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Punto Nascite, Jessica Lazzarini:
"Isola felice dove si uniscono
umanità e professionalità"

In questi giorni comunque di incertezza al di là delle rassicurazioni di Camillo Rossi, ha voluto anche lei fornire il suo piccolo e sereno contributo alla battaglia che tante mamme, tanti medici e due Comitati stanno portando avanti

CASALMAGGIORE – Jessica Lazzarini è una mamma come tante. Una mamma speciale. Come tutte quelle che in questi giorni si stanno battendo a salvaguardia del Punto Nascite dell’Oglio Po.

A corto di personale, in calo numerico con le nascite, in deroga rispetto alla normativa che vorrebbe 1000 parti annui (con ogni probabilità quest’anno non si arriverà neppure alla metà) per avere la sicurezza del mantenimento operativo ma nonostante tutto questo strategico in un territorio che comunque necessità di un reparto e di un punto nascite perché troppo lontano dal resto e tagliato fuori dall’area Emiliana.

Jessica Lazzarini, compagna dell’iperattivo Andrea Devicenzi, di figlie ne ha due. Sono nate qui. Dove di bambini ne sono nati tanti, al di là dei conteggi, di quelli che servono alla burocrazia. Sono state seguite con estrema professionalità, sono state partorite in acqua. Lei stessa è stata seguita con tantissima attenzione. E non è un caso. Qui a Casalmaggiore Ostetricia e Ginecologia lavora così.

In questi giorni comunque di incertezza al di là delle rassicurazioni di Camillo Rossi, ha voluto anche lei fornire il suo piccolo e sereno contributo alla battaglia che tante mamme, tanti medici e due Comitati stanno portando avanti.

“Punto nascite Oglio Po, Casalmaggiore. Tante cose sono state dette – ci dice – e tante ne sono state scritte circa la sorte di quell’isola felice che ha visto protagoniste molte donne e i loro cuccioli, un’isola felice dove umanità e professionalità si uniscono in un connubio che resta nel cuore, una piccola isola felice dove ci si sente “a casa”.

Si sa, viviamo in un mondo tecnologicamente molto avanzato e che corre troppo, lasciando spesso poco spazio al “sentire” perché la mente prevarica su tutto il resto. L’incertezza degli ultimi anni, i malumori e le motivazioni che spingono gli amministratori verso determinate scelte non dovrebbero sopraffare il clima di accoglienza e familiarità che si respira nel reparto di Ostetricia.

Personalmente, ho avuto la fortuna di partorire le mie figlie in acqua, in quella vasca azzurra di acqua calda, coccolata e assistita da tutto il personale, tra sorrisi e presenze costanti. Sento solo di dire che, in questo mondo troppo veloce e spesso superficiale, abbiamo ancora bisogno di quell’umanità e di quel dialogo che, anche dopo le dimissioni, in Ostetricia e Ginecologia ho sempre trovato”.

Nazzareno Condina

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