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Cimardilandia, al Museo
Diotti il mondo di Franco
Cimardi tra ironia e territorio

A fare da copertina alla mostra è “La Gazzetta del Lunedì”, disegno che confonde nella massa volti di uomini tutti uguali, visione originale, a volte affettuosa, a volte critica ma quasi mai accusatoria, di una passione nazionalpopolare.

CASALMAGGIORE – Un mondo particolare, disegnato con ironia, capace di strappare un sorriso e assieme di fare pensare: è “Cimardilandia”, un universo parallelo ma al contempo assai radicato nel territorio di nascita dell’autore, Franco Cimardi da Casalmaggiore, classe 1938, che non a caso come illustratore ha spesso collaborato e arricchito volumi dedicati alle tradizioni della nostra terra.

La mostra è stata inaugurata sabato pomeriggio in sala Rossari al Museo Diotti, che negli ultimi tempi ha vissuto questa svolta “locale”, donando il giusto risalto ad artisti di Casalmaggiore e dintorni, ma al contempo capaci di farsi largo anche su panorami e orizzonti molto più ampi. Oltre a Cimardi, che ha dimostrato di essere istrione e ironico anche nel suo modo di fare e non solo nei messaggi trasmessi nei suoi quadri, erano presenti Pamela Carena, assessore alla Cultura del comune di Casalmaggiore, che ha ripercorso la carriera artistica di Cimardi, Roberta Ronda, sempre per il comune casalese, e i curatori della mostra, che resterà visitabile fino al 10 giugno prossimo (3 euro l’ingresso, 2.50 euro il ridotto per minori di 25 anni, maggiori di 65 anni e gruppi di almeno 15 persone), Anna Vergine e Gabriele Fallini.

Cimardi ha dedicato la propria esistenza, dopo il diploma al Liceo Artistico Toschi di Parma, all’insegnamento della propria arte nelle scuole pubbliche, guardando dunque alle generazioni del futuro e tramandando, più che il proprio stile – che giustamente deve risultare molto personale così come le riconoscibilissime caricature – l’amore per la pittura, il disegno e il mondo del figurativo. Dal 1977 ha iniziato a esporre con varie mostre apprezzate in tutta Italia.

Cimardi ha illustrato, come detto, anche molti libri legati a Cremona e al territorio Cremonese e Casalasco: proprio questi volumi – alcuni scritti da noti autori del territorio e dedicati ad esempio al dialetto, alla mostarda, ai marubini e al torrone, ricette tipiche della nostra terra, e agli uomini di fiume – sono presenti a completamento della mostra, che vive di due grandi sessioni: quella dei disegni e quella delle xilografie. In quest’ultima parte in particolare spiccano le riproduzioni dei vizi capitali, raffigurati in forma antropomorfa e sfruttando così al meglio la retorica dell’allegoria. Non mancano neppure riferimenti a tradizioni agresti molto spiccate e assai riconoscibili, come l’uccisione del maiale, a conferma del legame di Cimardi con la nostra Pianura.

A fare da copertina alla mostra, invece, è “La Gazzetta del Lunedì”, disegno che confonde nella massa volti di uomini tutti uguali, tutti con davanti il quotidiano sportivo rosa più famoso, visione originale, a volte affettuosa, a volte critica ma quasi mai accusatoria, di una passione nazionalpopolare. Il curatore si è emozionato nel parlare dei disegni di Cimardi, il che secondo Anna Vergine significa avere colto nel segno in partenza. “Io, invece, parlo attraverso i disegni, quindi fatemi pure domande e sarà lieto di rispondervi” ha spiegato Franco Cimardi prima di dare il via al tour guidato della mostra.

Giovanni Gardani

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