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Comitato, sabato agli
imbocchi del ponte per
non perdere la speranza

Nel dettaglio sulla sponda casalasca il presidio sarà situato sulla rotonda stradale di fronte all’imbocco del ponte, mentre su quella parmigiana sarà collocato nel parcheggio del Ristorante Lido. Non vi sarà dunque alcuna passeggiata sul manufatto, come noto vietata.
Nella foto la manifestazione del 5 novembre

CASALMAGGIORE/COLORNO – Torneranno a manifestare i cittadini di Casalmaggiore e anche della sponda Colornese del ponte sul Po: lo faranno a distanza di quasi un mese e mezzo dalla manifestazione del 5 novembre, organizzata via social senza formalità di rito. Stavolta invece il presidio organizzato sulle due sponde del ponte è stato fissato per sabato 16 dicembre e senza cercare l’effetto sorpresa, anzi invitando apertamente la popolazione a partecipare, con un messaggio pubblico e non più con la formula del passaparola privato.

“Nella mattinata di sabato 16 dicembre, dalle ore 10,30 alle ore 12 – si legge sulla pagina Facebook dedicata – su entrambe le sponde del ponte Casalmaggiore-Colorno si terranno due presidi organizzati dal comitato TrenoPonteTangenziale”. Nel dettaglio sulla sponda casalasca il presidio sarà situato sulla rotonda stradale di fronte all’imbocco del ponte, mentre su quella parmigiana sarà collocato nel parcheggio del Ristorante Lido. Non vi sarà dunque alcuna passeggiata sul manufatto, come noto vietata, anche se con la neve e i treni rigorosamente in tilt anche lunedì mattina – quello delle 5.50 è stato cancellato, quello delle 6.50 viaggiava con mezzora di ritardo – qualcuno ha ironicamente scritto, dopo avere passato il ponte a piedi, di avere fatto prima ad arrivare al lavoro così, senza dover aspettare Trenord…

Nell’attesa di Trenord, c’è chi ha passato il ponte a piedi, immortalando il momento con un selfie…

“La finalità della manifestazione, per la quale sono state richieste le apposite autorizzazioni – si legge nell’invito del Comitato – è quella di evidenziare il grave stato di disagio nel quale versano le popolazioni a causa della chiusura, che ormai data a più di due mesi fa, del ponte, con pesanti ripercussioni sui pendolari e sulle attività produttive e commerciali della zona. In particolare i promotori vogliono che le istituzioni competenti si attivino al più presto per la dichiarazione dello stato d’emergenza e provvedano ad attivare ogni mezzo possibile per giungere in tempi brevissimi alla riapertura della viabilità tra le due sponde del Po”. L’invito è per tutti i cittadini: il 5 novembre manifestarono in 55 sulla sponda Casalasca e in meno di una decina su quella parmense, ma il brutto tempo (pioggia fitta per tutta la mattinata, quella domenica) non aiutò: stavolta l’obiettivo è alzare la voce e dunque fare numero è quanto mai indispensabile.

Giovanni Gardani

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