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La favola delle api, dei bambini
e della famiglia Sartori: il più bel
finale che si potesse scrivere

Il progetto avrebbe dovuto proseguire e sostenersi con i proventi ricavati ogni anno dalla vendita del miele. Crescere così, come i bambini. A tradire i ‘sogni’ dei piccoli era bastata l’opera negativa dell’uomo

CASALMAGGIORE – A volte le favole esistono davvero. Fanno piccoli passi che per lo più restano sconosciuti perché nessuno magari poi le racconta più. La favola di questa mattina parte da un sogno ed un progetto interrotto, dai bambini del plesso scolastico Marconi e da una famiglia di imprenditori dal cuore grande e dal sorriso sempre acceso e da un altro che per passione ha rapporti stretti con le api.

Tutto parte da un progetto che si era aggiudicato, due anni fa, uno dei premi del bando Chiarini. ‘RonZZZZii sul Po. Studio sul rapporto tra specie umana e altre specie animali volto a proporre l’incremento della presenza di api sul territorio’. Un’esperienza intensa quella delle classi terze della scuola primaria Marconi, volto a conoscere la vita delle api, a studiare la rarefazione della presenza delle stesse legato ai problemi dell’inquinamento ambientale e a proporre soluzioni, partendo dal lavoro quotidiano.

A curarne la parte pratica l’apicoltore Eugenio Maltraversi. Ma erano stati poi quei bambini ad appassionarsi a quell’affascinante mondo, a seguirne l’evoluzione. Il progetto avrebbe dovuto proseguire e sostenersi con i proventi ricavati ogni anno dalla vendita del miele. Crescere così, come i bambini. A tradire i ‘sogni’ dei piccoli era bastata l’opera negativa dell’uomo. Le arnie del progetto infatti erano state trafugate tra fine marzo ed inizio aprile del 2017.

Probabilmente qualche apicoltore poco avvezzo a partire dall’inizio. Subito, dopo la diffusione della notizia, si era aperta la solidarietà. Era stato lo stesso Damiano Chiarini a dirsi disponibile, con Persona Ambiente, a ridare alla scuola i soldi per le arnie e lo stesso Eugenio Maltraversi si era detto disposto a ripartire da zero. Ma il problema sarebbe rimasto tale poiché le arnie avrebbero dovuto essere ricollocate in un luogo dove il controllo sarebbe stato poi impossibile e la possibilità di furto esattamente la stessa di prima.

I primi a restarci davvero male furono i piccoli, a cui gli insegnanti dovettero spiegare l’accaduto. Tanto lavoro e tanto impegno andato in fumo. Fu spiegato loro del furto e dei problemi. La favola, col suo lieto fine, sarebbe arrivata dopo.

A prendersi a cuore l’esigenza di tutelare quelle arnie una famiglia di imprenditori locali: Patrizio Sartori, la moglie Paola Bandini e la figlia, Ilaria Sartori che superata la difficoltà iniziale di rapportarsi ad un mondo sconosciuto, grazie all’aiuto dell’apicoltore Maltraversi. Sono loro a decidere che quel progetto sarebbe potuto andare avanti. Le due arnie sono nel giardino al fianco della loro attività, nel cortile interno.

“Sono le arnie dei bambini – ci spiega Paola Bandini – loro possono venire qui ogni volta che vogliono e seguirle così come facevano prima. Il nostro spazio è aperto”. A una ventina di metri di distanza la famiglia Sartori ha anche impiantato un giardino delle essenze aromatiche. Piante più comuni ed altre meno, in un tripudio di profumi intensi e da riscoprire. Serviranno anche per la loro attività, ma non tutte. Alcune sono state trapiantate esclusivamente (o quasi) per le api affinché possano trovare essenze a loro gradite.

“Anche questo spazio è aperto alle scuole – prosegue Paola – perché è importante che i bambini abbiano a che fare con i profumi e le essenze”. Il progetto dei bambini della Marconi dunque andrà avanti. La favola dei bambini, delle api, della famiglia sorridente e dell’apicoltore indomito si è conclusa in maniera più che positiva.

I piccoli della Marconi possono arrivare nel giardino Sartori in tutta sicurezza, usufruendo della tangenziale dei bambini. Stradello, Argine e discesa alla fermata 7. Il tutto in poco tempo.

Le api ronzano nel giardino Sartori. “Ci ha detto Eugenio che sono due arnie molto tranquille”. Conclude Paola. Nel suo sorriso, che poi e lo stesso della figlia Ilaria e di papà Patrizio il più bel finale della favola che si potesse scrivere.

Nazzareno Condina

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