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Discesa dell'Adige, da
Merano il racconto dell'impresa
dalle parole di Paolo Antonini

Questo il resoconto della giornata di ieri che è stata più che soddisfacente. Stamattina alle ore otto si stavano recando al punto di imbarco per iniziare la seconda tappa del cui resoconto siam tutti curiosi.

MERANO – I nostri temerari della canoa hanno terminato la prima tappa percorrendo addirittura più km del previsto e arrivando quindi a sud di Trento. Grande soddisfazione come si evince dal racconto di Paolo Antonini.

“Ci avviciniamo al punto di imbarco a Merano dove i flutti sono tormentosi, ci sono rapide, l’acqua è mossa e ci accompagna un forte sciabordio. Il rumore dell’acqua scrosciante procura eccitazione nei patiti del torrente ma ansia nei pagaiatori padani come noi. L’inizio è veramente turbolento, tutti pensiamo la stessa cosa: sarà anche bello, ma se bisogna andare sino a Trento così, si salvi chi può. Invece, dopo poco, la forza del Passirio che entra in Adige si smorza e il fiume diventa più dolce e abbordabile; troviamo le rapide solo in prossimità dei ponti e si procede velocemente; l’acqua è abbondante e ci garantisce una media di percorrenza superiore alle previsioni. Dopo un’ora che si pagaia ci rendiamo conto della possibilità di realizzare medie più che soddisfacenti. A Bolzano il nostro “coach” ci attende con il Gatorade e non solo: ci presenta un suo compagno di discese in torrenti e….. un’ottima bottiglia di Gewürztraminer. Tentiamo timidamente di rinunciarvi ma.. “più che l’onor poté il digiuno” e così ci limitiamo ad un assaggio contenuto per poi proseguire. A Bolzano l’ingresso dell’isarco in Adige dà ancora più forza alla corrente e alle 12.45 siamo già a buon punto tanto che qualcuno inizia a dire che dobbiamo arrivare a Rovereto in giornata. Calma ehhhhh!!!! Un grande momento è quando ci fermiamo all’ingresso del Noce dove l’acqua è davvero tersa. Per i pagaiatori di torrente il Noce è un grande nome e un selfie è d’obbligo. Proseguiamo spediti sino a Trento, io sono l’unico a sentire la fatica, gli altri pagaiano incessantemente. Concordiamo di concludere la tappa a Mattarello dopo Trento. Abbiamo percorso 30 chilometri in più di quanto ci eravamo prefissati per un totale di quasi 90 chilometri. Nessuno è andato a bagno. Vuol dire che i nostri grandi istruttori, Gengis che ci assiste ad ogni ponte, e Tiziano, che ci mostra sempre la rotta con maestria e una capacità “maieutica” senza pari, ci hanno e ci stanno supportando nel migliore dei modi. Abbiamo la certezza che la diritta via non sarà mai smarrita, pertanto ora ci abbandoniamo a birra, Teroldego, cenetta frugale e poi dritti tra le braccia di Morfeo perché questo è solo l’inizio!”

Questo il resoconto della giornata di ieri che è stata più che soddisfacente. Stamattina alle ore otto si stavano recando al punto di imbarco per iniziare la seconda tappa del cui resoconto siam tutti curiosi.

Giovanna Anversa

 

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