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Rosa (Listone) corre per Gori:
"Battaglia per far risorgere
territorio". Il Pd lo appoggia

Rosa, la cui pagina Facebook “Alessandro Rosa per la Lombardia” è attiva da venerdì mattina, ha ringraziato i giovani che lo hanno affiancato in questa decisione e rimarcato che la campagna elettorale passerò da incontri pubblici in tutta la zona Casalasca e dall’utilizzo dei social.

VICOBELLIGNANO (CASALMAGGIORE) – Far risorgere il Casalasco, affinché non venga più considerato periferia della periferia, ma possa finalmente entrare nella stanza dei bottoni di Regione Lombardia, dove dal 1970, da quando cioè l’ente venne istituito, non ha mai avuto un rappresentante ufficiale in consiglio.

Da qui nasce l’esigenza della candidatura di Alessandro Rosa, consigliere comunale di Casalmaggiore per il Listone, classe 1992, all’interno della lista Gori Presidente, che sfiderà il governatore uscente Roberto Maroni e pure Dario Violi del Movimento 5 Stelle. L’appoggio arriverà dal civismo, che il Listone incarna, e pure dal Partito Democratico, dato che non è sfuggita la presenza in sala di esponenti del centrosinistra locale, come vedremo. Rosa, che arriva dalla frazione di Quattrocase, si è presentato giovedì sera in un’altra frazione, a Vicobellignano, presso il Luna Residence, rimarcando però un concetto: stop ai confini e ai campanili e spazio al Casalasco, e più in generale al comprensorio Oglio Po, inteso come unico spazio da rilanciare. Accanto a Rosa anche Gabriel Fomiatti e Alberto Fazzi, rispettivamente presidente e segretario della Civica, oltre a Giovanni Vitolo, consigliere comunale del Listone, e ai sostenitori Alberto Bernini, Ermal Zeqo e David Bortolotti, anche se poi tutti i ragazzi del Gruppo Giovani del Listone, anche quelli non presenti per altri impegni, sono stati ricordati e citati.

Davanti a una trentina di persone Fomiatti ha dapprima evidenziato come l’assenza di rappresentanti casalaschi dove conta si sia fatta sentire in questi decenni: “Infrastrutture, ospedale, piccole e medie imprese, ambiente, agricoltura – ha detto Fomiatti – sono tutti temi che ci stanno a cuore. La scelta di Alessandro, che è anzitutto un amico, è quella di un volto nuovo, giovane ma che con una piccola esperienza in comune ha già dimostrato di avere la stoffa. Un anno e mezzo fa gli feci una battuta: “E se ti candidassi in Regione?”. Oggi quella battuta è diventata realtà. Il Casalasco per noi è il nodo centrale, tanto è vero che come Listone nel 2014 ci candidammo con una lista a supporto che citava proprio questo territorio sin dal nome. Non si può pensare a Casalmaggiore senza gli altri comuni limitrofi. Ribadiamo la nostra trasversalità e rimarchiamo quanto fatto – dall’idrometro, nostro fiore all’occhiello, all’attività consiliare – con la politica del fare, anche in opposizione. Quello che chiediamo è di appoggiare Alessandro in via trasversale: solo così possiamo contare in Regione, solo così possiamo risorgere”.

Rosa ha parlato di una “sfida che è frutto di un percorso ragionato: siamo la periferia della periferia per qualcuno, ma è anche vero che le radici più profonde sono le uniche che non vengono raggiunte dal gelo. Stiamo portando avanti, in consiglio comunale, battaglie da anni come quella sulla ferrovia e sul presidio ospedaliero e sono battaglie che vanno oltre i confini di Casalmaggiore. Le nostre iniziative civiche servono a richiamare l’attenzione delle istituzioni sul territorio. Quanto accaduto al ponte ha acuito la sensazione di abbandono di questo territorio, che pure produce una parte importante del Pil del Nord Italia, che ha una ricchezza storica e culturale che spesso nemmeno conosciamo: basti pensare che l’argine maestro, dove si trova l’idrometro che abbiamo riportato alla luce, venne progettato dal Brunelleschi. Dobbiamo trovare il modo per sfruttare questa ricchezza, per rilanciarla, e la nostra vuole essere una rivoluzione gentile, in cabina elettorale. Se continuiamo a pensare di votare a destra, a sinistra e al centro, il 4 marzo perderemo ancora una volta la bussola: noi dobbiamo guardare, e votare, avanti”.

