Cronaca
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Acquanegra pronta a lasciare la convenzione sulla Polizia Locale

"Per noi troppo penalizzante. Non è equa. C'è più volontà di fare cassa che di tutelare la sicurezza dei cittadini" spiega il sindaco di Acquanegra Monica De Pieri. Le mie osservazioni e la mozione di Cervi di Canneto hanno portato alla sospensione dell'utilizzo dello scout speed"

il sindaco De Pieri e lo scout speed

ACQUANEGRA SUL CHIESE – Dopo la convenzione per la gestione associata dei servizi di segreteria, ecco che Acquanegra sul Chiese è pronta ad abbandonare anche quella per la Polizia Locale. Una scelta che potrebbe avere ripercussioni anche su altri Comuni associati. A spiegare i motivi è proprio il primo cittadino acquanegrese, Monica De Pieri: “Dopo due anni dall’entrata in vigore della convenzione, assolvendo ai doveri che il mio ruolo di sindaco mi impone, ho ritenuto opportuno tirare le somme per capire i pro e i contro di tale accordo. Dati alla mano – continua – allo stato attuale i contro appaiono assolutamente superare i pro, tanto che nel corso del tempo la situazione originale ha subito una deriva che mi ha costretta a manifestare il mio dissenso all’interno dell’organo deputato alla gestione della polizia locale, cioè la conferenza dei sindaci. Nel tempo, infatti, sono accaduti avvenimenti a cui la conferenza non è stata in grado di sopperire. In primis quello del personale e del suo costo. I dieci agenti iniziali a causa di mobilità interna nei comuni di Asola e Gazoldo sono diventati sette. Non solo questi agenti non sono stati sostituiti, ma del risparmio hanno beneficiato solo i due comuni a cui appartenevano. Da ciò, risulta per noi fondamentale una ridistribuzione dei costi maggiormente equa e come se non bastasse, la centralità del assemblea dei sindaci, ha sostituito i vari consigli comunali a fare ciò per cui sono stati eletti.

Lo stesso servizio poi – prosegue il sindaco De Pieri – non ci convince più dal momento che risulta distribuito in modo assolutamente non omogeneo sul territorio dei Comuni convenzionati.

Il comune capofila, per esempio (Asola ndr), ha registrato un’emissione delle sanzioni distribuita su tutti i dodici mesi dell’anno, altri invece, come Mariana, solamente per due mesi o Piubega quattro su dodici. Insomma un’ineguaglianza inaccettabile causata da una convenzione che mostra limiti ormai non più ignorabili. Analizzando ulteriormente il numero delle sanzioni emesse, dato che ci permette di avere un riscontro oggettivo della presenza sul territorio degli agenti di polizia locale, e che certamente non ci fa gola perché i nostri cittadini non li consideriamo come occasione per rimpinguare le casse del comune, le percentuali appaio spaventose: a fronte di un 70% emesso sul territorio del comune di Asola, gli altri comuni raccolgono rispettivamente il  7%  ad Acquanegra, il 10% a Canneto, il 3% a Gazoldo, il 2% a Mariana e l’8% a Piubega. Senza considerare il fatto che proprio negli ultimi mesi, anche in seguito all’introduzione dello scout speed, è diventata sempre più manifesta la volontà di far cassa da parte di alcuni comuni appartenenti alla convenzione, piuttosto che tutelare la sicurezza stradale. Fatto assolutamente inaccettabile sia da me che dalla mia Amministrazione tutta. Tutte queste osservazioni, facenti parte il documento che ho letto e lasciato agli atti dell’ultima assemblea dei sindaci, sommate alla mozione presentata del consigliere Cervi di Canneto, hanno portato alla sospensione dell’utilizzo dello scout speed, il cui uso che è risultato sino ad oggi spasmodico e vessatorio. Alla luce di tutto ciò – rivela – ho chiesto lo scorso 5 dicembre, durante l’ultima conferenza dei sindaci, che venisse rivista la convenzione affinché costi, qualità e quantità del servizio fossero gestiti e garantiti da parametri maggiormente oggettivi e omogenei. Nel caso ciò non accedesse, per il bene del comune che rappresento, non potrò far altro che uscire dalla convenzione in essere al fine di cercare soluzioni migliori per i miei cittadini. Spero, ad ogni modo – conclude il sindaco di Acquanegra – che le mie osservazioni non cadano nel vuoto, ma anzi vengano fatte proprie anche da quei comuni come Mariana, Piubega o Canneto, che attualmente risultano essere obiettivamente penalizzati da una convenzione scritta relativamente male e gestita oggettivamente peggio”.

Maria Luisa Rancati

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