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CNC e Listone, un unico
programma e un unico
sindaco. Che ancora non c'è

Il cammino comunque è iniziato. Nessuno lo avrebbe detto al termine della scorsa tornata elettorale, quando per mesi infuriò una battaglia senza esclusione di colpi. Ma le prospettive cambiano

CASALMAGGIORE – Un unico candidato sindaco – che ancora non c’è o forse c’è ma non si può dire, per non turbare l’idillio – e la volontà di intraprendere un cammino comune, anche se intraprendere è una parola grossa visto che il cammino comune c’è già, e da tempo. Listone e CNC dialogano e stringono un accordo di massima in vista delle elezioni comunali del prossimo giugno. In vista di un programma comune, e di un comune percorso che porti a non ripetere l’errore della scorsa tornata, quando al secondo turno l’impossibilità di dialogo tra Centro Sinistra e Listone fu uno dei motivi – forse il principale – della sconfitta di Claudio Silla e della vittoria di Filippo Bongiovanni. Volarono coltelli allora, subito dopo le elezioni. Parole pesantissime, accuse di ‘alto tradimento’, minacce di querele e quant’altro. Tutto passato, forse. Qualche giorno fa, nella redazione de ‘La Provincia’ il Listone (con Alessandro Rosa, Manuel Fomiatti e Alberto Fazzi) e CNC (Calogero Tascarella, Mario Daina, Pierluigi Pasotto, Annamaria Piccinelli) hanno annunciato il percorso comune. Si è partiti da un documento, condiviso anche perché molto generale, del Listone.

IL DOCUMENTO – “Per sua natura il gruppo consiliare “Il Listone – la comunità che dialoga” rappresenta un insieme di cittadini provenienti dalla società civile, il cui obiettivo è quello di mettere a disposizione della comunità tutte le competenze e le conoscenze dei singoli. Il principio fondamentale alla base del gruppo è la trasversalità, ovvero la capacità di confrontarsi con tutti sulle varie tematiche al fine di elaborare un ragionamento politico e un programma il più aperto e condiviso possibile. L’intento è quindi quello di costituire una squadra trasversale, composta da persone che si sono distinte per il proprio impegno per la comunità nei vari ambiti come l’ambiente, la salvaguardia dei servizi del territorio, la cultura, il rilancio del lavoro giovanile, l’aiuto alle classi sociali più deboli e ai diversamente abili, e l’interesse per il bene pubblico in generale. Lavoreremo affinché questo “team” sia il giusto mix di esperienza e nuove risorse, poiché crediamo che un progetto comune debba sì avere radici profonde, ma allo stesso tempo fiori che sbocciano: solo così potremo avere la nostra Primavera Casalasca. Per raggiungere quindi il “bene comune” è necessaria come detto una pluralità di attori che sappiano orientarsi nei differenti ambiti specifici, dall’urbanistica all’ambiente, dal commercio al turismo, dal sociale alle pari opportunità, dalla cultura all’istruzione, dal bilancio all’attenzione delle frazioni. È importante sottolineare che questo processo non è fine a se stesso ma nasce dalla necessità di garantire un percorso di più ampio respiro e lungimirante, non solo per un singolo comune, ma per un territorio intero. Per tali motivi il gruppo de “Il Listone” si adopererà affinché ciò possa avvenire, attraverso un dialogo aperto a tutte le forze politiche. Il civismo diventa così l’aggregante politico locale. “Il Listone” intende evidenziare con soddisfazione l’avanzamento di un percorso comune con il gruppo “Casalmaggiore la nostra casa” che si è concretizzato attraverso una duplice collaborazione: una consiliare attraverso il ruolo di opposizione in Consiglio Comunale, ed una programmatica, frutto di molteplici incontri e tavoli di lavoro, che hanno evidenziato una convergenza comune su alcune tematiche fondamentali: ambiente, infrastrutture, servizi, legalità, lavoro e sviluppo sociale. Sarà fondamentale il principio dell’autonomia, attraverso il quale ogni gruppo manterrà solida la propria identità; l’impronta amministrativa dovrà superare, durante il mandato, qualsiasi contrasto che potrebbe insorgere in merito a principi religiosi, confessionali ed etici di ogni persona impegnata politicamente. Alla luce di tutte queste considerazioni, “Il Listone” non verrà meno agli accordi, sempre se questi saranno proiettati a una visione politica civica dove anche “M5S Casalmaggiore” e il mondo liberale saranno tenuti da subito nella dovuta considerazione”.

