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Torna "Oltreibanchi",
rassegna del Teatro ragazzi
passa da "Il fiore azzurro"

Si tratta dello spettacolo vincitore In-Box Verde 2017: un viaggio nella storia del popolo tzigano attraverso l’accettazione del diverso e la capacità di immaginare che il proprio destino non sia scritto ma tutto da decidere.
Foto Filomena Ferri

CASALMAGGIORE – Torna al Teatro Comunale di Casalmaggiore la Rassegna Oltreibanchi, con uno spettacolo destinato agli alunni della scuola primaria. Lunedì 19 marzo alle 10 e alle 14,30 e martedì 20 alle 10, la Compagnia Burambò presenta “Il fiore azzurro”, tratto da un racconto popolare tzigano, di e con Daria Paoletta; costruzione del pupazzo di Raffaella Scarimboli, consulenza artistica di Nicola Masciullo.

Si tratta dello spettacolo vincitore In-Box Verde 2017: un viaggio nella storia del popolo tzigano attraverso l’accettazione del diverso, il superamento delle avversità della vita, l’amicizia e la capacità di immaginare che il proprio destino non sia scritto ma tutto da decidere. Il testo è ispirato a un racconto appartenente alla tradizione orale tzigana, dal titolo Il fiore azzurro. Un viaggio nella storia di questo popolo attraverso l’accettazione del diverso, il superamento delle avversità della vita, l’amicizia e la capacità di immaginare che il proprio destino non sia scritto ma è in continuo divenire. Tzigo, questo il nome del protagonista, si mette in cammino sulla strada ‘alla ricerca della fortuna e della felicità’.

L’eroe di questa storia descrive l’antico andare, quello dei passi lenti, attraversando le stagioni, incontrando aiutanti magici, l’alternarsi del giorno e della notte, creando il tempo necessario in cui si favorisce la crescita. E’ il tempo delle scoperte, delle paure, dei silenzi, delle domande. La sfida del teatro è di condurre, anche i più piccoli, alle domande della vita; senza retorica, senza risposte preconfezionate. Una fiaba ricca di spunti per riflettere, con la leggerezza e il gioco propri del teatro, sul percorso di formazione compiuto dal nostro “eroe” che è quello di ciascuno di noi. Una scrittura ricca di dettagli che tuttavia si pone l’obiettivo di non definire tutto, affidando alla fantasia del piccolo pubblico la libertà di immaginare. Sì, perché, in alcuni punti dello spettacolo il pubblico dovrà fare delle scelte concrete che decideranno il corso della storia, creando un ulteriore dialogo tra palco e platea.

redazione@oglioponews.it

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