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La mappatura dei cinghiali
in provincia: il Casalasco
la zona con maggiori presenze

I comuni più popolati da questi pericolosi animali sono Casalmaggiore, Martignana, Gussola, Torricella, San Daniele, Pieve D’Olmi, Stagno Lombardo; ma da settimane ormai hanno raggiunto e oltrepassato Cremona.

Sono praticamente ovunque. I cinghiali ormai non vivono più soltanto lungo le rive del Po, ma anche a Cremona, in piena città. Gli avvistamenti sono quasi all’ordine del giorno. o meglio della notte, dato che questi animali preferiscono il buio. E attenzione, ce ne sono stati persino in via Magazzini Generali, zona stadio, poi nella ex Polveriera di via Milano, dove pare ne vivano tantissimi. Altri ancora sono stati avvistati tra il Boschetto e la Fiera di Cremona, ma anche in zona San Felice.

Insomma, la presenza dei cinghiali sul territorio è ormai eccessiva e non potendo più vivere nelle golene, a causa di una densità ormai altissima, sono costretti a spostarsi, arrivando gioco forza in città.
La mappa dei cinghiali coincide praticamente con quella dei comuni rivieraschi, da Casalmaggiore fino a Cremona. I comuni più popolati da questi pericolosi animali sono Casalmaggiore, Martignana, Gussola, Torricella, San Daniele, Pieve D’Olmi, Stagno Lombardo; ma da settimane ormai hanno raggiunto e oltrepassato Cremona, arrivando persino a Grumello Cremonese e a Cappella Cantone. Tra le aree lontano dal Po, anche il parco dell’Oglio è già stato colonizzato: ci sono cinghiali anche a Ostiano e Volongo; a oggi l’unica zona ancora sgombra è quella del Cremasco.

Una settantina i capi abbattuti dagli operatori specializzati, che agiscono secondo il piano di contenimento regionale. Ma i cinghiali si riproducono velocemente, 4,5 cuccioli per parto, e si muovono ancor più in fretta: il territorio della nostra provincia, privo di boschi, non è del tutto adatto ad ospitarli e loro si trovano combattuti tra la ricerca di posti migliori e l’impossibilità di muoversi, visto l’altissimo numero.

A questo si aggiunge un certo egoismo del cinghiale, che una volta colonizzato il territorio lo vuole tutto per sè e costringe gli altri animali a spostarsi. Ma da dove arrivano? Il transito avviene sul Po, soprattutto nei periodi di magra. Dall’appennino questi animali selvatici approfittano della secca e un po’ a piedi un po’ a nuoto attraversano il fiume, soprattutto all’altezza di San Daniele, dove il letto si restringe. Insomma, un animale che ormai è diventato cremonese a tutti gli effetti con tutti i pericoli, soprattutto per il traffico, che ne conseguono.

Giovanni Rossi

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