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Discesa dell'Adige, da
Mattarello a Pescantina:
il racconto di Paolo Antonini

Ancora tenacia e determinazione da parte dei canoisti casalaschi che stanno tenendo più che bene il ritmo, nonostante alcuni tratti impervi. Noi li seguiamo attraverso il diario di viaggio di Paolo Antonini

MATTARELLO (TN) – Anche la seconda tappa della discesa dell’Adige si è conclusa giovedì alle 17, ancora 80 km, ancora tenacia e determinazione da parte dei canoisti casalaschi che stanno tenendo più che bene il ritmo, nonostante alcuni tratti impervi. Noi li seguiamo attraverso il diario di viaggio di Paolo Antonini, attraverso le foto che ci mandano, e tramite le telefonate con Gengis che ci rassicura confermando che tutto sta procedendo per meglio. Molte le emozioni ieri, non da ultimo l’incontro col campione del mondo di canoa Vladi Panato.

“Mattarello di Trento – Pescantina II tappa. Ieri sera a cena ci siamo ripromessi di non pagaiare per più di 60 chilometri, che poi ci si stanca inutilmente e ne sembravamo convinti. Questa mattina risveglio nell’ottimo albergo a una stella (e che i ns familiari non dicano che ci siamo dati alla pazza gioia) e, poiché siamo sbarcati 20 km più a sud del previsto, il dilemma della mattina era come arrivare in cinque a Mattarello visto che sul furgone di Gengis ci si sta solo in tre. Tiziano ed io prendiamo la mitica Trento Malé da Nave San Felice a Trento. Treno puntuale, pulito, il biglietto si fa a bordo, insomma un altro pianeta. Arrivati a Trento Arcangelo, che aveva lasciato Luca e Roberto a guardia delle canoe, ci recupera. Imbarco attorno alle 9 e ancora un bel volume d’acqua, più mossa di ieri. Oggi è giorno di lavoro e la bella ciclabile che costeggia il fiume è meno frequentata. La vista delle montagne circostanti è da mozzafiato. Dopo una mezz’ora di pagaiate tocchiamo il record di velocità di tutta la tappa: siamo ancora belli freschi e, casualmente, una fanciulla dalle forme intriganti, sta pedalando sulla ciclabile, chissà perché, senza aver preso nessun accordo, tutti pagaiamo più velocemente; la ciclista non ci degna neppure di uno sguardo e pedalando, se ne va… ingrata. Oggi a Mori affrontiamo la prima diga. Il rumore in prossimità della diga mette sempre un po’ di trepidazione e anche lo sbarco non è agevole. Trasciniamo a riva le canoe con le funi, le riponiamo sui carrelli e si inizia il cammino sotto il sole per oltrepassare la diga e ridiscendere. Anche l’imbarco mantiene alta la tensione, onde, flutti, correnti … non ci facciamo mancare niente. Dopo la diga la corrente spinge con forza, l’acqua è mossa e non c’è tempo per le chiacchiere. Come ieri da Bolzano a Trento, così oggi il vento ci fa compagnia fino ad Ala. Come giustamente osserva il nostro capo tribù Tiziano Rossini, si capisce perché qui ci sono le pale eoliche. Ci avviciniamo alla seconda diga di Ala e lo sbarco, vicino alle paratie, è proprio complesso. La rassicurante presenza di Arcangelo Pirovano aiuta parecchio ma l’impresa rimane complicata. Comunque, sbarchiamo tutti issando le canoe in uno splendido campo di alte ortiche e intanto inizia il mantra del ponte di Peri. Passiamo Borghetto, tappa iniziale dell’Adigemarathon e sale una certa emozione! Finalmente arriviamo in prossimità del ponte di Peri. Tiziano davanti io dietro, poi a ruota, Roberto e Luca. Sembriamo anatroccoli in acqua con la mamma chioccia. Avvicinandoci al ponte l’acqua è stranamente tranquilla. Mi chiedo perché tutta questa apprensione per il ponte che è il primo dove non ci sono rapide in prossimità dell’ingresso……. non finisco la frase e Tiziano mi scompare davanti, vedo la punta del kayak immergersi nei flutti, onde da ogni parte e tra un secondo tocca a me …. l’emozione è davvero grande.. Attraversiamo tutti senza andare in acqua. Pirovano dall’ alto del ponte ci dà la rotta e il nostro maestro in acqua è ben felice di averci portato incolumi oltre questo passaggio. Ci fermiamo a Dolce’ punto di partenza dell’Adigemarathon non agonistica. Facciamo tappa e decidiamo di portare a termine tutto l’Adigemarathon fino a Pescantina e, i nostri propositi di fermarci a Ceraino, sfumano come neve al sole. Qui al Canoa Club ci accoglie niente pò pò di meno che Vladi Panato, la quintessenza dei campioni di canoa. Una grande emozione e, obbligatoria, la foto con lui. Ora relax in uno splendido locale con vista sul castello di Rivoli, che da solo, vale il viaggio. Dopo Dolce’ possiamo dire “addio monti sorgenti dall’acque ed elevati al cielo” …promessi sposi capitolo VIII, passo splendido ed eterno che torna alla mente davanti a certe meraviglie.”

Natura, poesia, passione, sport, amicizia e un bel po’ di coraggio. Oggi a mezzogiorno i moschettieri della pagaia erano già a sud di Verona ma di questo vi racconteremo questa sera.

Giovanna Anversa

 

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