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Piccata risposta al dottor
Cuzzoli: i tempi lunghissimi
del medico di famiglia

Lettera scritta da dott. Bruno Bartolucci (MMG Viadana)

Il dott. Antonio Cuzzoli che non ho il dispiacere di conoscere , dall’ alto della sua magnificienza di Direttore dell’ Unita’ Operativa Complessa Pronto Soccorso dell’ Az. Osped. di Cremona dopo aver dato qualche numero sugli accessi in p.s. in questo periodo influenzale , continua a dare numeri attribuendone la causa ai lunghi tempi di attesa negli ambulatori dei medici di famiglia .Questa sarebbe la causa dell’ assalto al p.s. e dei picchi di visite registrati in questi giorni . Non contento afferma pure che “Tutti coloro che soffrivano di qualche cronicità sono andati incontro a fenomeni acuti a causa dell’influenza” . I medici di famiglia infatti proprio per i lunghi tempi di attesa riescono a malapena a vedere di sfuggita non tanto il cronico riacutizzato , di pertinenza esclusiva ospedaliera , ma pure il 20enne sano con complicanze respiratorie , im-mersi nell’ inedia assoluta dei loro ambulatori vuoti e delle rare visite a domicilio richieste . Con Salomonica considerazione arriva pure ad affermare con senso acritico e ancor piu’ vana tracotanza che “Non critico chi viene al Pronto Soc-corso per l’influenza perché noi siamo qui per offrire un servizio ai cittadini e il nostro è un atto dovuto, ma purtroppo questo allunga le attese perché dobbiamo dare priorità ai casi più gravi”. Il medico di famiglia invece sembrerebbe , a suo dire , allungare ad hoc i tempi dell’ assistenza come atto dovuto .
Antonio Cuzzoli è primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cremona dal novembre 2011. E’ stato presentato con grande enfasi dal direttore generale Simona Mariani, che gli ha assegnato il compito di rivedere la parte organizzativa del Pronto Soccorso cremonese e di quello dell’Oglio Po. La biografia lo vede dal 2004 direttore di struttura complessa di Pronto Soccorso negli ospedali di Tarquinia, Civita-vecchia e Viterbo . Nel novembre 2004 l’ex commissario straordinario dell’ASL Roma , nominava primario facente funzione del Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia il dottor Piaggio, a seguito dell’aspettativa chiesta dal primario in carica . Subito dopo emanava una nuova delibera in cui nominava primario del Pronto Soccorso in via definitiva il Cuzzoli in quanto era risultato idoneo ad un concorso 15 mesi prima ( cui aveva partecipato anche il dottor Piaggio). Il dottor Piaggio fa causa all’ASL e il TAR, a gennaio del 2007, gli dà ragione. La nomina di Cuzzoli a primario del Pronto Soccorso di Civitavecchia viene annullata perché la ASL aveva attinto ad una rosa di candidati non creata ad hoc per lo specifico caso, ma già esistente. Da notare che la commissione esaminatrice aveva considerato Cuzzoli privo dell’esperienza oggetto del bando e aveva dato al dott. Piaggio un punteggio superiore anche perché aveva un’esperienza di 25 anni esclusivamente proprio presso il Pronto Soccorso. Il Cuzzoli lo ritroviamo più tardi all’ospeda-le di Belcolle a Viterbo, dove scatena un altro putiferio. La funzione pubblica della CGIL arriva an-che a minacciare giornate di sciopero contro la gestione inadeguata del Pronto Soccorso, i disservizi all’utenza e le continue pressioni ed intimidazioni agli infermieri. Questo a marzo 2011. Ad aprile dello stesso anno il direttore generale dell’ASL, Adolfo Pipino, trasferisce Cuzzoli a Tarquinia. Candidato alle amministrative di Vetralla del maggio 2011 in una lista di centro-destra Cuzzoli non viene eletto. Dopo appena sei mesi Cuzzoli cambia di nuovo e lo ritroviamo a Cremona a gestire la nuova organizzazione del Pronto Soccorso. Lavori di ristrutturazione per un milione e mezzo di euro e sperimentazione di un ambulatorio adiacente al Pronto Soccorso per curare le patologie di minori gravità. Trascorsi sei mesi di sperimentazione del progetto già arrivano le prime proteste. Come si può vedere dagli episodi citati, la sanità lombarda spesso è affidata a “dirigenti” il cui curriculum unitamente ad alcune considerazioni è almeno discutibile. Che sia pure questo un picco influenzale aggravato dai lunghissimi tempi di attesa dei neghittosi medici di famiglia ?

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