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Bando Chiarini, vince Parma con un progetto sui rondoni, seconda la Diotti

“Non basta delegare - ha spiegato Damiano Chiarini che molti vorrebbero candidato alla guida della città - ognuno di noi attraverso piccoli gesti può portare ad un cambiamento positivo”

CASALMAGGIORE – Il bando Chiarini, giunto alla sesta edizione è, da quando fu istituito, un momento importante per la collettività. Testimonianza che, al di là di una società poco o per nulla interessata al rispetto dell’ambiente e della biodiversità ci sono realtà, quelle scolastiche in primo luogo, disposte a mettersi in gioco, a studiare, sperimentare, condividere i risultati dei propri progetti affinché vengano poi replicati in altre scuole.

Un approccio che parte dalle scuole perché come spiegato da Damiano Chiarini: “Conta più quanto apprendi da piccolo che la sanzione che possono darti quando sei più grande”. Due ore intense, emozionanti.

La mezz’ora dell’illustrazione del progetto vincitore di quest’anno, curata dal professor Andrea Beseghi del Liceo Scientifico Statale Ulivi di Parma, meriterebbe di essere replicata in ogni ambito. Davvero i 45 minuti di conferenza migliori – per quanto mi è stato dato seguire – dell’ultimo anno.

Progetti piccoli o grandi, ma tutti dalle grandi ambizioni. Che sono poi quelle di preservare il futuro del pianeta, a partire dalla realtà quotidiana. “Non basta delegare – ha spiegato Damiano Chiarini che molti vorrebbero candidato alla guida della città alle prossime amministrative – ognuno di noi attraverso piccoli gesti può portare ad un cambiamento positivo”.

Damiano ha portato un esempio di quello che è lo spirito del bando, lo spirito di Persona Ambiente e quello di Umberto Chiarini, venuto a mancare troppo presto. “Ognuno di noi è come Nemo – ha detto – quando, nella rete con tanti suoi simili, chiede a tutti di spingere nella stessa direzione. La rete, alla fine, si rompe. Se spingiamo tutti nella stessa direzione qualcosa cambia. La difesa dell’ambiente è la difesa della vita”.

E’ stato lo stesso Damiano a dare il benvenuto alle scolaresche e ai professori giunti per ritirare il premio. “Il principio è quello della contaminazione, dei progetti replicabili. Occorre un cambiamento radicale a livello globale. Il clima sta cambiando, si calcola che vi siano 700 specie in via d’estinzione e 5 di queste sono in Italia. Con gli anni è diminuita la cura del bene comune, aumentano i rifiuti abbandonati ed il paesaggio è sempre più spoglio. Nonostante sappiamo cosa fare e possediamo tutti gli strumenti per incidere migliorando le cose, non lo facciamo”.

Dopo Chiarini è stato il turno dell’assessore all’Istruzione Sara Valentini, che si è intrattenuta per le due ore della premiazione seguendo tutte le presentazioni con particolare interesse. Anche lei ha sottolineato l’importanza del premio e del coinvolgimento delle scuole.

Diciassette i progetti presentati, da ogni ordine di scuola delle 4 province interessate (Cremona, Parma, Mantova e Reggio Emilia) alla tutela ambientale e alla vivibilità urbana. Ottimi progetti, anche quelli di quest’anno, legati all’ambiente. Questa mattina, nella biblioteca comunale di Casalmaggiore, sono stati premiati i quattro scelti dalla commissione apposita nell’Ambito del Bando.

Ad aggiudicarsi la prima piazza il Liceo Scientifico Statale ‘G. Ulivi’ di Parma con ‘Edifici Viventi. Un piano di azione per salvare i Rondoni nei centri storici’. Un progetto, quello presentato dal professor Andrea Beseghi, che verrà attuato da 135 studenti del Liceo. L’obiettivo che i ragazzi si sono posti, quello di condurre una ricerca sul campo, innovativa, altamente cooperativa e orientata alla tutela della biodiversità nell’ecosistema urbano. Attraverso la mappatura della presenza e consistenza numerica di Rondoni, Rondini e Balestrucci nella città ducale, sarà stesa una relazione scientifica messa a disposizione del Comune di Parma

“Affinché possano essere adottate efficaci misure di salvaguardia”. Misure semplici, illustrate dallo stesso professore, che richiedono (ed è quello che la scuola farà con Parma) la modifica del regolamento di edilizia urbana affinché le ristrutturazioni edilizie avvengano mantenendo inalterato l’ecosistema urbano.

