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Sant'Antonio Abate, alla
Fontana Frate Francesco
benedice gli animali

Un rito semplice, essenziale, ma non per questo meno sentito da credenti o meno. Nessuna forzatura, nessuna costrizione per i cani

CASALMAGGIORE – 27 cani, un gatto e quattro conigli. Non proprio l’Arca di Noé ma comunque uno spaccato del rapporto che lega uomini ed animali, da affezione o da allevamento. Sono stati loro, gli animali, ieri alle 16, ad essere protagonisti della benedizione al Santuario della Beata Vergine della Fontana.

Distanziati tra loro, senza eccessiva foga (tranne qualche quattro zampe dal temperamento più focoso), hanno sostato quei 15 minuti necessari alla preghiera di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali.

Un rito semplice, essenziale, ma non per questo meno sentito da credenti o meno. Nessuna forzatura, nessuna costrizione per i cani, non proprio avvezzi ai riti ma comunque ben tenuti dai loro compagni a due zampe.

Tempo della preghiera dunque e della benedizione impartita da Frate Francesco con l’acqua benedetta. Ad ognuno di loro è toccato quell’attimo e poi via, ognuno per la propria strada, per i propri prati e i propri campi.

Il rito, ormai una tradizione nel giorno di Sant’Antonio, si è celebrato nonostante il forte vento. E, a proposito di curiosità, i conigli erano quelli dello stesso frate. Loro – come si suol dire – giocavano in casa: protetti nel loro trasportino, non sono parsi particolarmente scossi o impauriti, suscitando la curiosità dei presenti.

Nazzareno Condina

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