “Pinocchio” non è casuale. Lo spettacolo, infatti, era “Il gatto e la volpe” assieme alla compagnia Teatro del Cerchio di Parma e per la regia di Mario Mascitelli. “Una rivisitazione – ci spiega – dei due personaggi della favola collodiana unita alla morale di Beckett in “Aspettando Godot”, una storia anche di amicizia, molto adatta al pubblico più giovane perché raccontata come una favola”.

L’amore di Mario per il teatro scocca nel 2001. “Non ho una grande memoria – ammette – ma questo lo ricordo abbastanza bene. Nei primi tempi capitava la domenica di finire una partita di calcio e poi di andare a recitare. E’ stato così per qualche stagione, anche quando giocavo tra gli Amatori, sempre a Casalmaggiore. Poi ho scelto la strada del teatro e ho dato un taglio netto al calcio”. Nel 2005 il primo spettacolo al Comunale. “Che mi sembrava il teatro più bello del mondo, e anzi per me lo è ancora, specie per valore affettivo: recitai su un lavoro perfezionato da Amelia Giacomelli, che contribuì a instradarmi”.

Le altre tappe le abbiamo già svelate: nel 2007 il ritorno a Casalmaggiore con lo spettacolo di Fabi, dieci anni dopo la rappresentazione con Mario Mascitelli. “Ma quest’ultimo spettacolo è stato particolare: per la prima volta – ricorda Mario – ho recitato a Casalmaggiore da attore professionista. E’ stata una sorta di chiusura del cerchio, una sensazione bellissima, anche perché davanti a me vedevo i bambini delle scuole, cui lo spettacolo era dedicato, e per certi versi vedevo anche me, che inconsciamente forse da piccolo sognavo di approdare su quel palco. Il mondo della recitazione mi ha sempre affascinato”.

Con la compagnia Teatro del Cerchio, Mario Aroldi oggi realizza spettacoli e repliche per le scuole. “E’ sempre rimasta una passione, ma da qualche anno è pure una professione: non solo recitiamo sul palco, ma organizziamo in aggiunta lezioni per le scuole e i più piccoli, ai quali i nostri spettacoli sono in genere rivolti. Ricordo tanti teatri, in tutta Italia, in cui ho avuto il piacere di recitare: i più belli? Caltanissetta, Pavia e anche un teatro piemontese – non ricordo bene la città, perché la memoria, come vi ho detto, mi inganna – ma ricordo invece con chiarezza che recitammo davanti a mille persone. Però Casalmaggiore è il luogo del cuore: ed essere stati chiamati lì, considerando l’alta qualità proposta dalla stagione teatrale casalese, è motivo di orgoglio. Sì, non volevo davvero più scendere dal palco”.

Giovanni Gardani

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