Rosa ha spiegato perché ha scelto di appoggiare Giorgio Gori. “E’ un sindaco (di Bergamo, ndr), dunque è votato al pragmatismo, a risolvere i problemi. Soprattutto sa ascoltare i territori e l’ho capito nel recente incontro a Piadena, quando ha parlato poco e preso tanti appunti sui problemi sollevati. Il suo tour parte poi dalla periferia, Casalmaggiore l’8 gennaio sarà la sua prima tappa del tour ufficiale e questa scelta è molto indicativa. Riprendo una frase del nostro Giuseppe Boles e la sfrutto come appello a tutti gli elettori, di qualsiasi parte e partito: “Facciamo valere il nostro diritto a essere ricordati per ciò che siamo e per ciò che siamo stati”. A proposito dei giovani che mi affiancano, li considero la mia fortuna e la mia forza”.

Rosa, la cui pagina Facebook “Alessandro Rosa per la Lombardia” è attiva da venerdì mattina, ha ringraziato i giovani che lo hanno affiancato in questa decisione e rimarcato che la campagna elettorale passerà da incontri pubblici in tutta la zona Casalasca e dall’utilizzo dei social. Riuscirà però Rosa a mantenersi libero, ossia civico, in caso di elezione, gli è stato chiesto? “Il territorio per noi va al di là delle preclusioni partitiche, dunque credo sia possibile: quel che è certo è che sin qui le risposte sono state insufficienti sotto quasi tutti i punti di vista, dunque è giusto tentare questa scalata”.

E’ poi toccato a Mario Daina, segretario del Pd, salutare la candidatura di Rosa: “Non nego, perché non nascondo mai la polvere sotto i tappeti, che col Listone ci sono stati screzi, anche pesanti. Ma come diceva uno dei miei maestri politici, Carlo Rotelli, la politica comincia sempre il giorno dopo. La nostra vicinanza sulle idee c’è: resto convinto che la politica debba passare dai partiti, ma riconosco il grande merito del Listone per il lavoro fatto a livello di civismo. Il nostro appoggio è testimoniato dal fatto che abbiamo rinunciato a una candidatura casalasca del Pd proprio per supportare Alessandro e dargli una chance ulteriore”. Da qui si può dedurre un riavvicinamento importante anche in vista della amministrative 2019: come a dire che le Regionali potrebbe essere interpretate per certi versi come un test in quella direzione.

Rosa ha poi parlato del principio di sussidiarietà verticale. “Anche grazie agli studi universitari, e soprattutto essendo dentro la macchina consiliare, comprendo come su certe problematiche sia la Regione ad avere potere decisionale. Penso ancora al mio pallino, ossia la questione ferroviaria, con le molte istanze giunte da Casalmaggiore, ma anche da Bozzolo e non solo. Alcune nostre interrogazioni e interpellanze sono poi arrivate in Parlamento e al Ministro Delrio, dunque abbiamo toccato tutti i livelli istituzionali. I giochi però, per il nostro territorio, possono cambiare soprattutto a livello regionale”.

