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Sinistra, su una giusta
strada: le parole (che
non ho detto)

Lettera scritta da Sante Gerelli - Sinistra Italiana Gussola

Egregio direttore

nelle scorse settimane anche a Cremona si è tenuta l’assemblea per gettare le basi per una lista unitaria della Sinistra, iniziativa a mio avviso molto riuscita sia per il numero dei partecipanti che dal contenuto degli interventi che si sono succeduti nella mattinata. Interventi imperniati sul documento che ci è stato sottoposto, ma anche molti che si spingevano oltre tale documento e richiedevano di arrivare finalmente ad un soggetto politico che rappresenti il variegato mondo della sinistra.

Se fossi intervenuto avrei iniziato dicendo che la mia attraversata del deserto è stata lunga, 10 anni nei quali si è spesso parlato che fuori dal deserto la sinistra avrebbe trovato immense prateria da conquistare, anno dopo anno la mia preoccupazione aumentava pensando che quando avremmo attraversato il deserto, tanti erano gli anni passati, che facilmente non avremmo trovato neppure piccoli appezzamenti di erba, perché già occupati da altri.

Oggi invece noto, anche se attraverso molte difficoltà, si cerca di imboccare la strada giusta, una strada fatta si di differenze, di sensibilità personali, ma queste derivano dal fatto che la forza del nuovo soggetto politico non dovrebbe essere racchiusa in un recinto, ma aperta alla società.

Soprattutto dovremmo cercare il radicamento sociale, la presenza sul territorio, l’ascolto delle difficoltà e delle esigenze che da questo provengono, ed assieme anche nuove energie e nuove idee. Avrei inoltre portato il paragone tra una forza politica e una squadra di calcio, troppo spesso si cerca l’omologazione, le diverse posizioni rischiano di dare fastidio, mentre in una squadra vincente ci sono, i difensori, gli attaccanti e i mediani, il paragone agli occhi di tanti potrebbe apparire semplicistico, ma se si vuole costruire un nuovo soggetto politico, bisogna avere il coraggio e la forza di mettere assieme le diversità.

Non avrei sottaciuto che la presenza di Pisapia ha pesato molto sul percorso che ci ha portato alla scelta di questi giorni e che è culminata con l’assemblea nazionale del 3 Dicembre a Roma, non dire che l’aver cercato di far morire sul nascere Sinistra Italiana dimezzando il suo gruppo alla camera è stato un grave errore, politico e di strategia, si negherebbe l’evidenza.

Avrei concluso soffermandomi sul fatto che senza la nascita di Sinistra Italiana, senza il suo mettersi a disposizione per un progetto unitario, difficilmente saremmo giunti alla stesura del documento programmatico che sta alla base della nascente lista unitaria. La sinistra ha bisogno di un contenitore (un partito) che stia con la gente e tra la gente, che ridia fiducia ai tanti che l’hanno persa e che sono scivolati nell’astensionismo, e nella sfiducia.

Abbiamo un’occasione, forse l’ultima per riavere un partito che rappresenti le istanze di chi si riconosce nella sinistra, se perdiamo anche questa attraverso personalismi ed astuzie elettoralistiche per tanti sarà non un rompete le righe ma un rinchiudersi in loro stessi.
Impegnamoci , passiamo dalle parole ai fatti, la scadenza elettorale delle elezioni politiche deve essere il primo mattone per un nuovo soggetto politico.

La partecipazione attiva alle iniziative organizzate ultimamente dimostrano che siamo sulla strada giusta.

 

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