Cronaca
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Il ponte? Lo si attraversa lo stesso in bici, in mancanza di certezze

La chiusura del ponte e le carenze infrastrutturali del nordafrica, o del sud lombardia e nord emilia hanno cambiato la vita di tanti. Anche di quei ‘banditi’ che attraversano silenziosi la notte

Foto Stefano Superchi

CASALMAGGIORE – Quando le luci dell’alba non hanno ancora acceso la città li vedi, sciamare silenziosi, attraversare il cadavere in silenzio. In bicicletta soprattutto, e tuta da lavoro. Affrontare il buio, farsi beffe del divieto.

Non per sfida all’istituzione che quelle regole ha fissato, ma per necessità. Non ci si può fidare di niente, e di nessuno. Il trasporto su ferro ha spesso orari che non coincidono con i turni e poi – per come è messo il servizio tra ritardi cronici e cancellazioni – è sempre una scommessa troppo alta da affrontare per chi al lavoro ci tiene, o ha solo quello.

Il giro in auto passando da Viadana dilata i tempi: per fare quel prima del 7 settembre si faceva in dieci minuti, ora serve almeno quattro volte quel tempo, sempre sperando che sul ponte di Viadana non succeda qualcosa e ci si debba fermare. E’ già successo, e continuerà a succedere.

Meglio – per tanti – la bici, o il motorino, meglio sfidare regole e divieti. Meglio sicuramente di correre il rischio di perdere il lavoro, di arrivare tardi o di erodere il guadagno di uno stipendio che serve ad altro, non certo ad affrontare le carenze delle istituzioni. Così non dovrebbe essere, ma così va.

La sbarra che chiude il ponte a Casalmaggiore è stata aperta da qualcuno, attraversarla è un attimo soltanto. Farlo da banditi, col rischio di essere individuati è paradossale, ma è realtà quotidiana nei giorni feriali. La cosa più triste è che il cittadino debba essere messo davanti ad una scelta: seguire le regole e rischiare il posto di lavoro o trasgredire le regole, rischiare comunque una sanzione, difendendo con le unghie e con i denti il proprio diritto al lavoro, al tempo, alla famiglia, alla propria vita.

La chiusura del ponte e le carenze infrastrutturali del nordafrica, o del sud lombardia e nord emilia hanno cambiato la vita di molti, di tanti. Anche di quei ‘banditi’ che attraversano silenziosi la notte e a cui nessuno dà altre possibilità concrete ed affidabili se non quella di sfidare le norme.

Nazzareno Condina

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