Un progetto – nella linea di tutti quelli presentati in questi anni nell’ambito del bando dedicato ad uno dei padri fondatori dell’ambientalismo – ripetibile in altri centri. Come spiegano loro stessi “I veri destinatari sono cittadini, amministrazione comunale ed ordine degli architetti di Parma e di qualsiasi altra città italiana che abbia un centro storico. Proponiamo un metodo di ricerca e misure di salvaguardia, fondati su restauri rispettosi della biodiversità, trasferibili in tutti i centri storici”.

Coinvolti come patners nell’interessante progetto il Gruppo Rondoni Italia (gruppo di cui fanno parte personalità ed enti importanti della conservazione della natura, tra cui Fulco Pratesi e il parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano), l’Ente di Gestione Parchi e Biodiversità Emilia Occidentale, ADA Onlus (Associazione donne ambientaliste), Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, LIPU, WWF Italia, WWF Parma, Legambiente, Associazione Liberi di Volare.

Un piano articolato, partito a settembre con una fase preparatoria di studio del territorio e che vedrà nel mese di febbraio l’installazione di webcam e nidi artificiali. Ad Aprile poi seminari per gli studenti in Aula Magna, focalizzati sulle tre specie, sugli aspetti metodologici della ricerca e sulla contestualizzazione dell’indagine nell’ambito della conservazione dell’Avifauna urbana e osservazioni sul campo. Entro agosto la relazione scientifica con la mappatura del centro storico, l’elaborazione dei dati e le mappe e le proposte per salvaguardare le specie oggetto dell’indagine e i dati sul monitoraggio dei nidi.

Il progetto vincitore è già finanziato (dalla stessa scuola e da ADA. Il premio Chiarini servirà ad incrementare il numero di nidi e webcam collegate direttamente ai computer del Liceo e al sito, per osservare e monitorare le cure parentali dei rondoni nidificanti. Un progetto ambizioso che mira a cambiare radicalmente anche la mentalità per fare in modo di salvare i rondoni e le rondini dalla progressiva scomparsa.

Al secondo posto si piazza l’Istituto Comprensivo Diotti di Casalmaggiore, col progetto ‘Città dei Bambini: una città per la scuola… una scuola per la città. Piano di mobilità sostenibile’. A guidare l’esperienza la professoressa Elisabetta Ghidini. Ad illustrare il progetto Cinzia Dall’Asta. Obiettivo del progetto, quello di ‘Sensibilizzare la popolazione scolastica alle tematiche legate all’ambiente urbano nell’ottica della promozione della cultura dello sviluppo sostenibile, mettere in sicurezza i percorsi casa-scuola a piedi e in bicicletta e le zone davanti ai plessi scolastici Marconi e Diotti, coinvolgere e far progettare ai ragazzi direttamente interessati i luoghi che frequentano ed utilizzano nei loro spostamenti, la promozione di una mobilità scolastica sostenibile, promozione di una vita sana per gli alunni, abbattimento degli inquinanti nel territorio.

Patners della scuola il Comitato Slow Town, la Manifestazione Città dei bambini 2018, le scuole Marconi e Diotti, la rete dei negozi amici della città dei bambini e tutte le associazioni patners dell’evento.

Il progetto della Diotti è articolato in tre fasi. La rilevazione delle problematiche/rischi sui tragitti Casa-Scuola da parte degli studenti, la progettazione delle zone davanti alle scuole da parte degli alunni attraverso disegni, plastici e documenti video e fotografici (realizzazione di percorsi didattici che porteranno alla realizzazione di manufatti, installazioni, striscioni e poster e realizzazione del plastico che permetta di evidenziare la proposta), Arte in bici, con la stampa di brochures (in italiano, inglese e francese) che desciveranno luoghi ed edifici di interesse storico, artistico ed ambientale della città che vedranno impegnati i ragazzi come guide turistiche, lo studio dell’edificio scolastico.