In soldoni, una dichiarazione d’intenti piuttosto neutra che certifica quello che già è: ambiente, servizi, cultura, lavoro, aiuto ai deboli e interesse per il bene pubblico. Tutte questioni sulle quali l’accordo con CNC già c’é, come dimostrato in un percorso d’opposizione spesso su posizioni comuni. Sule questioni ‘etiche’ libertà di coscienza. Laicità come valore fondante. L’intento è quello di garantire, pur in una pluralità di partecipazione, una certa autonomia di ognuno. Quello che è stato fatto sino ad ora (in termini di avvicinamento) è più che soddisfacente. Sul programma ci sarà da lavorare. E si lavora già.

UN NUOVO CONTRATTO SOCIALE – Ad introdurre la definizione politica del percorso comune Mario Daina (CNC) che molto onestamente non ha rinnegato il passato, ma ritiene che sia giusto guardare al futuro: “Ho ascoltato volentieri e condivido quanto detto nel documento del Listone. Noi siamo partiti dall’analisi della sconfitta del 2014. Ognuno di noi deve rispondere del proprio: le sconfitte non nascono mai per caso. Pur avendo fatto l’amministrazione Silla scelte coraggiose e innovative, non le aveva costruite con le persone. E soprattutto, ed è quello che ci ha penalizzato di più, è mancata la partecipazione nelle periferie che poi alla fine hanno premiato Bongiovanni. E’ stata una nostra responsabilità. Le ferite restano – ha spiegato – ma è più importante il giorno dopo. Non abbiamo iniziato ieri a dialogare, non è un processo nato nelle due ultime settimane, questo è un processo nato due anni fa. Stiamo impostando un lavoro per mettere in campo un nuovo contratto sociale ed allargare il più possibile la partecipazione. E’ chiaro che per far questo bisogna condividere principi e lavoro. E’ un confronto questo che non ha preclusioni nei confronti di nessuno e può aprirsi su certe tematiche anche ai 5 Stelle. Questa amministrazione si è limitata ad andare avanti per quattro anni. Non ricordo una scelta strategica, se non una gestione dell’ordinario. Siamo in un periodo di deficit culturale spaventoso, l’unica preoccupazione di questa amministrazione è stata quella di tenere i conti a posto. Casalmaggiore non può permettersi altri cinque anni come gli ultimi quattro, senza strategie, con sempre più persone lasciate sole, inascoltate. Allargare sempre di più la partecipazione, al civismo. L’incontro tra noi e il Listone non è un accordo di convenienza o di potere: può essere il seme della nuova primavera casalasca”.

OPPOSIZIONE DI QUALITA’ – A rivendicare il buon lavoro fatto è stato Pierluigi Pasotto (CNC): “In questi anni – ha spiegato – è stata fatta un’esperienza consiliare importante. Abbiamo costruito una fiducia reciproca, abbiamo presentato mozioni congiunte e fatto convocare congiuntamente consigli comunali. L’approccio comune ci ha rinsaldato. Dobbiamo dire anche che questa amministrazione disunita ci ha favorito perché si è limitata all’amministrare i cittadini, senza fare niente di più. Dopo questi anni Casalmaggiore ha bisogno di tutto fuorché di un nuovo cartello elettorale. Servono idee, innovazione, energie nuove e radicalità. Non credo alle fusioni a freddo: abbiamo trovato una condivisione su tante tematiche. Serve una squadra fatta di gente che sappia da dove partire, e serve una condivisione progettuale, che vada al di là di un unico mandato, ma che sappia vedere anche oltre al mandato amministrativo. Si parte da quello che c’è da fare per il territorio e dalle prospettive che offre. Casalmaggiore in questi anni ha dimenticato di essere un riferimento per tutto il territorio, e deve tornare ad essere il comune capofila. Il lavoro è impegnativo ma quel che mi preme sottolineare che questo nostro deve essere un lavoro non liturgico ma più vicino ai cittadini, che sappia legare Casalmaggiore alle sue frazioni, oltre che Casalmaggiore al resto del territorio”.

