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Ecomuseo, festa riuscita
e pillole da tramandare per
non perdere le nostre tradizioni

"Dobbiamo essere gelosi custodi e generosi divulgatori del nostro patrimonio cultuale, ambientale, storico ed enogastromico" ha detto il sindaco, ricordando la mission di questo "museo diffuso".

SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE (VIADANA) – Ha colto nel segno presso l’impianto idrovoro di San Matteo delle Chiaviche, sede dell’Ecomuseo Terre d’Acqua, la seconda edizione della festa intitolata “A tavola! Il cibo tra cultura, tradizione e alimentazione”, organizzato da Monica Martelli dell’Ecomuseo e dal comune di Viadana, con gli interventi dal palco del sindaco Giovanni Cavatorta e del suo vice, nonché assessore all’Ambiente, Alessandro Cavallari.

Oltre a visite all’impianto idrovoro, all’interno della Settimana della Bonifica, e ad escursioni sul territorio, il tema portante è stato il cibo come cultura, appunto, per riscoprire noi stessi e le nostre tradizioni. Da qui l’intervento dei relatori Maria Rosa Macchiella e Paolo Mantovani, entrambi esperti della materia, che hanno ricordato la storia e le qualità nutritive delle erbe spontanee nella tradizione culinaria della Bassa. L’obiettivo dell’Ecomuseo, del resto, è tramandare e riscoprire quello che, anche in tavola, si rischia di perdere e invece costituisce un principio fondante della nostra cultura, intesa in senso ampio e non solo come dieta o alimentazione. Cavatorta ha sottolineato i successi dell’Ecomuseo, che rappresenta anche i comuni limitrofi, ma vede Viadana come capofila, ricordando il riconoscimento ottenuto da Regione Lombardia nel 2013 e il grande impegno per il rispetto dei requisiti.

“Dobbiamo essere gelosi custodi e generosi divulgatori del nostro patrimonio culturale, ambientale, storico ed enogastromico” ha detto il sindaco, ricordando la mission di questo “museo diffuso”, che può interpretare al meglio questi compiti. “L’Ecomuseo siamo noi, non è una struttura statica” ha ricordato il sindaco. Il grazie è giunto poi anche da Cavallari, che ha sottolineato una volta di più il senso di questa festa comunitaria, le cui pillole di saggezza non solo culinaria vanno ora tramandate alle nuove generazioni, perché rimangano un tesoro vivo nel tempo.

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