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A Quattrocase, il presepe
ecologico con materiale riciclato:
lo hanno realizzato i bambini

Anche i Re Magi partecipano al messaggio, donando non i classici oro, incenso e mirra come vogliono le Scritture, bensì acqua, terra e aria, doni legati alla nostra terra, all’ambiente e appunto al riferimento fortemente ecologista contenuto e trasmesso dalla composizione.

QUATTROCASE (CASALMAGGIORE) – Non solo Presepe Vivente. A Quattrocase, presso la chiesetta di San Rocco da un paio d’anni consacrata alla Pace, e che ricorda i Caduti delle due Guerre Mondiali, c’è chi ha dato una lezione di ecologia, realizzando un presepio molto particolare: a comporlo, infatti, è materiale di recupero, destinato alla spazzatura, rifiuti ripresi che ora servono per realizzare statuette, paesaggi, tipici scorci della Natività e del presepe classico. Stesso discorso vale per l’Albero di Natale, anche questo composto con l’abilità di chi – con genio artigiano – ha saputo mettere insieme il materiale di risulta con grande ingegno. Le carte che servono per contenere dolciumi e biscotti, mediante una particolare tecnica degna dei migliori origami, diventano stelle natalizie. E non solo: le confezioni di yogurt ormai inutilizzate possono essere riciclate e divenire, nel caso specifico, le gobbe dei cammelli.

Nella foto l’Albero di Natale con materiale riciclato

L’idea è venuta agli organizzatori, tutti della vivace frazione di Quattrocase, nella serata della vigilia di Santa Lucia: ai bambini della frazione è stato cioè proposto di realizzare un presepe originale e particolare, partendo dal messaggio contenuto anche nell’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. Per meritarsi i doni di Santa Lucia, i bambini hanno così lavorato assieme ai compagni più grandi, dando vita a queste particolarissime statuine, senza dimenticare anche il fondale e le decorazioni realizzate con volantini pubblicitari sapientemente ritagliati e ancora il gretto del fiume, o le rive dello stesso, recuperate da tappi di bibite riciclati. Anche la stella cometa è una vecchia cometa, appunto, ormai fuori uso perché guasta: qui però torna a nuova vita. Hanno preso parte all’opera tanti giovanissimi: dai bambini dell’asilo, ai ragazzini più grandi delle medie, qualcuno anche delle superiori, che hanno fatto da tutor per i più piccoli. In pochi giorni, e comunque in tempo per il giorno di Natale, il presepe è stato preparato ed allestito.

Anche i Re Magi partecipano al messaggio, donando non i classici oro, incenso e mirra come vogliono le Scritture, bensì acqua, terra e aria, doni legati alla nostra terra, all’ambiente e appunto al riferimento fortemente ecologista contenuto e trasmesso dalla composizione. Pure il crocifisso è stato ricavato da materiale di scarto, rielaborato da artigiani locali, senza dimenticare, naturalmente, i piccoli peluche, che alcuni bambini non utilizzavano più e che vanno ora a comporre la fauna del presepe e del miracolo di Betlemme.

Giovanni Gardani

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