Le prime fasi verranno presentate nel maggio 2018 nell’ambito de ‘La città dei bambini’. I materiali raccolti verranno poi utilizzati per la realizzazione di un vero e proprio piano di mobilità scolastica con l’organizzazione di incontri con il coinvolgimento della Polizia Municipale e dell’Amministrazione Comunale. Il materiale prodotto verrà consegnato all’Amministrazione affinché lo utilizzi per la realizzazione del Piano Urbano del Traffico e del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

Per la realizzazione del progetto verranno seguite delle linee guida che prevedono l’introduzione di zone calme, isole felici, dove progettare spazi a misura di bambino, le fermate ‘scendi e vivi’ dove le auto possono lasciare scendere i bambini per farli proseguire su un persorso pedonale sicuro, apposite misure di moderazione del traffico, la limitazione fisica dell’accesso delle auto alla scuola, l’individuazione di percorsi sicuri, gli attraversamenti pedonali, la realizzazione di aree a supporto della mobilità lenta, la promozione delle giornate senz’auto, del bicibus, piedibus, eventi e manifestazioni. Il piano di Mobilità Scolastica Sostenibile verrà consegnato in comune entro la fine del 2018.

Terza e quarta piazza per due scuole Reggiane. Al quarto posto la scuola primaria Ferrari di Cella (RE), con un progetto chiamato ‘l’Orto delle Meraviglie’, seguito dalla professoressa Loretta Gemmi. Educazione ambientale, ecosistema naturale, lotta biologica, biodiversità, coltivazione biologica, catena alimentare, compost e raccolta. Un progetto questo, in continuità: è giunto al terzo anno di attuazione e viene seguito – grazie al sostegno dei genitori – anche nel periodo in cui le scuole restano chiuse. Bella l’illustrazione del bug hotel, una struttura in legno realizzata per gli insetti e delle casette per gli uccelli.

L’orto è realizzato nel cortile della scuola primaria, i bambini hanno potuto seguire tutti i processi di sviluppo. Patners l’Auser, le GEV e soprattutto le famiglie.

Terzo posto per l’istituto comprensivo JF Kennedy (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di Reggio Emilia, dal titolo ‘Le linee dell’acqua: il torrente Crostolo, risorsa ecologica del territorio urbano’, seguito dalla professoressa Giuseppina Maria Grazia Cardillo. Un progetto di riscoperta del Crostolo, teso ad educare i giovani alla sostenibilità ambientale, ad aquisire competenze interdisciplinari e di rapporto con realtà esterne. Un percorso di tipo esperienziale, tecnico scientifico, storico umanistico e artistico e geografico motorio. Patners WWF, Legambiente, Lipu, il Consorzio di Bonifica Emilia Centrale, l’Assessorato all’ambiente e territorio di Reggio Emilia, i musei civici ed alcuni esperti esterni.

Oltre due ore di premiazione: due ore ben spese. Il futuro é nei ragazzi e nei bambini, nella loro capacità di mettersi in gioco e nello spirito illuminato di un corpo docenti vigile ed appassionato. Anche Umberto, non ne abbiamo dubbi, di tutti questi percorsi, dei 24 progetti premiati in questi sei anni e di tantissimi ragazzi che si sono messi in moto – con piccoli passi concreti e partendo dal personale – verso un mondo migliore, ne sarebbe stato felice.

Due parole anche su Damiano Chiarini. Quest’anno, insieme ad Anna Gallio, ha retto tutta la presentazione (il professor Ferrari ha dovuto dare forfait per ragioni di salute), parlato da persona competente, spiegato cose semplici, concrete ed attuabili. E’ degno figlio di cotanto padre e chi vede in lui un leader non ha tutti i torti. Anche di questo siamo certi, come del fatto che il premio Chiarini proseguirà anche negli anni a venire, regalando altre soddisfazioni a scuole di ogni ordine e grado. A scuole disposte a recitare una parte attiva nella società.

Nazzareno Condina

 

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