Cronaca
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Commemorazioni 25 aprile, Casalmaggiore risponde con una festa dai tanti colori

Una grande festa colorata, ordinata e ben coordinata dal Maestro Cerimoniere Angelo Martani, evidentemente a proprio agio dopo tanta esperienza maturata nell'ambito delle rievocazioni.

CASALMAGGIORE – Un 25 aprile di conciliazione. O meglio, più che di conciliazione – che resta un termine improprio – di festa. Queste sono state le celebrazioni di questa mattina a Casalmaggiore. Una grande festa colorata, ordinata e ben coordinata dal Maestro Cerimoniere Angelo Martani, evidentemente a proprio agio dopo tanta esperienza maturata nell’ambito delle rievocazioni.

Le celebrazioni sono iniziate questa mattina presto, con la posa dei fiori ai ceppi commemorativi di Gino Avigni, Aldo Formis, Giovanni Favagrossa e Carlo Martelli. La loro storia, in estrema sintesi, è quella raccontata da Giuseppe Azzoni: “Erano i giorni in cui i tedeschi attraversano il Po in ritirata ed anche della Liberazione in questa zona. Favagrossa e Martelli furono sorpresi in piena notte da militari tedeschi tra i campi di località Valle di Casalbellotto. Erano con alcuni altri partigiani, ne nacque una sparatoria nella quale i due furono uccisi mentre gli altri riuscirono a sganciarsi. Aldo Formis, nel centro cittadino, stava scortando verso il carcere alcuni fascisti che si erano arresi, un cecchino fascista nascosto lo colpì a morte. Il partigiano Avigni si trovava sull’argine del Po quando venne colpito a morte dalla mitragliatrice di tedeschi contrastati dal fuoco partigiano”.

Ad accompagnare il presidente di ANPI Casalmaggiore, oltre ad un drappello di tesserati, l’ultimo partigiano casalasco ancora in vita, Aurelio Magni. Un momento di profonda commozione anche per lui che resta l’ultimo reduce di quel tempo.

Alle 9.30 poi il ritrovo in via Bixio, alla Casa del mutilato. Nonostante il caldo torrido, almeno un centinaio le persone radunatesi per il primo dei cortei della giornata. Presenti le varie associazioni militari, le alte cariche di Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia Municipale e numerosi rappresentanti politici. Dal sindaco Filippo Bongiovanni, Giuseppe Cozzini, Giuseppe Scaglioni, Francesco Ruberti e Massimo Mori per la maggioranza, a Gabriel Fomiatti, Carlo Sante Gardani e Alessandro Rosa per il Listone, sino a Mario Daina e Luigi Borghesi per Casalmaggiore la nostra casa. Presente anche una rappresentanza di Croce Rossa, Protezione Civile e GEV.

La banda della scuola musicale Estudiantina di Casalmaggiore guidata dal Maestro Lupi ha guidato il corteo. Un corteo variegato e multicolore. Dopo la messa celebrata da don Rubagotti il corteo in piazza Garibaldi, la posa delle corone d’alloro e le parole del primo cittadino, del presidente di ANPI e di un ragazzo – come da tradizione – del Liceo Romani.

Il sindaco ha parlato, ed a ragione, di una “Splendida manifestazione, di una Liberazione celebrata a 73 anni di distanza. Il trionfo della democrazia e della libertà”. Bongiovanni oltre a ringraziare tutti, ha ricordato il sacrificio dei casalaschi e l’arricchimento che nasce dal confronto, citando i due gemellaggi con Francia e Serbia “Che ci arricchiscono culturalmente”. Una liberazione e una democrazia che poggiano su solide basi perché costruite dal basso.

Giancarlo Roseghini (ANPI) ha ringraziato l’amministrazione e tutti i presenti per l’impegno profuso nella buona riuscita della commemorazione. “Oggi ricordiamo una generazione che cresciuta durante il regime nazifascista nella privazione della libertà, ha combattuto, vinto e ricominciato a pensare al futuro”. Il presidente di ANPI ha anche sottolineato come ancora non ci sia riusciti a liberare della ‘propaganda’ fascista e della fatica che si fa a riportare gli eventi nel loro contesto storico. Roseghini ha poi citato la vicenda, narrata da Giampaolo Pansa, di Ivo Spiotta, che a Genova fece fucilare, durante gli anni Repubblichini, un partigiano al giorno. “Il messaggio più importante – ha poi chiuso Roseghini – é quella pace conquistata allora che resta il messaggio più importante da salvaguardare anche in questi giorni”. Una pace che è non solo quella italiana, ma che resta concetto complessivo da difendere in ogni dove si combatte.

L’allievo del romani ha ricordato gli altri partigiani (dalla maestra Regina Ramponi all’ex presidente di ANPI Giuseppe Rossi) che hanno combattuto per la libertà di tutti e dall’uguaglianza sancita dall’articolo 3 della Costituzione “Figlia di una giovane partigiana costituente ed eredità di quella lotta partigiana”.

Una mattinata di ricordo, ma anche di socialità e di festa, conclusasi, almeno per quel che concerne la piazza, ben oltre mezzogiorno. Buona la presenza di cittadini, casalesi e non, dopo anni di magra: un piccolo segnale del fatto che il ricordo non è morto, ed ancora adesso val la pena celebrarlo.

Nazzareno Condina

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