Giuseppe Torchio, sindaco di Bozzolo, ha citato ancora Rotelli, ricordando “le lande sperdute arse e riarse”, dove tutto va fatto e costruito con riferimento all’Oglio Po. “Sono stato nei giorni scorsi a Casirate e Caravaggio, e lì hanno un’autostrada a quattro corsie, la Brebemi, il secondo aeroporto lombardo per importanza a pochi passi. Qui invece nessuno ha investito. Ma le recenti amministrative, a Bozzolo, Pomponesco e Gazzuolo, hanno mandato a farsi benedire i potenti di turni esponenti della Regione venuti per sostenere i candidati della loro parte, infliggendo loro sconfitte nette. Significa che il territorio s’è accorto di essere stato dimenticato: dare una botta al sistema si può e si deve fare con un candidato giovane. Nei giovani, in questi giovani, ho pienamente fiducia e l’ultimo discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferma che un cambio di rotta c’è stato nelle nuove generazioni”.

Il sostegno a Rosa è giunto anche da Pierluigi Pasotto e Calogero Tascarella, consiglieri di Casalmaggiore la Nostra Casa. “In consiglio comunale abbiamo avuto modo di conoscerci e apprezzarci – ha detto Pasotto – e quindi do tutto il mio incoraggiamento ad Alessandro: siamo un sottoprodotto del modello lombardo e sappiamo che serve un’impresa per vincere questa sfida, ma guai ad arrendersi senza combattere. Rischiamo uno scollinamento e una discesa che ci porterebbe indietro di anni. Tanti servizi sono scomparsi dalla mappa e quindi dobbiamo riprenderceli dando battaglia. La nostra visione sociale e di sviluppo è diversa da quella di chi governa, da qui l’appoggio ad Alessandro e a Gori”. “Il consiglio comunale ha raggiunto punti infimi – ha attaccato Tascarella – e i parlamentari o candidati che arrivano sul territorio lo fanno solo per il voto. L’ultimo nome di un certo livello che ho sostenuto volentieri è quello di Luciano Pizzetti, che sta lavorando per il territorio. Ora finalmente potrò spendermi e fare campagna elettorale per qualcuno che conosco e che sta dalla parte giusta. La Lombardia ha 10.5 milioni di abitanti, gli stessi del Belgio, e ha una disponibilità economica che può coprire e soddisfare ogni territorio: a Bergamo per un solo ospedale hanno creato una stazione ferroviaria nuova. Noi abbiamo diritto ad usufruire di questa disponibilità”.

Da Zelindo Madesani, che ha ospitato al Luna Residente l’appuntamento, l’invito a non portare in Regione un territorio sconfitto, “perché abbiamo tante eccellenze e quindi la spinta deve essere a investire di più soprattutto in virtù di questo”. Infine Carlo Gardani, anima del Listone, ha fatto gli auguri a Rosa. “Hai tutte le capacità per fare bene e hai la dote della calma, che non mi appartiene. Al di là di quello che succederà, il fatto che più persone, di pensieri e culture diverse, vengano ad appoggiare un giovane del territorio è già una vittoria. Noi non siamo un potere forte, anzi abbiamo lavorato con umiltà eppure i signori che governano Casalmaggiore ci hanno contestato anche questo, ben sapendo che per quanto fatto non ci è venuto in tasca nulla (il riferimento è stato in particolare all’idrometro e alle altre opere civiche, ndr). E niente dovrà venirci in tasca in futuro: presentiamoci con la nostra faccia pulita ed eventualmente con i nostri errori, sapendo però che quegli stessi errori non andranno commessi ancora. Casalmaggiore deve riprendere il ruolo di capoluogo e pensare a tutto il territorio. Nel rispetto dei partiti, vogliamo civicamente portare avanti le nostre idee e soprattutto un discorso comune di territorialità. Tentar non nuoce, anche perché non vedo grandi figure, così preparate, al Pirellone. Dunque si può fare”. In chiusura l’invito per l’8 gennaio, quando Gori passerà da Bozzolo e sarà poi a Casalmaggiore per l’intero pomeriggio e per la serata in Auditorium Santa Croce.

Giovanni Gardani

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