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Presidio per la Pace, in una piazza (per pochi) i colori dell'arcobaleno

"Siamo qui a testimoniare che l'unica risposta possibile è quella della pace. Perché spegnere tanti sorrisi? Perché tanto sangue?", ha spiegato Fabrizio Aroldi. Presenti tanti bambini con i loro genitori

CASALMAGGIORE – Una quarantina di persone, forse qualcuna meno, con tanti bambini ed una discreta rappresentanza politica. Il presidio per la Pace convocato dall’ACLI ha visto una scarsa partecipazione. Poco male, doveva essere un presidio, un segnale e così è stato: il segnale che poi, in fondo, della guerra in Siria – come spiegato pure dallo stesso Mario Daina – importi poco a tutti.

E’ lontana. Una delle tante guerre lontane che pesa un po’ di più poiché vede confrontarsi muscolarmente le superpotenze su sponde opposte. Anche del peso però, in fondo importa poco. “La guerra non risolve nessun problema, non si risponde al male con il male” ha sottolineato Daina, mentre Giancarlo Roseghini (Anpi) ha rimarcato che quello siriano è un conflitto in cui come sempre a perdere è la verità e a pagare la popolazione civile sotto una pioggia di bombe più o meno intelligenti.

“Siamo qui a testimoniare che l’unica risposta possibile è quella della pace. Perché spegnere tanti sorrisi? Perché tanto sangue?”, ha spiegato Fabrizio Aroldi. Presenti tanti bambini con i loro genitori. E’ soprattutto per loro che si spera in un mondo diverso, in un mondo in cui il dialogo venga prima di ogni qualunque altra risposta.

Nazzareno Condina

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