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Ponte provvisorio, Mario
Mantovani (FI) rilancia
l'idea di Ferroni in Regione

Mantovani fa riferimento a questa alternativa, che non avrebbe costi pubblici. Il progetto terrebbe conto di una disponibilità di alcuni imprenditori, sia casalaschi che parmensi, i quali metterebbero le risorse necessarie

CASALMAGGIORE – Rimbalzano le versioni su come risolvere la questione del Ponte sul Po di Casalmaggiore. E si rincorrono i pareri su quello che è meglio fare o non fare. Un’ altalena di notizie contrastanti e contradditorie, ma certamente preferibile al silenzio assoluto anche per tenere quieta la gente prima che la rabbia e la delusione faccia scattare la molla di reazioni incontrollate. Oltre al parere di Gianni Fava che ritiene apribile da subito il ponte con le dovute cautele, la novità potrebbe essere quella relativa all’emendamento presentato e approvato pochi giorni fa da parte del consigliere regionale Mario Mantovani per chiedere di non trascurare la possibilità di portare avanti l’idea suggerita dal consigliere comunale di Casalmaggiore Orlando Ferroni a proposito di un viadotto provvisorio. Un ponte costruito a moduli, non osteggiato dall’Aipo (Agenzia per il Po) che consenta di accorciare i tempi, lasciando transitare macchine e camion in maniera da non appesantire il ponte di Viadana che attualmente deve sopportare un traffico quasi raddoppiato rispetto a prima.

L’emendamento di Mantovani è stato inserito nella mozione dell’altro consigliere di Forza Italia Carlo Malvezzi, inerente la richiesta al Governo di accettare la richiesta di proclamare lo stato d’emergenza allo scopo di usufruire di maggiori stanziamenti e di tempi più brevi per la soluzione del problema anche perché nel frattempo altri enti, in provincia di Piacenza, chiedono di attingere ai famosi 35 milioni del decreto fiscale recentemente approvato. Mantovani fa riferimento proprio a questa alternativa, la quale non avrebbe costi pubblici. Il progetto infatti terrebbe conto di una disponibilità di alcuni imprenditori, sia casalaschi che parmensi, i quali metterebbero loro le risorse necessarie a riaprire i collegamenti chiedendo un contributo ai cittadini attraverso un pedaggio calcolato su misura. Applicando sconti alle famiglie o emettendo abbonamenti agevolati a chi per studio o lavoro ogni giorno è costretto ad attraversare il fiume.

Una decisione, in una maniera o l’altra, va presa prima che la gente perda la pazienza per il tempo che sta passando senza una scelta ufficiale e definitiva. Scoraggiata anche dalla recente presa di posizione dell’assessore regionale alla Sicurezza Simona Bordonali, la quale in Regione ha detto chiaro e tondo che non ci sono le condizioni affinché il Governo accetti la richiesta di uno stato di emergenza riguardo la situazione del ponte di Casalmaggiore. Da notare infine che la costruzione del ponte provvisorio consentirebbe di diminuire i costi per la realizzazione di quello nuovo grazie al supporto “fisico”, rappresentato dal manufatto nel frattempo costruito, al quale la nuova impresa potrebbe appoggiarsi.

Rosario Pisani

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