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La stazione di Casalmaggiore
e suoi problemi nel bollettino
di Regione Lombardia

Nel dettaglio la richiesta più pratica riguarda la riapertura dei servizi igienici, per i quali è questione di giorni, come sappiamo, dato che la trattativa ha vissuto una evoluzione

CASALMAGGIORE – E’ stato pubblicato venerdì mattina, finalmente, sul Bollettino di Regione Lombardia che porta appunto la data del 19 gennaio, l’ordine del giorno discusso nei giorni scorsi proprio al Pirellone per quel che concerne la situazione della stazione di Casalmaggiore. Dal testo che viene riportato si scopre che la situazione di Casalmaggiore viene analizzata assieme a quella della stazione ferroviaria di Mantova. Due gestioni differenti: la stazione virgiliana fa infatti capo a Centostazioni Spa, società al 100 per cento di Ferrovie dello Stato; per Casalmaggiore, come noto, tutto dipende invece da Rfi.

Tralasciando la parte su Mantova, che poco interessa i pendolari casalaschi nella fattispecie, nel Burl viene presa in esame la chiusura del ponte sul Po tra Casalmaggiore e Colorno, che data ormai 7 settembre 2017, e viene precisato che “l’alternativa ferroviaria rappresenta spesso la sola soluzione per molti cittadini del territorio; di conseguenza, la stazione di Casalmaggiore ha visto un rilevante aumento della domanda, in particolare nelle fasce di punta del mattino e della sera, rendendo evidenti tutti i suoi limiti infrastrutturali e di livello di servizio offerto”.

Non solo: nel testo del documento si ricordano i problemi alla biglietteria, con nessun sistema automatizzato presente, tanto che i biglietti vanno fatti in piazza Garibaldi, il posto più vicino distante all’incirca un chilometro e forse qualcosa in più, con l’obliteratrice spesso non funzionante, con i servizi igienici chiusi seppur funzionanti e con il bar che dal 2013 non è più attivo. Senza scordare l’impianto di riscaldamento, i componenti di arredo e lo scivolo-passerella per accedere il sicurezza al secondo marciapiede, tutti rimossi. Da qui l’invito alla giunta ad attivarsi presso i gestori delle stazioni nel territorio lombardo per prevedere e concordare iniziative per una migliore vivibilità e funzionalità dei locali e il presidio delle stazioni nei contesti più critici anche attraverso la previsione di fondi regionali.

Nel dettaglio la richiesta più pratica e specifica tocca da vicino la riapertura dei servizi igienici, per i quali ormai è questione di giorni, come sappiamo, dato che nel mentre la trattativa ha vissuto una evoluzione, e la possibilità di stanziare un contributo per favorire il recupero dei locali e il ripristino di attività commerciali nella stazione. Un’azione che Regione Lombardia, viene precisato, dovrà portare avanti in concerto con Rfi e comune di Casalmaggiore. Qualcosa, come detto, su bagni e riscaldamento, è stato fatto e nella prossima settimana i progressi dovrebbero essere notati. Per il resto il tema passa alla prossima amministrazione regionale, che sarà eletta il 4 marzo, dato che il percorso della giunta Maroni è terminato mercoledì con l’ultima seduta consiliare.

G.G.

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