Salute
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Vaccinazioni, medico malato e deficit di comunicazione. Una mamma protesta

Intanto noi lo segnaliamo all'azienda, sicuri che per la prossima volta magari qualche sforzo in più potrà essere messo in campo per essere tranquilli di aver raggiunto tutti

CASALMAGGIORE – Comunicare a più riprese non fa per l’Azienda Sanitaria. Soprattutto quando per comunicare serve più di una telefonata o al limite sfruttare la tecnologia che, in quanto ad opzioni, ne offre tante.

Spiacevole disavventura quella capitata stamattina ad un gruppo di mamme impegnate nella vacinazione dei figli presso gli ambulatori di via Porzio. Giunte all’orario fissato, sono dovute tornare a casa senza aver potuto far nulla, per malattia del medico. Sino a qui nulla di strano, tutti i medici si ammalano così come i loro pazienti.

Ma la situazione non è stata poi così piacevole. A raccontarci la vicenda una mamma che ci ha contattato questa mattina, N. F., di Casalmaggiore. “Ieri qualcuno mi ha telefonato ma ero impegnata col lavoro e non potevo rispondere. Appena mi sono liberata ho provato a richiamare ma mi rispondeva una segreteria. Non mi sono preoccupata più di tanto, e mai avrei potuto immaginare che quella era una telefonata che mi avvertiva che il medico era ammalato”.

Non un messaggio, neppure una comunicazione ai giornali, un whatsapp o un segnale di fumo. Una chiamata unica. Se rispondi bene, se no ti attacchi. “Per far vaccinare mia figlia ho dovuto prendermi un giorno da lavoro. Lavorando a Colorno non mi era possibile fare diversamente. Ed ora dovrò prenderne un altro. Sono arrabbiata perchè avrebbero potuto comunicarcelo in qualche modo invece di fermarsi alla prima telefonata. Non tutti possono rispondere subito, soprattutto quando lavorano”.

Il personale del centro di via Porzio – c’è da sottolinearlo – è stato gentilissimo: “Nonostante noi mamme non fossimo particolarmente soddisfatte e piuttosto arrabbiate. Ci è stato spiegato con molta calma e disponibilità che l’ordine era quello di fare un giro di chiamate a tutti e dare la comunicazione. Una chiamata unica. Sono state molto gentili all’ASL ma gli ordini ci hanno detto erano quelli ed il personale è comunque poco rispetto alle esigenze effettive”.

Un disguido insomma, piuttosto fastidioso per chi è costretto a dover chiedere permessi. Perché farlo per un motivo può avere un senso, farlo senza scopo brucia. Magari servirà da lezione per la prossima volta. “In qualche modo – conclude la mamma – avrebbero potuto avvertirci. Il problema non è stato solo il mio ma di altre mamme che erano con me a protestare”. Un genitore questa mattina ha pure minacciato una segnalazione ai carabinieri.

Intanto noi lo segnaliamo all’azienda, sicuri che per la prossima volta magari qualche sforzo in più potrà essere messo in campo per essere tranquilli di aver raggiunto tutti senza far perdere del tempo a nessuno.

Nazzareno Condina

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