IL BENE DELLA COMUNITA’ – Simile l’approccio del consigliere Calogero Tascarella (CNC): “Questi anni di opposizione comune – ha spiegato – ci hanno fatto conoscere. I valori condivisi sono più volte emersi: e non si tratta solo di stazione, di treni, di infrastrutture o di ospedale, ma il primo valore condiviso è quello di dar voce alla comunità. Casalmaggiore ha mostrato tutto il suo isolamento. Il mio grazie va ai Comitati che in questi mesi sono stati la voce di questo territorio. L’incontro con il Listone nasce per curiosità. Da una parte la grande energia legata ai giovani, dall’altra l’esperienza. L’incontro di queste due componenti farà bene alla comunità. In questi anni abbiamo assistito unicamente a proclami. Tanto per citarne uno, questa amministrazione aveva detto in periodo elettorale che avrebbe portato aziende ad investire a Casalmaggiore e nel Casalasco: noi non ne abbiamo vista neanche una. L’amministrazione Bongiovanni ci consegna un territorio più povero. Non ha saputo porsi al centro, dare voce alle diverse istanze, guidare il casalasco. Una questione sulla quale noi e il Listone ci siamo sempre espressi criticando l’amministrazione. Si è persa l’identità comune e non sono arrivati investimenti. Il prossimo sindaco dovrà essere qualcuno che tenga a Casalmaggiore e voglia lavorare per la città, non uno pronto ad andarsene a fronte di qualche altra proposta”.

INSIEME CON LA PROPRIA IDENTITA’ – Incalzata su una questione non di poco conto – nonostante sia stata messa in secondo piano – quella del sindaco, il parere di Annamaria Piccinelli (CNC): “Non abbiamo fatto nomi negli incontri che abbiamo avuto insieme – ha sottolineato – quelli verranno in un secondo momento a partire dalla convergenze programmatiche che abbiamo scoperto in questi anni di opposizione, al di là di una differenza di approccio e di carattere sulle questioni. Ho apprezzato il documento del Listone, soprattutto per quel che riguarda il passaggio su competenza, conoscenza e impegno. Insieme costruiremo una squadra diversificata a partire dalle peculiarità dei nostri gruppi. Il Listone è più portato ad azioni dirette, come quelle di recupero che hanno intrapreso in questi anni, noi abbiamo spesso portato avanti raccolte firme. Guarderemo con attenzione, ognuno con la propria sensibilità, al mondo del volontariato e dell’associazionismo. L’importante è la base ideologica comune che c’é”.

IN PAROLE POVERE – Si partirà dal lavoro già fatto e verranno aperti tavoli di confronto, allargati ai professionisti che vi vorranno prendere parte, su tutte quelle materie che faranno poi parte del programma condiviso. L’idea è quella di più liste con un unico candidato sindaco. I tavoli di lavoro saranno aperti a chiunque senta di potersi mettere in gioco su tutte le questioni. L’intenzione di arrivare preparati allo scontro elettorale, e soprattutto uniti c’è tutto.

