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Ex ENEL, passa la mozione Listone sull'amianto, Comune d'accordo con le verifiche

“Comunque - ha spiegato il vicesindaco Giovanni Leoni - noi ci attiveremo come proposto dalla mozione sia sul privato sia su ATS e poi il percorso sarà quello previsto dalla normativa”

CASALMAGGIORE – Della presenza di fibrocemento amianto nell’area ex Enel si occuperà anche l’amministrazione comunale, in questo cogliendo in pieno l’auspicio formulato dal Listone per una verifica e un controllo della situazione. Tutto questo nell’ottica di quel che prevede la normativa. L’istanza presentata è stata accolta e votata favorevolmente da tutta la maggioranza (oltre che dal Listone). Assente CNC.

E’ stato il vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici Giovanni Leoni a rispondere a Alessandro Rosa in Consiglio Comunale: “Il problema dello smaltimento del fibrocemento amianto – ha spiegato il vicesindaco – è un percorso che inizia da lontano 1992, poi Regione Lombardia interviene nel 2003 e va a normare dando compito all’Asl di recuperare tutti i dati su autodenuncia e autocertificazione dei privati e del pubblico per definire la quantità di fibrocemento amianto da smaltire.

Questo perché la Regione avrebbe dovuto individuare dei siti di smaltimento. All’epoca vi furono tante discussioni su Cappella Cantone e Cingia de’ Botti per i siti che avrebbero dovuto vedere interrato l’ethernit. In forza delle difficoltà i tempi si allungarono. Si arrivò al 2008 in cui la Regione definì meglio le modalità e definì nel 2013 le tabelle attraverso le quali i comuni dovranno emanare delle sanzioni a chi non ha comunicato entro il 2016, termine ultimo e perentorio, per l’autodenuncia.

I comuni, è utile chiarirlo subito, non sono gli enti delegati alla verifica e alla presenza dell’amianto, proprio perché furono delegate le Regioni attraverso le Asl e questo aspetto è importante perché qualche volta, e lo dico bonariamente, c’è un po’ lo scaricabarile. Le Regioni demandano ai comuni azioni che per i comuni sono pesanti da dover fare e alla fine poi addirittura quelle che sono le entrate economiche vanno alla Regione, non rimangono nemmeno nelle casse dei comuni.

In questo caso il comune di fatto diventa l’esattore, attraverso l’ATS che sarà l’ente preposto. Solo per spiegarvi qual’è la complessità di questa operazione, in provincia ci sono 430 pagine di denunce, tra l’altro ordinate in ordine di presentazione. Sarebbe anche un lavoraccio andare a cercare i nominativi: già questo fa capire che non sono i comuni a fare questa verifica, ma le ATS a fare una cernita e segnalare poi i comuni, e poi i comuni dovranno fare la sanzione e passarla alla Regione. Ho fatto questa premessa per far capire quali sono le competenze degli enti.

Cosa fa il Comune? Il comune sino ad oggi ha fatto interventi attraverso le segnalazioni che giungono al CSC, dove si trova modulistica attraverso il quale possono segnalare la presenza di amianto. Il comune, in seguito a quelle, si attiverà e si è già attivato a comunicare al segnalato e in seconda istanza ad ATS. Visto che c’è una mozione propongo ai consiglieri di mandarlo anche al proprietario dell’area e all’ATS”.

Il vicesindaco ed assessore ai Lavori pubblici ha poi ulteriormente spiegato che se il proprietario dell’area avesse già denunciato la presenza dell’ethernit entro i termini previsti dalla normativa (dicembre 2016) sarebbe ancora in tempo a smaltire visto che la normativa prevede la verifica ogni due anni (quindi entro il dicembre 2018) dello stato dell’arte. Se invece non lo avesse fatto, sarebbe passibile di atto sanzionatorio.

“Comunque – ha concluso il vicesindaco – noi ci attiveremo come proposto dalla mozione sia sul privato sia su ATS e poi il percorso sarà quello previsto dalla normativa”.

Nonostante quella presentata da Rosa e Vitolo fosse una mozione, non c’è stato bisogno di nessuna discussione. “Ringrazio l’assessore Leoni. Il senso della mozione era quello di agire in via precauzionale perché non sappiamo se i base ai tabellari questa tettoia sia pericolosa. Volevamo solo rendere pubblica la cosa”.

La questione dunque andrà avanti. Sarà ATS ora – ed in presenza della segnalazione stessa – a doversi attivare e nel caso allertare il comune.

Nazzareno Condina

 

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