DIVERGENZE – Ci sono. A partire da quella che è una questione non di poco conto: quella del primo cittadino. Per Gabriel Fomiatti (Listone): “Dovrà essere un candidato che sia civico, che venga dalla società civile e slegato da tutte le amministrazioni precedenti. Un candidato che sia garanzia di un cambiamento netto. Questa è la nostra idea di sindaco”. CNC non sembrerebbe – anche se la questione non è stata del tutto sviscerata – della stessa idea. “Attenzione – ha spiegato Pierluigi Pasotto – a quando si parla di nuovo. Anche l’amministrazione Bongiovanni era completamente nuova, ed è andata come è andata”.

Mario Daina, rispondendo ad una domanda sul candidato sindaco, ha liquidato la questione con una battuta che, a ben pensarci, tanto battuta non era. “Il candidato sindaco ce l’abbiamo già!”. CNC, come il Listone, un’idea di sindaco ce l’ha in mente, ed ha connotati ben precisi. Ma al momento forse è più utile parlare d’altro. “Poi non è che i candidati abbondino!”. Il Listone ha già fatto sapere di essere poco incline ad accettare nomi come quello – sino a qualche settimana fa molto gettonato – del dottor Luigi Borghesi. E’ posizione comune, sia di Rosa, che di Fomiatti e Fazzi che hanno spinto per un candidato come Damiano Chiarini che al momento però non sembra per nulla intenzionato a mettersi in gioco. L’accordo potrebbe trovarsi su un altro nome, quello ad esempio dell’avvocato Paolo Antonini ma anche lui al momento sembra aver declinato l’invito. Anche un Pierluigi Pasotto non dispiacerebbe, ma è il candidato – dal punto di vista di posizionamento politico – più distante dall’area cattolica che qualche peso ancora ce l’ha. Dall’ortodossia conservatrice di Gianfranco Salvatore al laicismo spinto di Pierluigi Pasotto c’è un abisso dove sta la maggior parte del voto cattolico, e, come sottolineato pure da Daina, sarà quella una fetta di elettorato a cui guardare con attenzione.

Al momento quelle sul sindaco sono tutte ipotesi. E dovranno restare tali sino all’ultimo, o al penultimo istante. Adesso sarebbe facile mettere a nudo le divergenze, con un programma già costruito più difficile tirarsi indietro. Non si è parlato in comune tra Listone e CNC di candidati sindaci, ma ognuno dei due gruppi ne ha già sicuramente parlato per conto suo. Per quanto riguarda il programma poi qualche divergenza comunque resta. E non è solo una ‘diversità di approccio o di sensibilità, ma qualcosina in più. Nulla su cui non ci si possa confrontare e poi magari trovare una quadra. Per dirne una, il Listone non ha mai celato il proprio favore a lavori come quelli in via Baldesio e la condivisione dell’idea di città del comitato Slow Town, Carlo Sante Gardani fu uno dei primi a sposare con entusiasmo l’idea di cambiamento della città, dei progetti slow. CNC ha posizioni distanti sulla materia e in questi mesi ha molto polemizzato sulla questione con i diretti interessati.

Poi, certo, nella vita tutto è possibile, pure che si ripianino le asperità che al momento paiono montagne.

Altra questione, e non di poco conto, la distanza che separa un ex come Luciano Toscani, che non ha mai celato le proprie simpatie per il Listone, da CNC. Che peso ha la vecchia guardia all’interno del Listone? Quale il giudizio sul percorso comune? Sono tutte questioni che andranno chiarite e probabilmente si chiariranno nei prossimi mesi, non questioni comunque di secondaria importanza.

RISPOSTE – Il cammino comunque è iniziato. Nessuno lo avrebbe detto al termine della scorsa tornata elettorale, quando per mesi infuriò una battaglia senza esclusione di colpi. Ma le prospettive cambiano e cambiano in parte i soggetti in campo. La sfida sarà durissima, questa l’unica certezza. E per vincerla servirà trovare i voti, oltre che esprimere un programma. E servirà un candidato sindaco che poi di quel programma sia garante sino in fondo. I prossimi mesi serviranno per limare le asperità, e per elaborare un programma condiviso. La campagna elettorale è iniziata. O forse, a ben pensarci, non è finita mai.

Nazzareno Condina

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